28 Ottobre 2020 - 09:22:59
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DPCM: i Dilettanti vanno avanti e si apre al 15% di pubblico

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Si attendeva con paura e con ansia il DPCM riguardante le nuove restrizioni sugli sport di contatto e non solo. Stamattina è stato pubblicato e i Dilettanti tirano un sospiro di sollievo. Non solo perché finalmente vengono citati tra professionismo e amatoriale (vedasi confusione creata mesi fa), ma perché la risposta ai dubbi e ai timori è: si va avanti.

Lo sport dilettante può continuare la sua attività e può farlo, come è giusto che sia, con una percentuale di pubblico ad assistere le partite. Secondo il DPCM, infatti, sarà possibile per le società dilettantistiche aprire i propri impianti «con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive al’aperto […] esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie».

Una piccola apertura al popolo delle scalette fuori dal muretto del campo che però dovrà fare ancora i conti (in positivo e in negativo) con il parere delle regioni le quali «in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti». Palla alle regioni dunque che hanno una linea guida: si gioca e si gioca col pubblico.

Una restrizione che diventa ufficiale è quella riguardante gli allenamenti che dovranno tenersi obbligatoriamente a porte chiuse.

Lo abbiamo scritto ieri, nel nostro appello condiviso agli amici e colleghi di Gazzetta RegionaleCalcio Più: non possiamo fermarci ora, farlo vorrebbe dire affossare definitivamente molte società e l’intero sistema.

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