12 Luglio 2020 - 12:46:38

Riforma campionati, la proposta del Brera Calcio: «Mettere il calcio dilettantistico sotto una luce di maggior protagonismo»

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Dennis Carzaniga
Dennis Carzaniga
Caposervizio Redazione Lombardia

Durante l’emergenza sanitaria si sono fatte diverse ipotesi su come saranno i campionati dalla 2020-2021 in poi. Se i professionisti pensano a una riforma e alla diminuzione delle società, anche nei Dilettanti le proposte non mancano. Ecco quella del Brera Calcio, storica società della città di Milano.

LA PROPOSTA DEL BRERA

Premessa. L’ipotesi di seguito descritta è orientata a fornire, in questo momento di grande criticità del calcio dilettantistico in Lombardia, una soluzione organizzativa che possa affrontare le nuove difficoltà e risolvere alcuni vecchi problemi.

Obiettivo. L’obiettivo che la proposta si pone è quello di mettere il calcio dilettantistico sotto una luce di maggior protagonismo. Per fare questo riteniamo sia necessario ribaltare la prospettiva territoriale: non vivere più di una luce riflessa dal vertice del grande calcio, ma insediarsi maggiormente nella base della vita sociale sul territorio. Da questo presupposto scaturisce la principale novità della proposta: organizzare il calcio lombardo su una scala provinciale che contenga tre livelli di merito, lasciando la dimensione regionale solo alle fasi finali dei campionati di livello più alto. Questa impostazione, tra l’altro, permetterebbe di ridurre le preoccupazioni sanitarie legate a trasferte significative nel periodo invernale, lasciando solo alla fase pre-estiva una circolazione a livello regionale.

Proposta. La proposta prevede di accorciare la filiera dei campionati gestiti dal CRL: non più 5 livelli (dalla Terza all’Eccellenza), ma 3 (A, B e C), da organizzare su 16 raggruppamenti territorialmente e numericamente omogenei. Ogni comitato provinciale avrà un raggruppamento, salvo Brescia e Bergamo (che ne avranno due) e Milano (che ne avrà tre, di cui uno per Milano città). Per ognuna delle otto categorie, dagli Esordienti alla Prima squadra, verrebbero organizzati tre livelli, con promozioni e retrocessioni, in ognuno dei sedici raggruppamenti. Dopo la regular season, per il livello A si svolgerà una fase finale regionale con la formula dell’eliminazione diretta (andata e ritorno) in un tabellone che coinvolge 32 squadre (16 squadre vincitrici dei campionati e 16 dei playoff). La serie A delle prime squadre, dovendo mandare direttamente tre formazioni in serie D, avrà un turno preliminare tra le vincitrici dei playoff per arrivare a una formula eliminatoria multipla di 3 (24 squadre). La Coppa Lombardia per le prime squadre dovrebbe garantire il quarto posto nella graduatoria per la serie D e verrebbe organizzata coinvolgendo tutte le società, a prescindere dalla categoria, con una formula a eliminazione diretta che si svolgerebbe prima a livello di raggruppamento e poi in un tabellone finale regionale a 64 squadre (4 per raggruppamento. La competizione avrà complessivamente 10 turni a/r più la finalissima, da spalmarsi sull’intera stagione sportiva. Questa “seconda gamba” dell’attività federale (sul modello della FA Cup) avrebbe l’indubbio valore di creare un elemento di coesione in tutto il movimento e di rappresentare una opportunità anche per le squadre di categoria inferiore.

Vantaggi. I principali vantaggi di questa proposta sono tre:

  1. Minori costi di gestione per le squadre: oltre alla riduzione dei costi di trasferta, è prevedibile che il livello A di ogni raggruppamento (mettendo insieme squadre provenienti da Eccellenza, Promozione e, in alcuni casi, anche Prima Categoria) sia meno esasperato in termini di necessità economiche per il rimborso dei giocatori, venendo così incontro alla crisi economica che si sta prefigurando.
  2. Maggior interesse per sponsor, istituzioni e pubblico: il forte radicamento sul territorio garantito da questa impostazione genererebbe un incremento dell’interesse da parte del pubblico locale. La maggior partecipazione favorirebbe il rapporto con le istituzioni territoriali e con gli sponsor commerciali. Si aprirebbe anche un interessante ruolo per il CRL in relazione agli accordi commerciali di sponsorizzazione dei singoli raggruppamenti e campionati territoriali.
  3. Meno esasperazione nel settore giovanile: se la competitività dei campionati giovanili verrebbe esaltata dalla presenza di tre livelli territoriali più le finali regionali, è indubbio che la presenza di ben 256 società che partecipano ai campionati di livello A ridurrebbe notevolmente il negativo fenomeno delle migrazioni dei giovani atleti verso le poche squadre che attualmente svolgono campionati di vertice. Questo aiuterebbe le società a consolidare la permanenza dei loro giovani calciatori, sviluppando un attaccamento ai colori che non potrà che rafforzarsi attraverso competizioni territorialmente molto sentite.

Ci auguriamo che questa proposta possa essere apprezzata e migliorata da tutti i soggetti del calcio dilettantistico lombardo, trasformando l’attuale momento critico in un’opportunità di miglioramento del movimento dilettantistico nella nostra regione che possa divenire anche un esempio per le altre realtà della LND.

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