14 Aprile 2021

Union Calcio Basso Pavese Promozione: le idee innovative e il progetto triennale del Presidente Spada. E va controcorrente: «Avrei proseguito la stagione»

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Il Presidente Fabio Spada è una delle poche voci dell’intera categoria della Promozione fuori dal coro. Il numero uno dell’Union Calcio Basso Pavese avrebbe voluto proseguire il campionato, trovando una soluzione che ne consentisse lo svolgimento, analogamente a quanto si sta delineando per il campionato di Eccellenza: «A me dispiace tantissimo. Secondo me c’erano le condizioni per poter abbozzare una ripartenza e mi sono battuto per questo. Con le opportune cautele, avremmo potuto giocare a calcio anche noi».

Lei aveva elaborato una proposta?

«Sì, avevo sottoposto all’attenzione della Federazione e delle altre società la mia idea. Il sistema doveva prevedere un’organizzazione che consentisse di poter effettuare i tamponi ai nostri atleti, cosa che avrebbe potuto apportare molteplici benefici in quanto la quasi totalità dei tesserati è rappresentata da lavoratori. Ovviamente, è chiaro che avremmo dovuto avere un aiuto da parte dello Stato. Il vero problema, infatti, è la considerazione collettiva dello sport in Italia, perché soprattutto per i più giovani avrebbe potuto rappresentare una valvola di sfogo non di secondo piano, visto il momento sociale che stiamo vivendo».

Chi ha sostenuto questa possibilità?

«Su 96 società lombarde, le favorevoli si contavano sulle dita di una mano e sinceramente non ho capito il motivo. Personalmente, se parto con degli obiettivi, faccio il possibile per arrivare a conseguirli. A questo punto, era meglio non iniziare proprio. Avremmo evitato di effettuare degli investimenti già al via della stagione. Inoltre, avremmo potuto utilizzare proprio questo periodo come una sorta di laboratorio per testare nuove iniziative».

Ad esempio?

«Noi come Union Calcio stavamo già lavorando per poter trasmettere le dirette dei nostri match. Inoltre, con l’accordo di tutte le società, si sarebbe potuto provare a gettare le basi per costituire un canale unico della Promozione, con l’obiettivo di offrire al pubblico i nostri incontri. E io l’ho fatto presente in riunione, chiedendo anche la costituzione di un’apposita Commissione. Parliamoci chiaro: se un genitore è fuori per lavoro e vuole vedere il figlio giocare a calcio, nel 2021 deve avere questa possibilità. Si tratterebbe di spese importanti, è vero, ma si aprirebbero degli spazi pubblicitari interessanti per le aziende del territorio. Era il momento giusto per poter sviluppare prospettive e tecnologie».

Veniamo alla società: ha preso le redini nell’estate del 2020. Qual è il progetto?

«Raggruppando più paesi limitrofi, l’obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento per l’intero territorio, in particolare per quel che riguarda il settore giovanile. Io parto da lì, e mi piace pensare che la prima squadra possa rappresentare la sintesi di tutto quello che c’è dietro».

Lei è un Presidente propositivo: a cosa ha pensato per poter realizzare quanto appena affermato?

«Tre punti fondamentali. In primis, sto cercando di far giungere all’interno del club istruttori qualificati, dando a tutta l’area pavese qualcosa di altamente performante, compresa una scuola allenatori, in modo da avere persone che hanno studiato e che siano competenti. Il secondo punto è quello di lavorare sulla comunicazione, assolutamente necessaria. Terzo, il più importante naturalmente, è quello di far realmente giocare a calcio i ragazzi della zona».

Dal punto di vista strettamente tecnico, invece, che orizzonte avete per la squadra?

«In tre anni vorremmo arrivare in Eccellenza, mantenendo il percorso tracciato. Questa è la nostra strada».


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