21 Settembre 2020 - 15:53:15
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Abbiamo letto il Protocollo Figc, sarà una stagione infernale ma effettivamente alcune cose non possono essere evitate

Dopo il DPCM che consente l'avvio delle attività e la presenza del pubblico in tribuna ecco il Protocollo Figc a cui le società affiliate dovranno attenersi

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
Direttore irResponsabile, bastian contrario, sempre dalla parte degli indiani

Protocollo Figc, andiamo contro corrente e sappiamo anche che ci attireremo l’ira funesta di molti presidenti dicendo era difficile credere che sarebbe stato tutto facile. No, sarà una stagione lunga e travagliata sotto tutti i punti di vista, ma pensare che si sarebbe potuto tornare alla normalità semplicemente schioccando le dita era impossibile. Lo diciamo soprattutto per quei presidenti che ci dicono che «prima ci hanno fatto iscrivere e poi ci hanno presentato un protocollo che costerà lacrime e sangue».

Dopo il Decreto del presidente del consiglio, di cui abbiamo dato notizia diffusamente in questi giorni (se seguite il link lo trovate), ecco quindi arrivare il Protocollo Figc che, diciamolo subito, era un po’ quello che temevamo (il documento ufficiale lo trovate a questo link) per via della sua complessità. In alcuni passaggi ci sono cose che chiedevamo proprio dalle colonne del giornale e cioè la necessità di ripartire con una nuova visita medica, per fare un esempio. Nel Protocollo Figc è previsto. Mette al riparo, seppur in minima parte, le responsabilità dei presidenti.

Vi sono poi alcuni passaggi dove crediamo sia necessario che i comitati regionali debbano richiedere una interpretazione autentica o, in alternativa, una nota ufficiale dove allenti un po’ le maglie. Pensiamo ad esempio quando si prevede che la società debba tenere, per almeno 14 giorni, un registro di tutte le persone che accedono alle tribune e quindi degli spettatori. Pensando ai tornei a rapido svolgimento diventa un lavoro immane (anche nell’attività ufficiale naturalmente, ma i tornei sono di difficile gestione) e ci chiediamo come sia possibile farlo senza spendere tanti denari.

Mettere in atto quanto previsto dal Protocollo Figc costerà già di per sé parecchi quattrini alle società, questo va detto subito, ecco perché continuiamo a ripetere che alla fine i rimborsi dati sono una miseria e all’orizzonte non si intravedono ulteriori aiuti concreti. Ma quali sono i passaggi chiave? Per le società sportive abbiamo provato a sintetizzare, per gli atleti riportiamo una tabella riassuntiva contenuta nel protocollo che spiega le cose essenziali. In ultima analisi le cose che riguardano anche l’attività dei giornalisti e foto operatori.

Il Protocollo si rivolge a:
• le Società Sportive affiliate alla FIGC che svolgono attività di base (promozionale, ludica, didattica) ed agonistica a livello dilettantistico, giovanile, paralimpico e sperimentale, e che gestiscono e utilizzano impianti e strutture sportive;
• gli Operatori Sportivi (atleti, allenatori, istruttori, arbitri, dirigenti, medici e altri collaboratori);
• i Gestori degli impianti sportivi sedi di gare e allenamenti;
• i Gestori dei Centri di allenamento federale e sede di raduni di squadre nazionali e rappresentative;
• i genitori o tutori legali degli atleti minori e gli accompagnatori di atleti disabili

In linea generale
1) Autocertificazione (come per la popolazione generale);
2) Certificato d’idoneità medico-sportiva agonistica/non agonistica (obbligatorio e specifico dei tesserati);
3) Rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie di prevenzione da parte delle Società Sportive, adeguatamente informate/formate e sottoposte a controlli da parte della FIGC/LND/SGS;
4) Attività di informazione/formazione nell’ambito delle Società Sportive ad opera di educatori sportivi, dirigenti, tecnici, medici e genitori nei confronti degli atleti, al fine di migliorarne costantemente i livelli di coscienza dei rischi connessi alla trasmissione delle malattie infettive e in particolare della SARS-CoV-2. Grande attenzione sarà data alla corretta attuazione delle norme di prevenzione primaria/secondaria anche fuori dal “campo di gioco”, a difesa, salvaguardia e valorizzazione del bene primario, rappresentato dalla loro attività sportiva.

Per le società
• Dovranno individuare un referente che avrà la responsabilità di individuare le criticità all’interno dell’impianto e sarà la persona di riferimento nel caso dovessero nascere delle problematiche
• Dovranno organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce, che necessitano comunque di specifico controllo, pulizia e frequente igienizzazione o sanificazione. In ogni caso, l’utilizzo potrà essere consentito soltanto in locali ben areati e mantenendo il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, contingentando gli accessi e limitando il tempo di permanenza allo stretto necessario. Potrà essere concesso ai soli operatori sportivi l’uso dei servizi igienici che dovranno essere ben puliti e igienizzati dopo ogni utilizzo. In detti locali, i lavabi debbono essere dotati di “dispenser” e di sapone liquido, salviette asciugamano monouso da gettarsi in appositi contenitori con coperchio azionabile a pedalina.
• La Società dovrà disporre di almeno un termometro a infrarossi per la rilevazione a distanza della temperatura corporea (la misura della temperatura corporea dovrà essere fatta a tutti coloro che accedono all’impianto, ad ogni accesso), e di sostanze igienizzanti quali detergenti, ipoclorito di sodio 0,1%, oppure con alcool etilico al 70-75% per la pulizia e la sanificazione di ambienti e strumenti utilizzati.
• Prima della ripresa delle attività dovranno essere fornite le necessarie informazioni atte a formare tutti gli Operatori Sportivi, possibilmente attraverso incontri di formazione in modalità online. I programmi formativi avranno come destinatari tutti i soggetti impegnati a qualsiasi titolo nella ripresa delle attività ivi inclusi gli atleti e le loro famiglie.
• Il numero massimo di persone ammesse allo stadio (oltre agli spettatori, se autorizzati) varia in considerazione delle caratteristiche degli impianti e delle competizioni che vi si disputano (campionati nazionali, regionali, provinciali, ecc.) e va tendenzialmente contenuto in non più di 140 unità, suddiviso tra le diverse attività. Il numero di persone autorizzate deve essere ridotto alle figure strettamente necessarie per rispettare i parametri di sicurezza e garantire i servizi connessi all’organizzazione.
• Categorie ammesse ed esempio numero massimo di persone
– 22 calciatori/calciatrici titolari
– 34 calciatori di riserva e persone ammesse in panchina
– 18 Delegazioni Società Ospitante e Ospitata
– 3 Ufficiali di gara
– 1 medico competente
– 1 responsabile 118
– 4 Servizio Sanitario
– 4 FF.OO. Polizia Municipale
– 10 Steward
– 2 Vigili del Fuoco
– 1 RSPP
– 6 raccattapalle (>18 anni)
– 1 Rappresentante FIGC/Lega
– 1 Antidoping (se previsto)
– 10 Personale di Servizio
– 22 giornalisti, fotografi operatori audiovisivi
• Obbligo di consegnare la certificazione dell’avvenuta sanificazione di tutti i locali ad uso della stessa Squadra ospite al referente della squadra ospite.

Per gli atleti
A. Prima delle attività sportive
• Essere liberi dai sintomi per almeno 14 giorni prima di qualsiasi attività.
• Restare a casa se si è malati o non ci si sente bene.
• Lavare e/o disinfettare spesso le mani.
• Non toccare il viso, gli occhi o la bocca con mani sporche.
• Praticare regolarmente il distanziamento interpersonale
• Indossare una mascherina per ridurre l’esposizione alle particelle sospese nell’aria.
• Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o il gomito se si tossisce o starnutisce.
• Portare con sé disinfettante per le mani e salviettine disinfettanti.
• Tenere un elenco delle persone con cui è stati in contatto stretto ogni giorno.

B. Durante le attività sportive
• Astenersi dal partecipare a qualsiasi attività se si manifestano sintomi COVID-19.
• Rispettare tutte le norme consentite approvate nell’impianto sportivo.
• Lavare e/o disinfettare spesso le mani.
• Non toccare il viso, gli occhi o la bocca con mani sporche.
• Astenersi dai contatti stretti con altri partecipanti (abbracci, strette di mano ecc.)
• Praticare il distanziamento interpersonale nelle fasi statiche (finiti gli allenamenti, prima e dopo le partite,
etc.).
• Indossare una mascherina mentre non si sta svolgendo attività fisica.
• Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o il gomito se si tossisce o starnutisce.
• Portare con sé disinfettante per le mani e salviettine disinfettanti.
• Smaltire correttamente i bicchieri, le bottiglie o gli utensili personali utilizzati.

C. Dopo le attività sportive
• Lavare e/o disinfettare spesso le mani.
• Non toccare il viso, gli occhi o la bocca con mani sporche.
• Monitorare la propria salute e segnalare eventuali sintomi dopo ogni attività.
• Praticare il distanziamento se richiesto (luoghi chiusi).
• Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o il gomito se si tossisce o starnutisce.
• Lavare/disinfettare l’attrezzatura e l’abbigliamento utilizzati durante l’attività.

Da parte nostra
Vi è una parte anche riservata al nostro lavoro, ai giornalisti e in genere agli operatori della comunicazione. Quando si parla di interviste si fa espressamente riferimento che queste dovrebbero essere fatte in campo. Onestamente ci pare un azzardo, da parte nostra valuteremo se non sia meglio raggiungere i tecnici via telefono per una analisi della partita e concedere l’accesso al campo solo ai fotografi. Per una stagione sportiva, siamo fiduciosi torneremo presto alla normalità, qualche sacrificio si rende necessario.

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