mercoledì, 8 Aprile 2020

Coronavirus: arriva il decreto ministeriale, ma rimane un vuoto interpretativo

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Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana ha emanato un nuovo decreto riguardante l’emergenza Coronavirus nel nord Italia. Tra le varie disposizioni, viene trattata la questione degli allenamenti e degli eventi sportivi.

Nell’articolo 1 del decreto, viene ribadita la sospensione di tutti gli eventi sportivi pubblici e privati, ma viene altresì specificato che sono consentiti gli svolgimenti dei predetti eventi e competizioni, nonché sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse in tutti i comuni tranne Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombi, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei passerini e per il Veneto Vo’ Euganeo.

INTERPRETAZIONI – Rimane però un vuoto interpretativo tra il decreto del Consiglio dei Ministri e le ordinanze regionali e comunali. Tenuto conto che il decreto ha la finalità di normare le gare a livello nazionale (per intenderci è per regolamentare la partita Juventus-Inter), le società dilettantistiche rimangono nel limbo.

QUI PIEMONTE – Nel caso in cui il decreto fosse attuato anche alle società dilettantistiche, non si registrerebbero particolari fraintendimenti, dal momento in cui la Regione Piemonte nelle scorse giornate aveva già autorizzato l’utilizzo delle strutture in sede di allenamento purché non si facesse uso di spogliatoi e docce (Qui la norma).

QUI LOMBARDIA – La situazione in Lombardia è ben diversa e infatti si aspettano sviluppi nell’arco delle prossime 24 ore. La Regione Lombardia ha di fatto imposto la chiusura di tutti gli impianti sportivi già da lunedì e a tale decisione ha fatto eco quella del CRL. Il comitato dilettantistico lombardo questa mattina ha ripubblicato il Decreto ministeriale aprendo alla possibilità di fare allenamento a porte chiuse, ribadendo però la sospensione delle competizioni in programma per il prossimo weekend.
In breve: il Consiglio dei Ministri e il CRL aprono alla possibilità di fare allenamenti a porte chiuse (senza specificare se è possibile utilizzare spogliatoi e docce come in Piemonte), ma la Regione Lombardia, la quale ha chiesto il parere interpretativo, non ha ancora ritoccato la sua ordinanza che prevede la chiusura di tutti gli impianti sportivi. Finché non lo farà rimarrà in vigore il blocco totale, in virtù delle disposizioni finali del decreto che rendono valide le disposizioni regionali prese in accordo con il Ministero della Salute.
In tutto ciò c’è da considerare che molti impianti sono di proprietà del comune, di conseguenza potranno essere utilizzati solamente previa autorizzazione del sindaco, il quale però non può scavalcare ordinanze di enti superiori.

Mentre le società scaldano i motori per tornare ad allenarsi, per essere sicuri di non incappare in pericolosi vuoti normativi, non si può fare altro che attendere nuovi sviluppi e una versione concordante tra Stato, Regioni e Comitati Regionali.

 


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