Terza Categoria Varese, Mirco Tamborini si racconta: dall’intuizione di Pizzuti fino al record sognato: «Superare i trenta gol»

Il capocannoniere del Girone B di Terza Categoria Varese si racconta: dal settore giovanile tra Solbiatese, Sestese e Vergiatese fino al debutto tra i grandi in Eccellenza. Gli studi e una passione conservata anche grazie alla famiglia

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Mirco Tamborini, ovvero “El segna semper lù” del Don Bosco Bodio: 17 le reti segnate nelle prime dieci giornate di campionato sulle complessive 24 della squadra del tecnico Segato. Nei primi novecento minuti di campionato il classe 1997 ha timbrato in nove giornate su dieci (a secco solo nel ko per 2-0 a Casbeno) e domenica scorsa a Maccagno è andato a segno ben quattro volte. Numeri da sballo per un giocatore con tanto settore giovanile alle spalle tra Solbiatese, Sestese e Vergiatese. E i gol, in qualsiasi categoria, Mirco Tamborini li ha sempre realizzati.
L’esordio tra i grandi arriva nel novembre 2014 in Trezzano-Vergiatese del campionato di Eccellenza: è il trentadueesimo della ripresa quando Francesco Bigi, tecnico granata dell’epoca, concede il debutto al giocatore diciassettenne. E due settimane più tardi  si replica al “Mari” nella sfida con il Legnano. Due presenze per respirare l’aria dei grandi e trascinare la Juniores Regionale B di Michele Paracchini verso la vittoria del campionato con i suoi 16 gol. La stagione successiva, il 2015/16, ecco il doppio impiego tra Juniores Regionale A e prima squadra in Promozione dove, all’ottava giornata, arriva il primo gol tra i grandi nel 2-2 con la Besnatese. Esperienze importanti che hanno rappresentato tanto nel percorso del giocatore: «A Vergiate Bigi mi ha concesso l’onore di farmi debuttare in prima squadra e Paracchini è stato un grande esempio per me e tutti i compagni: è un allenatore capace di valorizzare i giovani e farli crescere», dice Tamborini.
E a Vergiate il percorso avrebbe anche potuto continuare ma gli impegni scolastici hanno avuto la priorità, e così ecco la chance Gallaratese in Seconda Categoria dove nel 2017/18 arriva un bottino di venti reti e una stagione di alto livello. «In quell’anno abbiamo raggiunto i playoff partendo da zero. Fu un’annata straordinaria e uscimmo nei playoff con la Crennese, squadra alla quale segnai un gol in rovesciata e la stagione successiva andai a giocare con loro». E a Gallarate, con l’arrivo di Mario Pizzuti in panchina, arriva anche la svolta tattica di Tamborini che nota le qualità e decide di spostarlo da esterno del 4-3-3 a trequartista. Un’intuizione che porterà i suoi frutti visto che lo score realizzativo migliorerà notevolmente e a fine anno i gol realizzati furono venti.
La fusione estiva tra Gallaratese e Crennese porta il giocatore a vestire la maglia della nuova società, la Crennese Gallaratese, che a fine anno raggiungerà i playoff regionali che in estate hanno portato in dote il ripescaggio. I gol di Tamborini non sono gli stessi della stagione precedente, ma la doppia cifra arriva ugualmente: «Non è stata una delle migliori annate ma comunque sono arrivato a dieci gol. Siamo usciti ai playoff Regionali ma poi è arrivato il ripescaggio in estate». E in estate, visti anche gli impegni universitari, l’amicizia con il direttore sportivo Gianzini e lo stretto legame tra Vergiatese e Don Bosco Bodio, ecco l’approdo in maglia bianco-verde. «Dopo Vergiate cercavo qualcosa di meno impegnativo per conciliare gli studi, e grazie a Gianzini ho avuto le mie opportunità a Gallarate e qui adesso a Bodio».
Nelle prime dieci giornate Tamborini ha polverizzato quasi ogni record con i suoi 17 gol. «L’obiettivo è superare i trenta gol. Non è semplice visto che ora che si è sparsa la voce le marcature sono spesso raddoppiate o triplicate». Undici punti in classifica e la svolta da cercare nelle prossime due con Casport e Ponte Tresa per presentarsi al 15 dicembre allo “Stadio Ossola” al cospetto della capolista Città di Varese dove ci sarà la sfida nella sfida con Matteo Ponti che di reti, finora, ne ha realizzate 13. «Nello spogliatoio la stiamo già sentendo la sfida con il Città di Varese: speriamo di arrivare con la convinzione giusta e la giusta grinta. Loro sono una squadra inarrivabile che ha puntato su giocatori giusti per la categoria». Vista la sessione di mercato quasi scontati gli accostamenti ad altri realtà ma Tamborini taglia corto: «Le voci e le chiamate fanno sempre piacere ma ora voglio fare bene con il Don Bosco. Abbiamo l’obiettivo playoff e ci piacerebbe centrarlo: lo spogliatoio ci crede e puntiamo sempre a fare il massimo». Infine due dediche speciali: «Ai miei genitori che qualche anno mi hanno spronato e fatto ragionare quando stavo per lasciare il calcio,  se nasci col pallone tra i piedi è difficile abbandonarlo. E alla mia ragazza e al mio migliore amico che mi spingono a fare bene ogni domenica. Avere qualcuno fuori dal campo che ti supporta è fondamentale».

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