5 Agosto 2020 - 12:17:54

Città di Varese, intervista a Mattia Iori: Senza calcio è dura ma è uno sforzo che va fatto tutti assieme

Mattia Iori è uno dei simboli del Città di Varese, squadra che sta dominando il Girone B di Terza Categoria

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Quando sarà passato il momento attuale, e si tornerà in campo, il Città di Varese sarà chiamato a completare il suo percorso verso la Seconda Categoria. I nove punti di vantaggio sull’Oratorio Cuvio rappresentano più di un’ipoteca su un traguardo che – senza la sospensione del campionato – sarebbe potuto arrivare il 22 marzo, giorno del derby con il Casbeno e soprattutto anniversario dei 110 anni di calcio cittadino. Della rinascita dei colori biancorossi Mattia Iori (nella foto di Ezio Macchi, il fotografo della storia calcistica varesina) è uno dei simboli in campo e nello spogliatoio: 16 gare da titolare, 1.433 minuti (primatista della speciale statistica) e 3 reti messe a segno (Fulcro Travedona, Pro Cittiglio e Casbeno) rappresentano la fotografia della stagione del centrocampista classe 1993 che, al ritorno in campo, prolungherà la “vacanza” di una settimana causa l’espulsione rimediata con l’Oratorio Cuvio lo scorso 16 febbraio. «Speriamo vada tutto bene e che possiamo riprendere la nostra quotidianità. È brutto stare senza calcio ma in questo momento è la cosa giusta: ci stiamo attenendo tutti alle regole e alle informazioni che ci passa costantemente la nostra dirigenza», dice Iori.
Cinque anni intensi a Gavirate in Promozione (2012-2017), prima del biennio alla Valceresio in Prima Categoria; la scorsa estate, poi, ecco la “combinazione” giusta varesina. «Una sera rientrando dal lavoro mio padre mi disse che era stato contattato per allenare il Città di Varese: allora ho subito detto che mi sarebbe piaciuto poter dare una mano. Ad Arcisate ho trovato persone straordinarie, a cominciare dal ds Marchesi e l’allenatore D’Onofrio, ma avevo bisogno di ritrovare la mia continuità». Ripartenza a Varese, agli ordini di papà Stefano come fu per il periodo a Gavirate, dove la sfida era chiara anche se non scontata. «È stata la prima volta che mi sono trovato nella costruzione della squadra da zero – ricorda Iori – Abbiamo costruito un bel gruppo visto che siamo amici anche fuori dal campo e questo è stato possibile anche grazie al presidente Pertile e al vice Amirante che non ci fanno mancare nulla. Pertile è come se fosse un giocatore: arriva per primo, va via per ultimo e ci dà consigli su come risolvere delle situazioni». Mattia Iori a Varese ha ritrovato Ruffo e Ponti, compagni di squadre rispettivamente a Gavirate e Arcisate: «Quando parti da zero è positivo trovare giocatori che già conosci, come conoscevo anche Beretta anche se non ci avevo mai giocato assieme. Poi è arrivato anche Bossi che conoscevo da tempo».
Il campionato, dopo la vittoria sull’Oratorio Cuvio, sembra essere indirizzato verso una direzione, ma Mattia Iori fa tesoro degli insegnamenti del papà e tiene alta la guardia: «La Terza è un campionato più difficile di quello che si pensi e con noi tutti mettono il massimo. Dobbiamo affrontare tutte le partite con la stessa determinazione per arrivare all’obiettivo che vogliamo. La partita dello Stadio con il Don Bosco, in un certo senso, ci ha aiutati». Lo scivolone dello Stadio ha insegnato tanto e nel 2020 i biancorossi non hanno fallito un colpo e i match con Casport, Ponte Tresa, France Sport e Oratorio Cuvio hanno portato in dote dodici punti. «Con l’Oratorio Cuvio l’abbiamo affrontata nel modo giusto dal punto di vista mentale. È stata una vittoria pesante ma il cammino è ancora lungo». I supporter biancorossi sono il “dodicesimo uomo” sia in casa che in trasferta: «È stimolante vedere tanta gente arrivare così presto per attaccare gli striscioni e per farci sentire la loro vicinanza in ogni partita. A Ponte Tresa erano davvero tanti: una cosa spettacolare».
Ovviamente chi meglio di Mattia Iori conosce bene papà Stefano, allenatore top nel nostro calcio dilettantistico. «Per lui tutte le partite sono uguali e le prepara tutte allo stesso modo. Vuole da noi la massima concentrazione perché le partite, anche quando sembrano chiuse possono riaprirsi: un esempio è Maccagno – prosegue Iori – A Cittiglio vincevamo 3-0, ero dalla parte opposta alla panchina ma sentivo la sua voce e non i tifosi che erano a pochi metri da me».

LE STATISTICHE DEL CITTA’ DI VARESE

Statistiche Città di Varese
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