10 Agosto 2020 - 04:28:10

#stiamoincontatto, la prima puntata di Mantova: «Ripartiamo dai settori giovanili»

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Venerdì 3 aprile, mediante l’applicazione Zoom Meetings, sull’esempio di Bergamo e Brescia anche il Delegato di Mantova Giuseppe Saccani (nella foto) ha riunito le società virgiliane in videoconferenza per fare il punto della situazione. Le sorti dei campionati sospesi per la pandemia sono state il tema dominante di questa prima riunione virtuale.

Dopo i convenevoli iniziali, Saccani, moderando gli interventi, ha subito lasciato spazio all’introduzione dell’avvocato Paola Rasori, vicepresidente del Comitato Regionale Figc Lombardia: «Innanzitutto esprimo il mio personale cordoglio per questa tragedia che ha toccato tutti, sportivi e non. Parlare di calcio in una situazione così può essere difficile, ma questo momento di condivisione spero alleggerisca un poco dalla crisi che stiamo attraversando. L’impronta del Consiglio Direttivo è sempre stata volta al dialogo e al confronto con le società, a maggior ragione in un momento come questo. In questa fase non abbiamo grandi certezze su quello che potrà essere, ma attualmente l’ipotesi di chiusura anticipata dei campionati non è contemplata dalle norme federali. Non essendosi mai verificata una situazione del genere, questa ipotesi non è stata codificata, quindi non c’è nelle NOIF. Inoltre, se la cosa riguardasse solo la Lombardia, si potrebbe elaborare una proposta e condurla facilmente a termine nelle sedi opportune. Siccome sono coinvolte altre regioni, però, la decisione finale passerà per la sede centrale perché il provvedimento ovviamente dovrà essere unico, in modo da garantire uniformità per tutte le società di ogni regione».

Conclusa questa premessa d’obbligo, i club mediante i presidenti e i delegati hanno iniziato a dire la propria sulla conclusione anticipata. Marmirolo ed Asola per voce dei rispettivi presidenti (Roberto Ballottari e Massimo Tozzo) hanno fatto da apripista al coro di “stop immediato” giunto da ogni angolo della provincia. Mentre una voce fuori dal coro è parsa quella del Soave, per conto del portavoce Simone Castelletti: «Come società siamo favorevoli a finire i campionati anche a giugno e luglio, condizioni di salute permettendo». Fausto Cominotti, direttore generale della Governolese, così ha replicato: «Tutti i ragazzi sono fermi da più di 2 mesi, ciò a memoria storica non è mai successo. Questa non è come la pausa estiva, quando i ragazzi finita la stagione si tengono pronti psicologicamente e fisicamente facendo altri sport per arrivare al meglio alla preparazione di agosto. Qui lo stop è totale e la ripresa dopo due mesi per ultimare la stagione creerebbe non pochi problemi». Pertanto, dall’assemblea è emerso forte e compatto il fronte della “chiusura anticipata”, tenendo comunque conto dei due terzi di stagione disputati. Le garanzie dell’avv. Rasori («Il Comitato farà del suo meglio per accontentare tutti e per far sì che la stagione non sia vana») vanno in questa direzione.

Dopo le rassicurazioni in merito alla decisione definitiva sulle classifiche attuali, Daniele Trevenzoli, primo dirigente della Villimpentese, ha posto anche l’accento sulle inevitabili difficoltà economiche del prossimo anno. Gli ha fatto eco il collega Paolo Ferretti della NAC Curtatone, chiedendo maggiori aiuti per le società dilettantistiche. In tale ottica opportuno è stato l’intervento di Andrea Laudini, presidente del Castiglione: «Il modo di riprendere sarà fondamentale. Puntare sui settori giovanili è importantissimo, perché in questo momento rappresentano il futuro delle nostre società. Confido inoltre negli aiuti economici della federazione Lombardia, come ho già sentito altrove. Compito nostro è quello di essere morigerati con le prime squadre, dato il probabile ridimensionamento economico, e investire sui giovani. Non credo sia fattibile un tetto salariale, ma quantomeno deve esserci la massima condivisione sulla strada da percorrere. Abbiamo un ruolo sociale e dobbiamo anche aiutare le famiglie a mettersi alle spalle questa tragedia. Quel poco che avremo non dovrà essere sprecato nel modo sbagliato, continuando ad investire con miopia soltanto sulle prime squadre. Spero che anche le società professionistiche ci vengano incontro».

Fra le note a margine, quelle avanzate da Stefano Perini, presidente della Roverbellese, sull’organizzazione di eventuali corsi online per formare un più alto numero di allenatori, vista la necessaria qualifica dai Giovanissimi in su dal prossimo autunno. «C’è carenza di tecnici abilitati, magari sarebbe opportuno abbassare la soglia d’ingresso per permettere anche agli appassionati della varie società di accedervi» ha chiosato il presidente giallo-verde. Marco Grassini, preposto ai rapporti con il Settore Tecnico, ha però specificato che non ci saranno altri corsi online, ma solo quelli per completare le lezioni già in svolgimento, in linea con quanto indicato nelle sedute di Bergamo e Brescia.

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