giovedì 4 Giugno 2020 - 13:28:40

Francesco Guaitamacchi, l’uomo del Lambro. Vincente da San Zenone a San Colombano

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Una stagione strepitosa, in rimonta dopo il disastroso mese di ottobre, fermata proprio sul più bello. Il Sancolombano di Francesco Guaitamacchi si avviava alla fase calda del campionato a pari punti con il Varzi di Alessandro Pagano e i presupposti per il trionfo c’erano tutti: «Calcisticamente c’è molto rammarico, eravamo davvero ben messi in classifica, stavamo facendo un campionato importante in una piazza importante, ma a questo punto abbiamo altre priorità» ammette il tecnico banino. Priorità sicuramente a livello sanitario ed economico nel difficilissimo momento che sta attraversando l’Italia e, in particolare la Lombardia: «Con tutta onestà, visto l’andamento del contagio, credo che i campionati a livello dilettantistico siano finiti, non penso ci siano più le condizioni per riprendere. Quando finirà tutto, i tempi sarebbero strettissimi e bisognerebbe fare tamponi a tutti i giocatori e gli staff delle squadre, diventa delicato». Chi stava incidendo tantissimo sulla strepitosa stagione del Sancolombano era il neo acquisto Marco Farina: «È un giocatore che fa davvero la differenza e, infatti, ha realizzato 16 gol in campionato fino alla sosta obbligata per l’emergenza sanitaria. L’abbiamo fortemente voluto, lo conoscevo bene da avversario dopo averlo affrontato più volte. Stava dando, e darà in futuro, un apporto a livello realizzativo e di spogliatoio, avendo anche carisma e personalità da leader, sicuramente importante».

Promozione Lombardia
A destra Ioance Dragos, a sinistra Marco Farina, capocannoniere banino con 16 reti in campionato

Tornando un po’ indietro nel tempo, Guaitamacchi ha anche raccontato di lui e delle sue passate stagioni in panchina: «Non è semplice sceglierne una, ma l’esperienza più significativa è stata quella nella squadra del mio paese, La Locomotiva di San Zenone al Lambro, dove, in cinque anni, siamo saliti dalla terza categoria alla Promozione. Poi sicuramente ricordo con piacere ogni esperienza, come quella al Codogno, fino all’anno scorso». Ogni grande allenatore, però, ha avuto un maestro: «Ho avuto la fortuna di aver avuto come allenatore Gianfranco Serioli (ex attaccante di Atalanta e Piacenza tra le altre, ndr) sia a Castel San Giovanni che a Ponte dell’Olio. Lui mi ha trasmesso una passione viscerale sana per questo sport e dei concetti calcistici, dall’alto della sua esperienza da giocatore professionista, che ancora oggi porto ad esempio alle mie squadre». Passando a nomi illustri della panchina, Francesco Guaitamacchi non ha dubbi: «Mi definiscono un sanguigno, forse perché negli anni ho apprezzato e seguito come esempio Josè Mourinho per quello che riusciva a trasmettere allo spogliatoio come concetti e carattere». Sono tanti anni che il tecnico del Sancolombano allena e vince sulle panchine delle Prime Squadre, ma nel suo passato c’è anche altro: «Fino a che sono stato giocatore ho allenato nei settori giovanili; mi piaceva e mi stimolava, ma successivamente ho capito che la strada giusta per me era quella delle Prime Squadre dove si deve lavorare con gli adulti, mentre con i giovani, dove c’è tutt’altro lavoro da fare, mi sentivo meno adatto e meno preparato».

Infine, nella mente di ogni sportivo c’è un momento magico, irripetibile per sacralità ed emozione: «La partita che mi è rimasta nel cuore, per l’attesa, la preparazione e la festa successiva, è la finale playoff di due anni fa, quando siamo passati dalla Promozione all’Eccellenza con il Codogno, battendo il Real D’Or al termine di due artiste rocambolesche». Dopo aver vinto 1-0 in casa all’andata, l’allora Codogno di Guaitamacchi aveva perso il ritorno con lo stesso risultato, andando poi a vincere 10-9 ai calci di rigore. Emozioni che, speriamo, il tecnico banino e tutti noi amanti del gioco più bello del mondo, potremo tornare a provare in fretta, quando tutto questo incubo sarà finito.

Promozione Lombardia - Sancolombano
Il Sancolombano nell’ultima partita stagionale contro il La Spezia prima dell’emergenza sanitaria, era il 16 febbraio

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