13 Agosto 2020 - 00:10:47

Storie di bomber: Alessio Guidone, “Il Re” di Usmate alla conquista della Promozione

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Attaccante rapido, svelto e dannatamente letale. Nel suo primo anno tra i grandi Alessio Guidone sta già facendo parlare di sé. Un rookie che in pochi conoscevano, ma che fin dalla Coppa Italia in estate ha saputo dimostrare il suo valore, ma soprattuto il suo soprannome “Il Re”, dovuto ad una trafila giovanile dove il suo cognome faceva rima con gol. Malgrado la stagione dell’Aurora Olgiate non sia, per ora, così positiva Alessio ha mostrato a tutti le sue potenzialità: lui in Promozione vuole restarci se possibile per cullare il sogno, un giorno, di giocare in coppia con il fratello Marco attualmente al Siena in Serie C.

Alessio, tu e il gol negli anni avete dimostrato di vivere uno per l’altro. Quando hai capito che avresti voluto essere un attaccante? C’entra per caso la carriera di tuo fratello?

«Diciamo che fin da quando ero piccolissimo il veder far gol mi emozionava tantissimo. In fondo l’attaccante, quello che conclude le azioni, segna e fa vincere le partite è un po’ il protagonista del calcio. Però non nascondo che l’essere attaccante è anche un po’ di famiglia: mio padre, io, mio fratello. Proprio su di lui, mi ricordo che quando ero piccolo andai allo stadio a vedere una sua partita e quando segnò lo speaker annunciò il suo nome a tutto lo stadio con i tifosi che esultavano: là è scattata in me la scintilla e ho capito che avrei voluto essere un attaccante. Io ora posso tranquillamente dire che vivo per il gol».

Sicuramente hai deciso di iniziare a giocare in uno dei settori giovanili che fino a qualche anno fa era un fiore all’occhiello per il calcio lombardo. Hai mosso i tuoi primi passi in una “grande” Usmate ed hai vissuto poi i travagliati anni della sua implosione. Come hai vissuto quel periodo?

«Mah diciamo che io la “grande” Usmate l’ho vissuta quando ero piccolo. Mi ricordo che all’epoca eravamo una squadra fortissima e anche se eravamo Pulcini se non sbaglio a fine stagione le partite che si perdevano erano davvero poche. All’epoca mi ricordo che la società era molto strutturata e organizzata. Poi però ci sono stati vari problemi che hanno un po’ ridimensionato il tutto. Io però sono sempre rimasto anche perché giocare nel mio paese ha qualcosa di speciale. La dirigenza mi ha sempre coccolato e devo dire che Usmate ha uno spazio importante per me»

Ora, però, si entra nel difficile. Il tuo nome sicuramente è uscito alla ribalta la scorsa quando a suon di gol hai trascinato la tua squadra alla conquista del proprio girone Provinciale con conseguente salto di categoria. Eppure quell’estate per te è stata molto travagliata tra rumors di mercato e spostamenti saltati all’ultimo…

«È stata un’estate fatta di alti e bassi. Io prima di quell’estate avevo fatto con largo anticipo la mia prima stagione tra i grandi in Terza Categoria facendo discretamente bene e ricevendo molte proposte. La prima a farsi sotto fu la Speranza Agrate. Loro mi hanno cercato con insistenza e mi ricordo che feci con loro qualche allenamento a luglio con anche un’amichevole, dove segnai 2 gol. Erano tutti entusiasti ed io pensavo proprio di rimanere. Solamente che nello stesso periodo ricevetti anche una chiamata dal Milano City per l’Under 19 Nazionale e così andai a fare una prova giocando contro il Novara. In quell’amichevole però, malgrado credo di aver giocato una buona partita, mi feci male al ginocchio e saltò tutto. Nel frattempo la Speranza aveva preso un altro attaccante e così decisi di rimanere ad Usmate. Inoltre, con il senno di poi, dico che fu la scelta migliore perchè chiesi di giocare in Under 19 assieme ai miei vecchi compagni di squadra e con mister Beretta. Fu una stagione fantastica sotto tutti i punti di vista e la vittoria del girone in extremis fu la ciliegina sulla torta».

Ecco parlando di vittoria del girone. Tutto nacque grazie ad un 2-0 esterno sul campo del CGB Brugherio dove, tra l’altro, facesti anche doppietta. Ti ricordi quella partita?

«Assolutamente sì, come potrei mai dimenticarmela. Mi ricordo che andai al campo mezz’ora prima del ritrovo e trovai là già mister Beretta che mi confessò che vista l’importanza della gara la sera prima non era riuscito a chiudere occhio. Per noi quella partita rappresentava tutto, perchè sarebbe stata l’ultima occasione per vincere. Eravamo una squadra cresciuta ad Usmate negli anni e sapevamo tutti che per noi, visto che per lo più eravamo tutti 2000, che sarebbe stata l’ultima grande chance per giocare assieme. Arrivati al campo ci preparammo e scendemmo a giocarcela contro una squadra probabilmente più forte di noi. Ma alla fine siamo riusciti a strappare 3 punti pesanti soprattutto grazie alla nostra voglia. Fu davvero un sabato speciale».

Ora a poco meno di un anno di distanza eccoti qua, in Promozione. Sono cambiate tante cose, certo non la tua abitudine a segnare. Com’è stato per te l’impatto tra i grandi? Credi che ti sia meritato un futuro in questa categoria?

«Questo non sta a me dirlo, sicuramente ci spero. Io con l’Aurora ho firmato fino ai 25 anni quindi non dipende interamente da me, io però vorrei crescere. Anche sul mio arrivo ad Olgiate non è stato così semplice. Infatti in estate io ero praticamente un giocatore della Football Leon in Prima Categoria. Poi il giorno prima che andassi a firmare mi chiamò il Presidente Vergani che voleva portarmi in Promozione. Titubai un po’ anche perchè con la Football diciamo che c’era una bozza d’accordo. Mi confrontai anche con mio fratello vista la sua esperienza e mi consigliò di andare ad Olgiate in Promozione e così accettai. La stagione sicuramente è stata fino ad ora complicata, siamo una squadra molto giovane e questo lo abbiamo pagato. Però a livello personale mi posso dire per il momento soddisfatto visto che comunque sia il numero mio di gol sia le mie prestazioni sono bene o male sempre state buone. Vedremo cosa succederà».

Ora prima di chiudere un’ultima domanda. Ti piacerebbe giocare un giorno in coppia con tuo fratello? Ma soprattutto in che squadra?

«Giocare con assieme a mio fratello è il mio sogno! Io credo che anche come coppia saremmo complementari, lui fisicamente molto forte io veloce e bravo a giocare negli spazi. Mah, sulla squadra non lo so lui comunque ha ancora diversi anni di ottimo livello. Però spero di poter giocare con lui nella categoria più alta che riesco a raggiungere, perchè significherebbe che sono cresciuto nel corso di questi anni. Vedremo tra qualche anno».


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