21 Settembre 2020 - 15:54:27
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Caso Golee, ma la Cassetti e Scrofani hanno letto le condizioni generali di fornitura del servizio?

Ci scrive una società di Torino: «Le condizioni generali di contratto sono inaccettabili, mi stupisco che la Federazione si renda complice di questa iniziativa».

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Claudio Verretto
Claudio Verretto
Direttore irResponsabile, bastian contrario, sempre dalla parte degli indiani

Ieri abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di una società piemontese che non citiamo perché nulla toglie o aggiunge alla notizia. La società, ci limitiamo a dire che ha la sede nel territorio torinese, è rimasta allibita dopo aver ricevuto il parere del proprio legale sulle condizioni di servizio della piattaforma Golee che i comitati regionali di Piemonte e Lombardia stanno spingendo affinché le società si registrino. Lo abbiamo già detto e continueremo a dirlo ogni qualvolta qualcuno ci fa una segnalazione in tal senso, la nostra non è una crociata conto la piattaforma, anzi, pensiamo che queste soluzioni siano utili e che le società dovrebbe iniziare ad utilizzarle.

Un conto però è il rapporto che si può instaurare tra due soggetti giuridici autonomi che sono liberi di trattare servizio, pagamenti e prestazioni, e un conto che la cosa passi attraverso la Federcalcio che di fatto, in un primo momento, andava dicendo che era obbligatorio. Ed è cioè il caso della Lombardia salvo poi fare retromarcia e “consigliare caldamente l’utilizzo della piattaforma” dopo che una società ha sollevato dubbi sul rispetto del regolamento stesso della Lnd e ha trasmesso il tutto attraverso una Pec alla Procura Federale.

Ad avere molti dubbi anche la società piemontese che ieri ci ha trasmesso le condizioni generali del contratto dove il parere legale da loro chiesto ha messo in luce almeno tre criticità e in particolare i punti 10.5, 10.6 e 11.3. «I contratti sono fatti non solo per essere sottoscritti – dice il portavove del club – ma anche letti e compresi, e dopo aver capito che tutti i contenuti che verranno caricati sulla piattaforma diventeranno di loro proprietà per sempre e che potranno sostanzialmente farne l’uso che più ritengono opportuno ci chiediamo come sia possibile che i nostri comitati ci chiedano di far passare i rapportini gare della scuola calcio, con nomi, cognomi, date di nascita di centinaia di migliaia di minorenni su una piattaforma esterna».

L’obiezione non è campata per aria. Com’è possibile? E allora a questo punto la domanda nasce spontanea: i segretari dei comitati regionali, e cioè Maria Cassetti per la Lombardia, e Roberto Scrofani per il Piemonte Valle d’Aosta, hanno letto o hanno chiesto un parere legale prima di consentire al marketing di sottoscrivere questo contratto? Perché, lo ribadiamo per l’ennesima volta, un conto è il rapporto tra due società private, un conto che i comitati regionali spingano le società a sottoscrivere un contratto che potrebbe recare danni irreparabili alla società stessa. Ve lo immaginate se un genitore decide di fare causa al club perché i dati del proprio figlio sono stati usati per finalità di markenting quando in realtà ha semplicemente firmato un tesseramento?

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