24 Novembre 2020 - 16:10:48

Gravina – Sibilia: lo scontro è aperto, totale e durissimo, e ora i Dilettanti dovranno scegliere

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Il Commissariamento conteso della Divisione Calcio a 5 diventa il terreno di scontro ormai aperto e totale tra il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, nonché vice-presidente vicario Figc, con ambizioni e prospettive di candidatura alla presidenza federale, Cosimo Sibilia. Un terreno di scontro di cui si era già avuta avvisaglia il 26 ottobre, quando Sibilia attaccò non troppo velatamente Gravina, accusato di occuparsi solo dei Prof e poco della base quando tuonò a seguito del nuovo stop: «La Lega Dilettanti e le società stesse, hanno fatto di tutto per garantire la ripresa dello sport di base dopo il lockdown, mettendo a disposizione ingenti risorse economiche e compiendo ulteriori sacrifici. La misura adesso è colma e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di un disastro annunciato, invece di continuare a lanciare numeri e fare proclami come se il calcio a cui pensare fosse solo quello di vertice». A cui Gravina il giorno seguente rispose in maniera criptica ma nemmeno tanto: «In un contesto di tale criticità, con lo sport agonizzante nella morsa del Covid, non si sente il bisogno di alimentare ulteriori incomprensioni. Se si vuole davvero il bene dello sport, è opportuno rimanere nell’ambito della giusta dialettica istituzionale per trovare insieme risposte concrete alla crisi».

Ricorsi e controricorsi

Ultimo atto della battaglia, lo scambio di ‘note’ avvenuto in queste ore, con il presidente Lnd Sibilia a pubblicare un suo commento alla decisione del Consiglio di Garanzia del Coni, che ristabiliva la legittimità del Commissariamento del Calcio a 5 da parte del Consiglio Direttivo Lnd, con parole durissime: «Finalmente è stata riconosciuta la legittimità dell’operato della Lega Nazionale Dilettanti. Ciò che dispiace, in questa vicenda, è aver dovuto constatare come la LND sia stata costretta a ricorrere al massimo Organismo della Giustizia Sportiva in Italia per vedere riconosciuta la bontà e la correttezza delle decisioni assunte all’unanimità dal suo Consiglio Direttivo. Al contempo siamo ancor più rammaricati che la FIGC – e non mi sembra di ricordare molti precedenti in tal senso – si sia costituita nel giudizio contro una sua Componente, di fatto mettendo in discussione un provvedimento adottato all’esclusivo scopo di ripristinare una situazione di ordinaria gestione. Sul punto, infatti, voglio ancora una volta essere chiaro: che il Commissariamento della Divisione Calcio a 5 è stato disposto quale atto dovuto, non contro qualcuno o qualcosa, ma nell’esclusivo interesse dell’intero movimento e per garantire il rispetto delle vigenti disposizioni di Legge». Parole a cui aveva fatto seguito l’altrettanto durissima nota del presidente Figc, Gravina, che ha apertamente parlato di ‘interessi politici’ anteposti ‘all’unità e all’adesione alle regole’ e promettendo, sul tema Commissariamento e non solo, una durissima battaglia: «In un momento così complicato per l’armonia e per la sopravvivenza del calcio, a tutti i livelli ritengo intempestive e inopportune le dichiarazioni del presidente Sibilia che, in qualità di vice presidente della FIGC, avrebbe dovuto difendere anch’egli la competenza dei giudici federali, indipendentemente dal merito della decisione. È quindi mia intenzione proseguire fino all’ultimo grado della giustizia amministrativa perché l’autonomia e l’indipendenza dell’ordinamento federale rappresentano dei capisaldi del nostro sistema. Se all’unità e all’adesione alle nostre regole comuni anteponiamo gli interessi politici non facciamo altro che alimentare la sfiducia e la disaffezione degli associati al nostro mondo».

Botte da orbi

Parole che non lasciano più dubbi sullo scontro ormai aperto in chiave elettorale e non solo, interna e di competenze, sollevate dal caso Calcio a 5. Da un lato Sibilia che difende a oltranza la decisione presa dal Consiglio Direttivo Lnd di Commissariare arrivando, con le sue parole, ad alzare i toni andando oltre i confini del merito, quando avanza l’ombra sull’autonomia di una Giustizia Sportiva che, attraverso il Tribunale Federale Nazionale prima e la Corte d’Appello Federale poi, aveva accolto il ricorso sul provvedimento di Commissariamento – avanzato dal vice-presidente vicario della Divisione Calcio a 5, Gabriele Maria Di Gianvito e altri quattro componenti del Consiglio Direttivo Lnd – quando sottolinea: «Siamo ancor più rammaricati che la FIGC – e non mi sembra di ricordare molti precedenti in tal senso – si sia costituita nel giudizio contro una sua Componente». Un vero e proprio attacco personale e istituzionale a Gravina, che ha risposto con altrettanta durezza quando ha risposto: «Se all’unità e all’adesione alle nostre regole comuni anteponiamo gli interessi politici non facciamo altro che alimentare la sfiducia e la disaffezione degli associati al nostro mondo». Per una battaglia che si preannuncia, sul Calcio a 5 e non solo, durissima e senza esclusione di colpi.

 

Non a caso lo scontro arriva sulla scia di tensioni sempre più alte, in primis all’interno della Lnd, dove la componente Calcio a 5 è in grande fibrillazione. Sono stati infatti proprio i loro esponenti a dare il via alla battaglia, opponendosi e facendo ricorso alla decisione di Sibilia di commissariare, e soprattutto dopo che nell’ultimo Consiglio Federale del 9 novembre, così come riportato dalla relazione sul Consiglio: «Gravina ha informato i consiglieri di aver ricevuto da un numero rilevante di Società di Calcio a 5 (circa i 2/3 delle associate alla Divisione Calcio a 5) un appello per essere inquadrate all’interno della Federazione e non più nella Lega Dilettanti, sulla stregua di quanto già avvenuto per i Club di calcio femminile. Sulla richiesta, il presidente federale ha preso l’impegno di portare alla prossima riunione del Consiglio Federale la discussione politica». Elemento di non poco conto e non solo formale, perché nell’ormai imminente contesa per la presidenza federale, per la Lnd sarà fondamentale tenere unito quel 34% di rappresentanza, da sempre ago della bilancia nella corsa alla poltrona Figc. Che invece potrebbe perderne un pezzo, con il Calcio a 5 a diventare un grimaldello su cui cercare di minare quella compattezza. Senza contare che l’ex Presidente del Calcio a 5, Andrea Montemurro – dimissionario a maggio da presidente dopo la vicenda della sua telefonata ad un dirigente del Latina a cui confidenzialmente comunicava e anticipava una notizia relativa all’esclusione di un’altra società, ricevendo inoltre la promessa di un ‘regalo’ da parte del dirigente – è rimasto ed è presente in Consiglio Federale in qualità di Consigliere Nazionale. E non a caso, nelle parole a chiusura della nota di qualche ora fa di Cosimo Sibilia si legge: «Tutto quello che verrà fatto nei prossimi mesi sarà solo nell’interesse generale del futsal italiano, che è e resta una componente di primaria importanza per tutto il movimento della Lega Nazionale Dilettanti, che negli anni ha investito importanti risorse economiche per la crescita e sviluppo della disciplina». Un caso, quello del Calcio a 5, che rischia di essere il ‘cavallo di troia’ verso la contesa elettorale per la massima carica Figc e che – come spesso accade in questi casi – era nato a febbraio, come accennato, per un ‘incidente di percorso’ del Presidente della Divisione Calcio a 5, Andrea Montemurro. Da allora una battaglia istituzionale e non solo che ricostruiamo passo dopo passo.

LE TAPPE DI UNA BATTAGLIA NON SOLO PER IL CALCIO A 5

20 febbraio 2020: La telefonata incriminata di Montemurro. La registrazione di una telefonata decisamente compromettente tra Andrea Montemurro, presidente della Divisione Calcio a 5, e il numero uno del Latina Gianluca La Starza, in cui il primo rivolge confidenze sull’imminente esclusione di una squadra dal massimo campionato e il secondo che risponde: “Io devo ricambià, te faccio quel regalo… E’ carina, carina, quando la vedi mi dirai. Poi è una donna pure intelligente. Così almeno ti passi qualche weekend sereno da ‘ste parti”. Nello stesso giorno in cui viene resa pubblica la telefonata, Sibilia e la Lnd attivano la Procura Federale: «Con riferimento alle notizie e ad una registrazione pubblicata oggi sul sito di alcuni quotidiani in relazione al Presidente della Divisione Calcio a 5, Dott. Andrea Montemurro, la Lega Nazionale Dilettanti precisa che, a seguito di una comunicazione dello stesso Dott. Montemurro, ha tempestivamente investito ufficialmente la Procura Federale della F.I.G.C.  Lo stesso Presidente della Divisione Calcio a 5, peraltro, al fine di meglio tutelare l’immagine della Lega, della Divisione e la sua personale onorabilità, ha messo a disposizione del Consiglio Direttivo della L.N.D. il proprio incarico».

 

25 maggio 2020: Arrivano le dimissioni di Montemurro. A seguito del Consiglio della Divisione Calcio a 5, il Presidente Montemurro scrive: «Oggi, durante il consiglio della Divisione calcio a 5 ho scelto di consegnare le mie irrevocabili dimissioni da Presidente nazionale. Un gesto doveroso e quanto mai necessario all’indomani della chiusura della stagione sportiva 2019-20. Ma anche un gesto di grande responsabilità avendo deciso di non ricandidarmi al ruolo da me svolto essendo impossibile una corretta programmazione della prossimo stagione. Soprattutto alla luce dei forti e ben noti contrasti in seno al consiglio direttivo della Divisione». Subentra il vice presidente vicario Gabriele Maria Di Gianvito.

 

7 luglio 2020: Arriva il commissariamento da parte della Lnd della Divisione Calcio a 5. «Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, riunitosi oggi a Roma presso la sede del Comitato Regionale Lazio, tra le diverse disposizioni, ha deliberato all’unanimità il commissariamento della Divisione Calcio a 5. Il provvedimento, assunto dal massimo organismo della LND, scaturisce dalle valutazioni successive all’acquisizione delle relazioni (prodotte dal servizio ispettivo e dal Collegio dei Revisori dei conti della stessa Divisione) nelle quali sono state evidenziate delle irregolarità amministrative e gestionali da parte della Divisione Calcio 5, risalenti al febbraio 2020. Il Consiglio Direttivo, tenuto conto anche che l’organo di gestione della Divisione si era ridotto numericamente a seguito delle dimissioni dell’ex presidente e di ulteriori 3 consiglieri, ha ritenuto opportuno affidare la gestione della Divisione a Giuseppe Caridi, attuale vice presidente LND per l’area centro, quale commissario straordinario». Sulla decisione però, arriva il ricorso presentato da Gabriele Maria Di Gianvito, vice-presidente vicario della Divisione, e altri 4 consiglieri.

 

4 settembre 2020: Arriva la prima bocciatura per Sibilia e la Lnd. Il Tribunale Federale Nazionale accoglie il ricorso presentato in opposizione alla decisione del Consiglio Direttivo Lnd sul Commissariamento: «Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, all’esito della Camera di Consiglio, accoglie il ricorso e, per l’effetto annulla gli atti impugnati. Così deciso in data 4 settembre 2020». Pronunciamento sul quale Sibilia e la Lnd fanno immediato ricorso alla Corte Federale d’Appello.

 

5 ottobre 2020: Seconda bocciatura per Sibilia e la Lnd. La Corte d’Appello Federale respinge il ricorso della Lnd e di Sibilia: «Nella riunione fissata il 5 ottobre 2020 tenutasi in videoconferenza, a seguito del reclamo proposto dalla Lnd nella persona del Presidente Sibilia e dal Commissario della Divisione Calcio a 5 della Lnd, dott. Giuseppe Caridi, in data 15 settembre 2020, respinge il reclamo». Un decisione e una sentenza a cui però Sibilia e la Lnd si ribellano chiedendo l’intervento e facendo appello al Collegio di Garanzia del Coni.

 

21 ottobre 2020: La rivincita di Sibilia e la Lnd. Il Collegio di Garanzia del Coni sospende le pronunce e le decisioni contenute nelle sentenze del Tribunale Federale e della Corte d’Appello. «Con un provvedimento cautelare il Presidente della Terza Sezione del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, Prof. Massimo Zaccheo, in accoglimento della richiesta formulata dalla LND e dal Commissario Straordinario Giuseppe Caridi, ha sospeso l’efficacia della Decisione della Corte Federale di Appello della FIGC che, confermando la pronuncia del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, aveva annullato la Delibera di Commissariamento della Divisione Calcio a 5 adottata dal Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti. In virtù di tale provvedimento, pertanto, viene ripristinato il Commissariamento, affidato nel mese di Luglio al Vice Presidente della LND Giuseppe Caridi».

 

13 novembre 2020: Definitivamente accolto il ricorso Lnd. «Il Collegio di Garanzia per lo Sport presso il CONI ha accolto il ricorso della Lega Nazionale Dilettanti e del Commissario Straordinario della Divisione Calcio a 5 Giuseppe Caridi, annullando la decisione della Corte Federale d’Appello della FIGC e dichiarando l’incompetenza del Tribunale Federale, concedendo 3 mesi per la per la riassunzione del giudizio davanti allo stesso Collegio di Garanzia dello Sport. La Divisione Calcio a 5 resta pertanto commissariata, come disposto dalla Lega Nazionale Dilettanti il 7 luglio scorso».

 

La decisione del Collegio di Garanzia del Coni apre lo scontro totale tra Gravina e Sibilia. Una battaglia senza esclusione di colpi, che avrà presto nuovi terreni e ambiti di confronto dialettico e istituzionale che rischia però di lasciare sul campo, ‘morti e feriti’ che poco o nulla hanno a che fare con il palazzo: le società della base. Sempre più sole e abbandonate in questo momento così delicato, con la crisi tragica legata all’emergenza Covid e lo stop dell’attività, l’imminente riforma dello sport con l’abolizione del vincolo e i loro tanti e variegati problemi. Società che, a loro volta però, avrebbero dovuto e dovranno ‘alzare la loro voce’ invece che sentirsi o essere chiamate in causa solamente quando c’è e ci sarà da alzare una mano.

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