16 Maggio 2021

Si torna in campo, non sulle tribune. I presidenti: Bene ripartire ma senza pubblico…

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Via all’attività giovanile e di base ma, in attesa di disposizioni, restano le ‘porte chiuse’. Problema per i club. Nella terza puntata dell’inchiesta di SprinteSport, parlano i presidenti delle società che in coro sottolineano: Felicissimi di ripartire con le giovanili e l’attività di base, ma senza pubblico che senso ha fare amichevoli e tornei? Nelle due pagine dedicate alla voce dei club sul numero di SprinteSport di lunedì 26 aprile in edicola e nello store digitale le opinioni dei presidenti di Lombardia e Piemonte.

 

Lunedì 26 aprile, una data che si spera possa rappresentare una rinascita e una ripartenza per tutto il movimento dello sport di base e del calcio in particolare. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 22 aprile ecco il provvedimento che, come annunciato, consente di ripartire con l’attività e gli allenamenti di gruppo anche nel calcio, ‘famigerato sport di contatto’. Una ripartenza che però non è un ‘liberi tutti’ e un ‘via libera a tutto’. Se infatti l’attività e gli allenamenti potranno tornare ad essere di squadra senza limitazioni all’attività (partitelle comprese), restano il divieto dell’uso spogliatoi e docce, il protocollo di prevenzione attuato a settembre (misurazione temperatura, ingressi e percorsi differenziati, autocertificazioni ecc…) e soprattuto rimane e si riparte con le ‘porte chiuse’. Sia agli allenamenti che alle eventuali gare.

 

Cosa dice la legge Un Decreto che all’articolo 6 comma 3, riporta l’annuncio della ripartenza per il calcio e gli sport di contatto: «A decorrere dal 26 aprile 2021, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. È comunque interdetto l’uso di spogliatoi se non diversamente stabilito dalle linee guida di cui al primo periodo». Provvedimento che, come detto, ufficializza (così come hanno fatto la totalità delle società in questi giorni) la ripartenza degli allenamenti e delle attività collettive. Provvedimento che però, lascia e ha lasciato un po’ di amarezza, soprattutto all’interno delle società, su un tema assai caro al club così smaniosi dopo un anno di stop di ripartire. Ovvero la presenza del pubblico che al momento sembra sia totalmente negata, con la procedura delle ‘porte chiuse’ a smorzare il sorriso di molti.

 

Porte chiuse o semi-aperte? Come si legge all’articolo 5 del Decreto: «A decorrere dal 1° giugno 2021, in zona gialla, per gli eventi e le competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP), riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico». Con il comma 3 che aggiunge: «In zona gialla, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei siti e degli eventi all’aperto, può essere stabilito un diverso numero massimo di spettatori, nel rispetto dei principi fissati dal Comitato tecnico-scientifico, con linee guida idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, adottate, per gli spettacoli all’aperto di cui al comma 1, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e, per gli eventi e le competizioni all’aperto, dal Sottosegretario con delega in materia di sport. Per eventi o competizioni di particolare rilevanza, che si svolgono anche al chiuso, il predetto Sottosegretario può anche stabilire, sentito il Ministro della salute, una data diversa da quella di cui al medesimo comma 2». Con il comma 4 ad aggiunere: «Le linee guida di cui al comma 3 possono prevedere, con riferimento a particolari eventi, che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9».

 

In sintesi… Per le gare di Eccellenza e dei campionati riconosciuti di interesse nazionale che sono ripartiti, dal 1° giugno possibile l’accesso del pubblico, regolato dalle norme, e magari anche ampliato nelle percentuali e nei numeri, dando l’ok all’ingresso a chi è in possesso delle ‘certificazioni verdi’. La domanda però è: per l’attività giovanile e di base, le eventuali amichevoli e i tornei che non sono riconosciuti di interesse nazionale niente pubblico nè ora nè dal 1° giugno? Soltanto dal 1° giugno? O possibile, così come era stato a settembre, che in accordo con il CTS si dia la possibilità, regolamentata, di accesso al pubblico per amichevoli e tornei, trattandosi di spazi aperti e di affluenze non certo paragonabili allo stadio? Un elemento che potrebbe togliere e forse ha già tolto qualche sorriso dai volti degli addetti ai lavori e i presidenti di società. In tanti infatti, avuta l’ufficialità della ripartenza, avevano pubblicato e annunciato calendari e tornei, salvo poi fare marcia indietro e annullare tutto, proprio perchè senza possibilità di pubblico, eventi e tornei, invece di rappresentare una voce di possibile entrata per ridurre i danni dello stop, rappresenterebbero un’ulteriore voce di spesa che tantissimo club non sono in grado di sostenere. E se così fosse e sarà, sarà ripartenza solo a ‘metà’…

 

GREEN-PASS
Certificazioni ‘verdi’ per ingressi ai campi

 

Nel testo del Decreto del 22 aprile, in materia di accesso del pubblico agli avvenimenti, si parla di ‘Certificazioni verdi’. Ma cosa sono? L’articolo 9 del Decreto lo spiega: a) certificazioni comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2, ovvero l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2; b) vaccinazioni anti-SARS- CoV-2 effettuate nell’ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2; c) test molecolare di amplificazione dell’acido nucleico (NAAT), quali le tecniche di reazione a catena della polimerasi-trascrittasi inversa (RT-PCR), amplificazione isotermica mediata da loop (LAMP) e amplificazione mediata da trascrizione (TMA), utilizza- to per rilevare la presenza dell’acido ribonucleico (RNA) del SARS-CoV-2, riconosciuto dall’autorità sanitaria ed effettuato da operatori sanitari; d) test antigenico rapido basato sull’individuazione di proteine virali (antigeni) mediante immunodosaggio a flusso laterale, riconosciuto dall’autorità sanitaria ed effettuato da operatori sanitari; e) Piattaforma nazionale digital green certificate per l’emissione e validazione delle certificazioni verdi COVID-19.

DALLA FIGC
Tisci: Pronti a riprendere le attività federali anche a livello regionale

 

Dopo l’ufficialità dell’agognata e sospirata ripartenza dal 26 aprile delle attività anche per il calcio e gli sport di contatto, sono arrivate puntuali le parole del Presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Vito Tisci: «La riapertura delle attività sportive collettive del 26 Aprile è importante per l’intero tessuto sociale» ha ribadito Tisci. Le anticipazioni del Governo sono la risposta auspicata dal Comitato di Presidenza SGS che Il 15 aprile ha deliberato per un interesse prioritario della ripresa ai fini di contrastare gli effetti sul benessere psico-fisico per i giovani causati dall’emergenza, si legge nel comunicato della Figc. Che prosegue: «Riprogrammare la ripartenza delle attività giovanili di base per tutelare il benessere psico-fisico di centinaia di migliaia di giovani nel rispetto degli specifici protocolli sanitari per contenere i rischi di contagio. E’ quanto deliberato nella riunione dal Comitato di Presidenza del Settore Giovanile e Scolastico convocata il 15 aprile e condiviso con il Presidente Federale. «Ringrazio il Presidente Gravina per il grande lavoro a fianco della Sottosegretaria Vezzali nell’ambito della ripresa della pratica sportiva” dichiara Il Presidente del Settore Giovanile e Scoalstico Tisci. Una posizione che si allinea con quanto comunicato dagli organi di Governo sull’argomento, proprio per favorire la riapertura delle attività sportive anche in forma collettiva dal prossimo 26 aprile – ha sottolineato Tisci -. Plaudo il Governo per una decisione di grande importanza e impatto per tutto il tessuto sociale, giovani, famiglie e società, le categoria principalmente colpite dalla sospensione delle attività sportive. Il calcio giovanile raggiunge il 25% della popolazione, con i relativi effetti alla salute, al benessere e agli aspetti educativi e formativi per ogni soggetto coinvolto. Per questo motivo accolgo con soddisfazione quanto comunicato dalle istituzioni sulla ripresa delle attività in forma collettiva». E dopo aver visto ripartire le categorie di interesse nazionale, l’attenzione di Tisci si è spostata a livello territoriale e di base, annunciando anche una possibile ripartenza a livello federale a livello regionale: «Siamo pronti a riprendere le attività federali anche a livello regionale. Attendiamo i dettagli del decreto per poter programmare non appena le condizioni ce lo consentiranno, nuovi format di attività maggiormente snelli anche attraverso tornei federali a rapido svolgimento», ha concluso Tisci, auspicando di poter contare su una stagione di attività più lunga rispetto al solito. Che tradotto potrebbe significare, sul modello Under 17 nazionali, che si dia la possibilità ai vari comitati regionali, di approntare triangolari, quadrangolari o mini-gironcini a iscrizioni libere, per svolgere un’attività ufficiale, al di là di possibili amichevoli e tornei. Con quali regole però?

DAI COMITATI REGIONALI
L’annuncio di Tavecchio e Mossino. E il Piemonte comincia a ‘fare i conti’…

 

Dopo l’annuncio del ritorno in zona gialla sia per la Lombardia che per Piemonte e Valle d’Aosta, con la ripartenza dal 26 aprile dell’attività completa sul campo per le nostre società e i ragazzi, anche i comitati regionali hanno comunicato ai propri club le nuove direttive e soprattutto ribadito e sottolineato le regole che dovranno essere adottate. Sia in campo che fuori. In Lombardia il Presidente Tavecchio e il Consiglio Direttivo hanno evidenziato che «si ritiene utile sottolineare che viene ammessa l’attività sportiva all’aperto di squadra e di contatto (anche allenamenti collettivi), nel rispetto del noto Protocollo sanitario del 10 agosto 2020, rimanendo vietato l’utilizzo degli spogliatoi». Per poi annunciare una possibilità di prevenzione in più: «Si porta, inoltre, a conoscenza di tutte le società che la Regione Lombardia ha previsto l’effettuazione di due tamponi rapidi gratuiti al mese per gli studenti della fascia d’età dai 14 ai 19 anni presso le farmacie». Ottimismo e cautela presenti anche nella news dell’annuncio del ritorno all’attività, da parte del Comitato Regionale Piemonte Valle d’Aosta, che ha riportato quanto pubblicato dall’Assessore allo sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca e il Decreto Riaperture della Presidenza del Consiglio dei Ministri: «Dal 26 aprile, nelle zone gialle, sarà consentito lo svolgimento all’aperto di attività sportiva anche di squadra e di contatto, come il calcetto tra amici. Rimane per il momento vietato invece usare gli spogliatoi». Comitato Piemonte Valle d’Aosta del presidente Mossino che martedì 20 aprile aveva ‘fatto notizia’ annunciando un primo passo di discussione e confronto in tema di ‘conti’: «Si è tenuta una riunione di Consiglio Direttivo del Comitato Regionale nel corso della quale il Presidente Mossino ha portato a conoscenza che la Lega Nazionale Dilettanti sta affrontando la tematica riguardante i costi del tesseramento dei calciatori sinora sostenuti in proiezione della nuova annata agonistica, parametrando le spese sostenute dalle Società con i mesi di effettivo utilizzo degli atleti/e affinchè vengano individuati i necessari ristori, benefit o abbuoni da riconoscere alle Associate. Il Presidente LND Sibilia ha costituito un gruppo di lavoro composto da tre Presidenti di Comitato Regionale, tra cui il Presidente Mossino, dai Revisori dei Conti e professionisti collaboratori LND, con l’intento di produrre una opportuna trattativa con la Compagnia assicurativa a suo tempo contrattualizzata. Analoga analisi è in corso da parte della LND sui costi di iscrizione che le Società hanno versato nel corso della corrente stagione sportiva, al netto dei contributi erogati dalla LND e dal Comitato Regionale, anche in questo caso per individuare e definire adeguati interventi a salvaguardia e sostegno delle Società aderenti». Si comincia a parlare e fare i conti. Sperando che alla fine tornino soprattutto per le società, sofferenti e in enormi difficoltà dopo un anno di stop e praticamente due stagioni sportive compromesse e soprattutto dopo un 2020-2021 che in pochi, crediamo, pensassero così difficile e complicato…

 

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