Terza Categoria, verso il big match delle Bustecche. Pertile del Città di Varese: «Per noi sono tutte finali. Lo Stadio ci ha insegnato tanto»

Città di Varese pronto alla partitissima. Assente Albani, ad affiancare Ruffo potrebbe esserci uno tra Bossi o Tasco al centro della difesa

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Vincere per blindare il campionato e, con la dovuta moderazione, cominciare a guardare al futuro con ampio anticipo. Perché inutile girarci intorno, domenica pomeriggio, il Città di Varese con una vittoria sull’Oratorio Cuvio si troverebbe con più di un piede e mezzo in Seconda Categoria. Una situazione che pochi avrebbero previsto il 26 agosto 2019, giorno del raduno, quando a disposizione di Stefano Iori c’erano solo dodici giocatori: da allora di strada ne è stata fatta tanta, con una squadra che, di settimana in settimana, ha messo assieme risultati e – soprattutto – giocatori, tutti con lo “spirito Varese” nel cuore. E Stefano Pertile, custode ideale dello spirito e dei valori biancorossi, guardando indietro dice: «È stato fatto qualcosa di strepitoso visto che siamo partiti con dodici giocatori e senza aspettative importanti. Adesso siamo in testa ma fino al 26 aprile, o comunque fino a quando non avremo la certezza matematica, non saremo sicuri di nulla». Ogni sfida, fino a questo momento, ha insegnato qualcosa, soprattutto la gara dello Stadio con il Don Bosco: «È stata una piccola svolta della nostra stagione. Quella partita l’abbiamo sbagliata tutti, a cominciare da me: i ragazzi l’hanno sentita davvero tanto e al martedì alcuni non sono venuti ad allenarsi. Diciamo che la sosta è arrivata nel momento giusto». La posta in gioco di domenica è importante e il fortino delle Bustecche, come in ogni partita del Città di Varese, avrà un colpo d’occhio spettacolare grazie alla presenza costante delle centinaia di sostenitori pronti a incoraggiare la squadra da dietro la rete. E ai tifosi va il ringraziamento del presidente Pertile, uno che fino a poco tempo fa era dall’altra parte: «Quando vai a giocare a Ponte Tresa o Castelveccana e hai trecento sostenitori è una grande vittoria. Ci siamo imbarcati in questa avventura con Stefano Amirante per dare la gioia ai tifosi di seguire la squadra e loro ci stanno ripagando con grande affetto». All’andata la vittoria di Cuvio per 3-1 servì a capire che il Città di Varese sarebbe arrivato in alto; da quella partita Stefano Iori ha visto ampliarsi la rosa con gli arrivi di Luca Luglio, Andrea Tasco e Giacomo Bossi, giocatori che hanno portato ulteriore tecnica ed esperienza al gruppo capitanato in campo da Andrea Beretta e trascinato dai gol di Matteo Ponti. «È davvero un bel gruppo dove tutti danno il massimo – dice il presidente – Chi mi ha sorpreso? Potrei dire tutti: da Ponti che ha messo in pratica quello che si diceva, a Ruffo è cresciuto tantissimo o Albani che è un allenatore in campo e non ha mai saltato un allenamento. Ma penso anche a Valente che ha grandi doti ed è stato devastante tra novembre e dicembre, a Mattia Iori, straordinario nel suo ruolo o Maculan che sta venendo fuori alla grande». Domenica, per la prima volta, mancherà Albani (squalificato) al centro della difesa: un’assenza pesante alla quale Iori potrebbe sopperire con Bossi o Tasco da affiancare a Ruffo che, in questo 2020, è insuperabile. Tra i pali potrebbe rivedersi Isella ma solo in caso di completo recupero. Che partita si aspetta Pertile?: «Partita difficile come lo sono state tutte finora: per noi ormai sono tutte finali. All’andata abbiamo incassato il primo gol ma poi l’abbiamo fatta nostra con l’uno-due di Beretta e Harabi». Da Cuvio ieri si giudicavano i quattordici rigori concessi al Città di Varese «esagerati»; il presidente varesino ribatte: «Dicono che sono tanti ma se ci fosse il Var sarebbero stati trentacinque. Arbitrare è difficile: sono soli e devono prendere delle decisioni in frazioni di secondo».

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