venerdì, 10 Aprile 2020

Coronavirus, campi aperti o chiusi? Le società vogliono risposte ma Comuni e Regione giocano a rimpiattino

I sindaci non aprono gli impianti e scaricano le responsabilità sull'ordinanza regionale. Intanto i club pretendono certezze

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Campi aperti sì o no per gli allenamenti? Questa mattina il Comitato Regionale Lombardia, recependo il DPCM di ieri, ha dato il via libera alle proprie società di poter riprendere gli allenamenti ma rigorosamente a porte chiuse. Come si è visto nelle scorse ore, però, la maggioranza dei club non ha potuto allenarsi in quanto i sindaci, attenendosi all’ordinanza regionale del 23 febbraio, non hanno dato il via libera alla riapertura della struttura che dovrà avvenire dopo l’1 marzo.

Allo stato attuale, dunque, c’è un decreto governativo (scritto male) recepito dal Comitato Regionale e c’è un’ordinanza regionale che molti sindaci stanno facendo rispettare. A chi tocca risolvere la questione è la Regione Lombardia che dovrà recepire il Decreto del Presidente del Consiglio di ieri, ma finora non è stato fatto.
Dai Comuni l’invito ai club è quello di adeguarsi alle disposizioni della Regione (e non del DPCM) per quanto riguarda l’utilizzo: a riguardo dall’ufficio stampa del Comune di Milano (interpellato in quanto capoluogo di regione) fanno sapere che le forze dell’ordine stanno effettuando i dovuti controlli affinché da parte dei club venga rispettata l’ordinanza regionale. Per quanto riguarda le attività all’aperto è compito del gestore vietare l’utilizzo delle docce. E quanto accade a Milano vale per almeno i trequarti dei comuni lombardi.
Ora si aspetta il parere della Regione in merito ai quesiti posti ieri dal Comitato Regionale. Arriverà?


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