14 Luglio 2020 - 00:02:09

Bresso Promozione, Uberto Tomanin e i giovani biancoblù: «Non è un anno buttato via»

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Ovviamente nel calcio di oggi viviamo un calcio moderno e molto più veloce rispetto agli anni scorsi. C’è più velocita e molta più tecnica con l’aggiunta di molta tattica. Sulla panchina del Bresso, categoria Promozione, c’è un allenatore che negli ultimi anni sta costruendo un piccolo bolide forte in velocità e nel gioco, che sta facendo faville in promozione, si parla di Uberto Tomanin. Come l’inizio di una storia, racconta del suo arrivo sulla panchina biancoblù:«Arrivo a Bresso due anni e mezzo fa sotto la gestione della vecchia proprietà, grazie a Massimo Pasquetti, come allenatore degli Allievi Regionali classe 2001 e dopo 5 anni nella Rhodense sempre nella categoria Allievi. L’anno dopo con il cambio societario, ho iniziato il primo di queste due stagioni con la prima squadra. Una squadra completamente ricreata in estate. Due anni e mezzo, ricchi di soddisfazione vista la semifinale regionale raggiunta con i 2001 e la finale playoff dello scorso anno in prima squadra a Sant’Angelo. La squadra di quest’anno rappresenta molto  visto che a seguito di una politica societaria basata sui giovani son riuscito ad inserire e ad utilizzarli da protagonisti 13 giovani dal 1999 al 2002, 10 di questi già da me allenati sia a Rho che a Bresso». Tomanin è riuscito a costruire una squadra giovane capace di combattere anche per i primi posti della classifica, come si è visto quest’anno nel girone E, dove dava del filo da torcere anche alla capolista Città di San Giuliano. Una linea verde che sta dando i suoi frutti e che rispetto alle aspettative sta regalando gioie inaspettate e soddisfazioni sudate con il lavoro sul campo e in allenamento. Tomanin però nasce come allenatore dopo la sua carriera da giocatore. Si ispira a Mattioni che fu un maestro del calcio milanese e pilastro del calcio dilettantistico, maestro e forse professore anche per altri. Oggi l’allievo Tomanin sta mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti e si vede soprattutto come gioca il suo Bresso: «Un ricordo speciale per un allenatore mi fa tornare indietro al settore giovanile. Mattioni che purtroppo non c’è più da qualche anno ma sicuramente molti addetti ai lavori del calcio milanese lo ricordano con affetto. Arrivando da società e realtà differenti di quartiere o di paese più che l’aspetto tecnico o di modo di lavorare, il migliore insegnamento ricevuto è stato sicuramente l’attenzione all’aspetto sociale, all’importanza del singolo individuo e del gruppo in uno sport di squadra». La prima esperienza da allenatore Uberto Tomanin l’ha avuta all’età di 21 anni cominciando ad allenare la Scuola Calcio della San Leonardo e continuando a giocare con l’omonima prima squadra: «Per circa 8 anni ho sia allenato che giocato anche dopo il mio passaggio a Bollate. Una volta arrivato a Rho con gli Allievi ’97 ho iniziato a fare solo la cosa tra le due che mi veniva meglio e che più mi divertiva, allenare». Sulla situazione odierna però rimane un po’ di amare in bocca, visto la situazione di emergenza che ha bloccato tutto il sistema calcio. Tomanin e il suo Bresso stavano compiendo una cavalcata vincente sia in Coppa che in campionato vedendo comunque risultati importanti e positivi: «Impossibile non tralasciare la situazione. La squadra si stava preparando al mese di marzo che ci avrebbe visto affrontare le prime due in classifica con 7 squadre in 7 punti e giocarci  i quarti di finale di Coppa Italia. La situazione attuale ci costringe giustamente a mettere da parte la stagione sportiva di cui si aspetta solo l’ufficialità dell’annullamento. Rimane però un lavoro importante fatto sui ragazzi più giovani con 12 di loro già costantemente utilizzati. Se Guardo la classifica del premio giovani, penso che comunque non sia stato un anno buttato via. Il futuro? Complicato parlarne adesso, ma penso di poter immaginare che il presidente Massimo Parmigiani, il direttore Tiziano Gonzaga e l’ amministratore Alessandro Lauriello avranno idee ben precise su come ripartire». Insomma questo è il Bresso di Tomanin, che rappresenta forza, coraggio, velocità e tecnica senza tralasciare comunque la politica di linea verde impressa all’interno della società. Il Bresso è una società che già fa parlare di sé per i suoi successi, ma fa parlare di sé anche Tomanin che è riuscito a creare una squadra giovane capace di arrivare a superare traguardi impensabili e forse anche immaginabili. Il futuro è roseo per i biancoblù: il progetto funziona e la società fa da esempio a tutto il calcio milanese.


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