5 Agosto 2020 - 13:53:06

Promozione, Concorezzese: Federico Turati classe pura al servizio dei biancorossi

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Il Girone B di Promozione è un girone ricco di talento. Giocatori giovani e meno che in passato hanno sognato, sfiorato o anche semplicemente accarezzato il sogno, un giorno, di poter diventare calciatori di professione. Tra questi c’è sicuramente il talentuoso centrocampista della Concorezzese Federico Turati. Giocatore tutto mancino classe 1995 dotato di una tecnica di base davvero notevole, che dopo varie esperienze qua e là nella regione, dopo diversi anni si trova con i suoi amici in quella Concorezzese che per lui «È come se fosse casa mia». Come detto, centrocampista di qualità cresce nel settore giovanile del Milan dove passa un paio di stagioni prima di passare al Monza, la squadra del suo paese dove Federico sogna un giorno di indossare la maglia della Prima Squadra. Nella società biancorossa trascorre praticamente tutta la trafila giovanile, fino ad arrivare anche ad essere aggregato in Prima Squadra. Ma la fortuna, come si dice in questi casi, è cieca mentre la sfortuna ci vede bene. Federico arriva ad essere aggregato in Prima Squadra dopo una stagione per lui molto complicata, costellata da stop infortuni. Il suo sogno dunque si rivela essere solamente una parentesi, visto che da lì inizia un viaggio che non lo riporterà più – per ora – a Monzello. Passa a Sondrio in Serie D, poi Vimercate, Concorezzo, Missaglia e nuovamente Concorezzo. La sua è una carriera ancora tutta da scrivere, ma come ha ammesso lui stesso: «Ora per me il calcio rappresenta un divertimento, nulla più». Eppure il sogno di diventare professionista Federico lo ha accarezzato più e più volte: «A chi non sarebbe piaciuto diventare un professionista?! Io mi ricordo bene quell’anno in Berretti. È stata davvero una stagione sfortunata per me. In tutti gli anni precedenti nel settore giovanile non mi ero mai fatto male seriamente, ma quell’anno che era davvero un anno cruciale a gennaio mi feci male alla caviglia e dovetti rimanere fermo a lungo perdendo di fatto metà stagione. A fine anno, però mi avevano aggregato alla Prima Squadra, ma in quella stagione al Monza c’era una dirigenza un po’ così ed eravamo davvero in tanti, mi ricordo. Così iniziai a girare, un po’. Non lo nego, inizialmente io reputavo la Serie D quasi come fosse una sconfitta per me ed infatti andai a Sondrio e, seppur quell’anno centrammo i playoff, non ero sereno giocavo e vivevo quella situazione un po’ distaccato. Là credo sia svanito il sogno di diventare un giocatore professionista. Eppure con il senno di poi mi sono reso conto del mio errore, anche andando a vedere la carriera del mio ex compagno Giorgio Galli che, mai aggregato alla Prima Squadra, uscì dalla Berretti ed andò a Caronno. Face bene un paio di stagioni là, in Serie D, ed ora è tornato a casa al Monza». Dunque dall’esperienza Valtellinese per Federico comincia una seconda vita in termini calcistici, una vita nella quale il calcio rappresentava un divertimento e non più un’ambizione: «Ora sono un ragazzo che vuole giocare per divertirsi. Ovviamente per divertirsi non intendo semplicemente dire tirare quattro calci ad un pallone… Anche nel divertimento si cerca sempre di lavorare al massimo per ottenere dei risultati. Prendiamo per esempio questa stagione: a me dispiace come stanno andando le cose, visto che siamo impegnati in una serrata lotta per non retrocedere, però malgrado i risultati faticano ad arrivare con continuità noi in settimana ci alleniamo bene, seguendo sempre le indicazioni del tecnico. Forse ci manca un po’ di esperienza e un po’ di cattiveria visto che fatichiamo nell’andare a guadagnare punti in modo, diciamo, sporco». Eppure per un giocatore con le sue doti tecniche potrebbe sicuramente meritare un palcoscenico diverso dalla Promozione. Questo Federico lo sa bene, ma è anche consapevole di come il calcio ora non può costruirgli un futuro: «Dopo l’esperienza a Sondrio ho iniziato a lavorare, e in quel momento la mia percezione per il calcio è ovviamente cambiata. Inizialmente io scelsi di ripartire da Vimercate. Vuoi che erano i primi periodi che lavoravo, ma là si allenavano un po’ presto ed io arrivavo sempre agli allenamenti molto tirato e non riuscivo mai a esprimermi al meglio. Oggi non faccio una questione di categoria perchè so che magari se mi viene chiesto troppo magari non potrei dare il massimo proprio per questioni lavorative». Ora però a Concorezzo, Federico è felice. Nella società biancorossa ha trovato la sua casa, un’isola tranquilla e felice dove poter esprimere al meglio il suo gioco e le sue doti: «Diciamo che il fatto di giocare con tanti miei amici, come ad esempio Bosisio, Meroni o Parma è un qualcosa che mi aiuta molto. Poi dopo quello che è accaduto lo scorso anno mi sentivo che tornare a Concorezzo e giocare qua era la cosa più giusta da fare». Ora però, semmai si dovesse riprendere a giocare, per la Concorezzese di Turati c’è una salvezza da andare a strappare: un’impresa che ad oggi sembra essere complicata, ma la formazione biancorossa ha dimostrato di aver le carte in tavola per poter raggiungere quest’obbiettivo. «Non è facile – chiude Turati – andare a recuperare. Noi, però, ci siamo sempre allenati bene seguendo le idee ed il lavoro del tecnico. Forse a questa squadra manca quel guizzo di esperienza che in alcune circostanze potrebbe fare la differenza. Però c’è poco da parlare, semmai si dovesse tornare in campo noi dovremmo lottare con le unghie e con i denti per andare ad agguantare questa benedetta salvezza».


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