16 Maggio 2021

Giovanili e ripartenza, Tisci: Riprendere è una priorità, già a maggio e giugno. E per il futuro blocco delle categorie?

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La parole del Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della Figc, Vito Tisci: «Ripartire gradualmente con tutte le attività e con specifici protocolli sanitari». E per quanto riguarda il futuro e la prossima stagione 2021-2022, sempre il presidente Tisci rilancia: «Bisogna bloccare le categorie». Per un impegno a parole che deve essere un obiettivo (quello della ripartenza il prima possibile anche per le categorie di base e giovanili) e un dibattito vero da aprire per quello che dovrà essere il futuro di ragazzi da due stagioni praticamente fermi.

 

«Riapertura attività di base prioritaria per il benessere psicofisico dei giovani», parole e testo di Vito Tisci, presidente (uscente e in bilico verso la riconferma) del Settore Giovanile e Scolastico della Figc. Messaggio, auspicio e obiettivo. In un comunicato ufficiale che si spera sia un reale impegno. «Da sempre sosteniamo il valore del calcio come strumento educativo oltre che di benessere psico-fisico. Un supporto fondamentale per migliaia di ragazzi e ragazze che rappresentano, in determinate facce di età, il 25% della popolazione – ha detto Tisci -. Il Settore Giovanile e Scolastico è sempre stata a fianco delle diverse società anche in questo difficile contesto». Punto sulla situazione e ribadita l’importanza di tornare in campo per la salute e il benessere dei ragazzi, dopo la ripresa del Campionato Under 18 di Serie A e B, i test match per la altre categorie nazionali maschili, la ripartenza del Campionato Under 17 di Serie A e B. Obiettivo del Settore Giovanile e Scolastico quello di programmare una ripartenza graduale delle attività di squadra in coerenza con l’evoluzione della situazione epidemiologica e attuando protocolli sanitari finalizzati a tutelare la salute di tutti i soggetti coinvolti – ragazzi, ragazze, tecnici, staff e famiglie,  specifici per le diverse attività organizzate. «L’augurio è che già nei mesi di maggio e giugno anche la nostra attività di base possa riprendere secondo format flessibili e aggiornati, come auspicato anche dal Presidente Federale. Sarebbe un segnale importante per i nostri giovani – ha concluso Tisci – la sospensione prolungata delle attività rappresenta un danno in primis per loro ed è nostra responsabilità consentirgli di riprendere il più presto a praticare lo sport in modo sicuro e qualificato. La ripresa della pratica sportiva va anche incontro alle esigenze delle società e delle stesse famiglie, due categorie fortemente colpite». Primi e prossimi step: graduale ripresa delle attività giovanili femminili con test match Under 17 e Under 15 femminili. Parole che ci si augura siano e possano essere davvero un impegno e un obiettivo da perseguire e realizzare, ovviamente nel rispetto di un contesto non solo calcistico e sportivo ma che potrebbe rappresentare un grande segnale per tutto il movimento, le società ma soprattutto per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze penalizzati in questi mesi di pandemia e di inattività forzata. E riaccendere quei sorrisi che si spera da settembre, possano ritrovare il gusto del campo, dello spogliatoio, degli abbracci e dei gol…

 

Futuro e proposte: blocco annate? Poche ore prima del messaggio sulla ripartenza, Vito Tisci aveva rilasciato alcune dichiarazioni sul futuro e le possibili proposte, ai microfoni di Radio Punto Nuovo: «Bisogna bloccare le categorie. Questa pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero, ha messo in ginocchio il mondo del calcio e quello giovanile. Sono ragazzi che hanno perso la crescita sportiva. Ragazzi del 2002, 2003 che devono andare nel calcio degli adulti e gli manca una preparazione e in molti casi li porterà all’abbandono del calcio. Avremo meno tesserati. Io chiederò al consiglio federale e al presidente della federazione di bloccare le categorie. Ho avuto sollecitazioni da parte dei rappresentanti delle squadre dei settori giovanili in merito. Chiederò al consiglio direttivo di Lega, che ci sia una proroga per i 2001-2002 che sono due anni che non stanno giocando. Il nostro futuro è fatto da giovani! Dobbiamo far crescere queste persone e far giocare questi giocatori. Avremo tra qualche anno giocatori che non saranno formati altrimenti. Tempistiche? Nel prossimo consiglio federale il presidente provvederà alla nomina dei presidenti di settori e non so se rimarrò io. Se dovessi essere confermato, sarà la prima proposta che farò. Diversamente continuerò a fare la mia battaglia in consiglio e farò la proposta al presidente della lega dilettanti Sibilia. Sibilia disponibile? Perfetto sarà allora per noi facile portare avanti questa richiesta». Parole a cui avevano fatto eco quelle di Cosimo Sibilia: «Bloccare le categorie? Pare sacrosanto che si sia aperta questa discussione. Abbiamo bisogno di capire come siano stati penalizzati questi ragazzi dal lato sportivo a causa della pandemia. Pensiamo sicuramente che bisogna trovare una soluzione. Premettiamo, però, che il settore giovanile non è di diretta responsabilità della Lega Nazionale Dilettanti, ma della FIGC. Tisci sa bene quelle che sono le responsabilità che ognuno di noi ha. È giusto che abbia fatto questa riflessione che è sacrosanta». Sibilia che poi ha anche aggiunto: «Un altro problema è quello che riguarda gli arbitri. Il problema serio è che non si riescono a fare le graduatorie. Serve una riflessione ad ampio spettro. Io sono uno di quelli che ha voluto fortemente l’impiego dei nostri giovani a partire dalle categorie interregionali. Mi assumo il problema? Sicuramente nel dibattito ci sto e cercherò di dare il mio contributo. La discussione si è aperta e speriamo di evitare a questi ragazzi ulteriori penalizzazioni». Ipotesi, problematiche e dibattito aperti. Per una nuova e vera ripartenza.

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: LE PROPOSTE DELLA BASE

L’analisi e le proposte dalla base. Riflessioni e ipotesi di Marco Berton, istruttore Fbc Casale. Congelamento delle annate o nuova Under 18

 

Buongiorno a tutti, sono un istruttore di giovani calciatori, mi risulta difficile continuare a rimanere silente vedendo dove rischia di andare a finire lo sport in generale e più nello specifico il calcio giovanile. Non voglio sindacare sui DPCM, su che cosa hanno costituito per chi fa calcio, se fossero giusti o sbagliati. Non voglio sindacare sul fatto che alcuni sport o alcuni comitati godano dell’interesse nazionale che permette loro di svolgere allenamenti o addirittura partite, non mi voglio addentrare in polemiche, a questo punto credo sia opportuno solo guardare avanti e per farlo dobbiamo pensare esclusivamente ai ragazzi, che nello sport come nel resto, sono il futuro di questo paese, trattarli male e non pensare a loro in maniera costruttiva ci restituirà solo odio e indifferenza nei confronti dello sport e di chi fa fare sport. Ai corsi federali che ho frequentato mi è rimasta impressa una brevissima frase “Si deve SAPER FAR FARE” ecco quindi: “Cosa pensiamo di far fare a quelle annate che sono state così tanto danneggiate da questa pandemia?”.

 

Quando ho iniziato a cavalcare questa mia passione la benzina che alimentava il mio motore è sempre stato l’entusiasmo dei ragazzi, ritengo che noi istruttori/allenatori non saremmo nulla senza di loro e la nostra missione non può essere unicamente quella di insegnare loro un controllo orientato o un contro movimento, ma insegnare passo dopo passo, categoria dopo categoria sia come si gioca a calcio ma anche come ci si rapporta con ciò che ci circonda, ed in questo momento così difficile non lo abbiamo fatto se non con allenamenti individuali o addirittura con allenamenti/lezioni online. Ma dove sono finiti lo spirito di gruppo che si creava nello spogliatoio, il confronto tra i ragazzi, gli imprevisti, le difficoltà, i sorrisi, la goliardia, le urla le arrabbiatura, abbiamo perso tutto in queste 2 stagioni, non abbiamo vissuto il calcio nella sua complessità, ed è proprio questa complessità che crea il calciatore, l’uomo , lo sportivo.

 

Personalmente mi sento in dovere di pensare a loro più che a me e ve lo dice una persona molto ambiziosa. Noi dobbiamo a questi ragazzi qualcosa che non abbiamo potuto dar loro in queste due stagioni, non possiamo far finta che non sia successo nulla, che saltino 2 categorie e si trovino a giocare un calcio a loro sconosciuto, perché a differenza di parecchi anni fa dove si imparava a giocare a calcio per strada, i ragazzi di oggi per strada non ci giocano più, a maggior ragione negli ultimi 2 anni. Pertanto propongo, per salvaguardare la crescita dei nostri ragazzi queste due ipotesi.

 

Ipotesi 1: ’Congelamento annate’

 

In questa opzione si salvaguarderebbero tutte le annate

 

JUNIORES: 2003 e 2002 e Fuoriquota 2001
UNDER 17: 2004 con fasi finali nazionali
UNDER 16: 2005
UNDER 15: 2006 con fasi finali nazionali
UNDER 14: 2007
Esordienti 2° anno: 2008 a 9 giocatori
Esordienti 1° anno: 2009 a 7 giocatori
Pulcini 2° Anno: 2010 a 7 giocatori
Pulcini 1° Anno: 2011 a 7 giocatori

 

Ipotesi 2: ‘Creazione Under 18’

 

In questa seconda opzione si salvaguarderebbero le annate più colpite come i 2004 e i 2008. Si tratterebbe di creare una categoria a livello dilettantistico che esiste già a livello professionistico. Non si tratterebbe di un anno perso, ma di un anno che si andrebbe a guadagnare nei confronti di ciò che è stato tolto a tutti

 

JUNIORES: 2003 + 2002 e Fuoriquota 2001
UNDER 18: 2004 con finali nazionali
UNDER 17: 2005
UNDER 16: 2006 con finali nazionali
UNDER 15: 2007
UNDER 14: 2008 a 9 giocatori
Esordienti 2° Anno: 2009 a 9 giocatori
Esordienti 1° Anno: 2010 a 9 giocatori
Pulcini 2° Anno: 2011 a 7 giocatori
Pulcini 1° Anno: 2012 a 7 giocatori

 

Ripresa a maggio e giugno Nel frattempo dove è consentito si potrebbe riprendere a pieno regime gli allenamenti e se la salute ci accompagna organizzare nei mesi di maggio e giugno dei tornei zonali, anche tra categorie provinciali e regionali senza vincoli e senza problemi, ma solo per far giocare i ragazzi.

 

Facciamoci sentire per il bene dei calciatori che dobbiamo ritrovare sui campi domani, sui campi di Terza categoria così come su quelli di Serie A, rispettiamo i nostri figli, rispettiamo i nostri ragazzi, diamo loro una formazione che si possa chiamare tale. E’ un loro diritto! Se non erro citato anche nella carta dei diritti del giovane sportivo all’art. 8: “Diritto di partecipare a competizioni adeguate alle varie età, seguendo allenamenti che corrispondano a giusti ritmi d’apprendimento”.

Marco Berton
Istruttore giovani calciatori
FBC Casale

 

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