24 Ottobre 2020 - 13:43:27
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Claudio Verretto
Claudio Verretto
Direttore irResponsabile, bastian contrario, sempre dalla parte degli indiani

Da quando è iniziata questa emergenza abbiamo seguito minuto per minuto tutto quello che ruotava intorno al nostro mondo e cioè il calcio giovanile e dilettantistico. E abbiamo anche scelto una linea chiara, per chi ci legge, meno per chi non legge una riga di nulla ma in compenso pretende di venire sui canali Social e fare le solite sparate da saputello.

Qual è stata e quale resta la linea del giornale? Quella del primo giorno quando abbiamo scritto un eloquente FERMATEVI. Era diretto alle istituzioni calcistiche che dopo una settimana in cui le notizie si rincorrevano non veniva deciso un bel nulla. Poi abbiamo preso ogni decreto che usciva e, limitatamente a quella che era la nostra competenza, il nostro calcio, abbiamo cercato di spiegare in quali punti interveniva nel quotidiano. Ma la linea non è cambiata: FERMIAMOCI e il nostro obiettivo resta lo stesso: INFORMARE.

Poi sono iniziate a circolare lettere di società, in Piemonte dove si chiedeva di cancellare la stagione, appoggiato dal Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta che solo un giorno prima aveva spedito una circolare alle società dicendo che in pratica la stagione era finita. Adesso c’è un sondaggio dall’esito scontato del Comitato regionale Lombardia dove si chiede alle società se si vuole continuare la stagione oppure no.

In tutto questo cosa ci fa saltare la mosca al naso pur pensando che in questa stagione non si riuscirà più a scendere in campo? Primo, che le istituzioni non abbiano il coraggio di prendere una decisione. A tal proposito molto meglio le parole del presidente della Lega Nazionale Dilettanti che prende tempo perché nulla è perduto. Secondo, l’incapacità di dare un pizzico di speranza al movimento. Quando sentiamo dire che al primo posto viene la salute non possiamo che diventare verdi dalla rabbia perché in questo momento, forse sfugge a tutti quelli che scrivono sui Social, non stiamo giocando, non stiamo scendendo in campo, siamo tutti rintanati in casa. Quindi di che cosa stiamo parlando?

Le istituzioni calcistiche, se sono in grado di farlo, devono prendere delle decisioni e non nascondersi dietro alle società. Se il presidente nazionale in questo momento chiede tempo perché non aspettare? Possibile che sia chiaro solo a noi che c’è bisogno di trasmettere positività al movimento? Che c’è bisogno di far vedere che c’è una luce in fondo al tunnel?

Quindi è chiara la nostra posizione? Il titolo è sufficiente grande? Però non siamo d’accordo che tutto finisca in un niente. Ci sono impegni che sono stati presi: dalle società verso i giocatori, dalle famiglie verso le società, quote incassate e non. Vogliamo trovare delle soluzioni condivise? Questo dovrebbe essere il compito della politica. Ci sono giocatori tesserati a gennaio che non sono mai scesi in campo, che si fa? Sono svincolati? Si devono coinvolgere tutte le componenti, dai giocatori ai tecnici alle famiglie, trovare delle soluzioni eque, poi si potrà mettere la parola fine alla stagione.

Se invece vogliamo lavarcene le mani e alimentare lo scontro tra le parti allora siamo sulla strada giusta. Poi però pubblicheremo le mail che ci arrivano in redazione, da parte di società ma anche di famiglie che hanno versato delle belle quote e oggi hanno perso il lavoro e 300 euro farebbero comodo ma la società non riesce a rimborsale. E’ pensabile dare un colpo di spugna e poi organizzare un torneo, quindi far pagare le stesse famiglie che nel frattempo escono distrutte, come se nulla fosse? Ma è il buonsenso che lo invoca a gran voce, fermatevi un momento a riflettere care istituzioni calcistiche, perché se no andiamo a sbattere. Anche perché il dopo, e lo studio della Lnd non è campato per aria, va pensato con attenzione.

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