19 Gennaio 2021

Società in rivolta: Vogliamo contare di più, servono risposte concrete, a casa chi pensa alla poltrona

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Brescia alza la voce. Tredici società (che presto potrebbero diventare molte di più), dieci punti e tanta voglia di farsi sentire ai piani alti, perché così non si può andare avanti. Questo il senso dell’iniziativa proposta da diversi club della Delegazione retta da Alberto Pasquali: portare al Comitato Regionale – e alla Lega Nazionale Dilettanti – il proprio pensiero e le proprie idee per «la ripresa del calcio dilettantistico». Stefano Pedrini, presidente della neonata Fc Carpenedolo, Giuseppe Taini, presidente dell’Ospitaletto e Antonio Scotti del Mario Rigamonti sono i Portavoce del “Coordinamento Presidenti Bresciani“, che al momento conta tredici adesioni: oltre alle tre società già citate, ecco anche Bagnolese, Bedizzolese, CazzagoBornato, Ciliverghe, Lumezzane, Nuova Valsabbia, Orceana, Pro Palazzolo, Rovato Calcio e Vighenzi. Un fronte comune destinato ad allargarsi, visto che tanti altri club hanno chiesto informazioni e sono prossimi a dare il proprio contributo: per far parte del Coordinamento basta mandare una mail all’indirizzo presidentibresciani@gmail.com.

«Vogliamo portare avanti – le parole di Stefano Pedriniproposte reali riguardanti necessità reali che hanno le società dilettantistiche in un momento difficile come questo. Non ci interessano i format dei campionati, qui si parla della sopravvivenza del movimento. Bisogna unire gli intenti per il bene comune». Concetto peraltro mostrato fin dalle prime call-conference organizzate su Zoom dello scorso marzo, e ribadito in quella di sabato 7 novembre.

E nel giornale in edicola domani, lunedì 23 novembre, il manifesto integrale con le proposte concrete di chi in questi mesi si è sentito fondamentalmente solo ad affrontare una situazione complessa. Nessuna risposta concreta e nessun aiuto è arrivato dalla Lega Nazionale Dilettanti, inteso come Comitato regionale lombardo e sede centrale romana. La tanto attesa ripartenza non c’è stata mentre i costi quelli sì sono ripartiti. E anziché trovarsi al centro di un’analisi profonda per risolvere i loro problemi le società scoprono che i dirigenti federali lombardi, Baretti in testa, sta organizzando la propria campagna elettorale. E’ la goccia che fa traboccare il vaso.

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