mercoledì, 27 Maggio 2020

#stiamoincontatto: la prima storica videoconferenza della Delegazione di Lodi: ecco il resoconto

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«Ci siamo trovati impauriti e smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa». Citando l’omelia di Papa Francesco, Erminio Ampisio (nella foto), delegato provinciale di Lodi, ha introdotto la prima storica videoconferenza tra tutte le società dilettantistiche lodigiane. Sulla piattaforma Zoom Meetings, una convention gremita, con punte di 230 collegamenti, si è riunita per parlare della situazione attuale, cercando anche proposte concrete per la ripresa futura. In avvio di seduta, anche un sentito minuto di raccoglimento per le vittime del Covid, bagnato dalle lacrime di Giuseppe Baretti, presidente del Comitato Regionale Lombardia.

«In questo momento – ha proseguito Ampisio – credo sia ragionevole fermarsi definitivamente. La prossima stagione potrebbe essere molto difficile, anche se io non voglio crederci. Chiederemo con forza soluzioni per aiutarvi, soprattutto dall’alto. Sibilla ha commentato positivamente la proposta di 400 milioni di euro per lo sport di base e le associazioni dilettantistiche su tutto il territorio nazionale. Mi auguro che il ministro dello sport mantenga la promessa, mentre noi torneremo a giocare solo quando ci sarà la massima sicurezza». E’ seguita l’esortazione a compilare l’indagine sull’interruzione immediata della stagione e l’avviso, per martedì 14 aprile, del prosieguo online del corso-allenatori. Quindi il presidente Baretti ha spiegato le ragioni del sondaggio: «Qualcuno mi ha chiesto perché abbiamo fatto il sondaggio e se non potevamo decidere noi, ma qualunque decisione importante è presa consultando i club. Inoltre l’abbiamo chiesto per evitare iniziative di singole società, come in Piemonte e in Veneto con le petizioni pro sospensione. Con questo sondaggio siamo al 90% delle società favorevoli allo stop. Vorrà dire che qualunque decisione prenderanno a Roma, forti di questi numeri, saremo legittimati ad alzare anche la voce se necessario: questa la vera ragione del sondaggio. Il primo passaggio è la sospensione, il secondo sarà risolvere il problema delle classifiche. Sappiamo tutti che, qualsiasi decisione, scontenterà qualcuno. Ripartire sarà la parte più difficile, mancheranno le risorse e mi auguro davvero non spariscano il 30% delle società. Spero sia l’occasione per tornare a parlare di vero calcio dilettantistico, con sacrifici da parte di tutti». Salutate le autorità dell’Aia, del Coni e del Consiglio Regionale, la discussione è entrata nel vivo con tante domande dei presidenti e dei delegati, tutti concordi sulla criticità del momento. Mentre la questione economica è stata un problema largamente condiviso (taglio dei costi societari il rimedio più invocato), rispetto ad altre delegazioni un buon numero di convenuti si è augurato, via chat, la ripresa in tarda primavera.

Ha rotto il ghiaccio Salvatore Audino (La Locomotiva), chiedendo delucidazioni sulle linee guida da seguire per la programmazione sul medio e lungo periodo, seguito dal perentorio intervento di Claudio Lunghi del Fanfulla: «Per molto tempo avremo ancora morti e contagi. Bisogna seriamente decidere nel giro di poco la sospensione di tutti i campionati regionali e provinciali. Non ha senso tenere sulle spine per una cosa impossibile dal punto di vista sanitario. Chiudere e annullare l’annata per ripartire con i gironi e le squadre di quest’anno. La federazione deve chiarire entro maggio le nuove condizioni per fare calcio: iscrizione gratuita, quota tesseramenti dimezzata, affinché le società possano fare programmazione». Al primo intervento il presidente Baretti ha risposto rimandando alle disposizioni della federazione medico-sportiva. Al secondo augurandosi un pronto intervento da Roma sul da farsi. In merito a iscrizioni, tesseramenti e assicurazioni, invece, «Ci potrà pensare anche il Comitato Regionale autonomamente: allo studio ci sono già piani per agevolare le società con aiuti economici» ha rassicurato il presidente.

Giorgio Tagliabue, primo tifoso del Real Melegnano, si è chiesto in quanti riapriranno i battenti la stagione ventura, vista l’inevitabile crisi economica. «Concordo sul fatto di cancellare i campionati e riprendere l’anno prossimo senza promozioni né retrocessioni» la sua proposta. Dello stesso avviso il collega Alberto Boccaforno (Paullese), che ha aggiunto: «Magari la classifica attuale servirà per eventuali ripescaggi se delle società non dovessero iscriversi». Sul ridimensionamento economico invece: «Credo poco al ritorno del dilettantismo, i giocatori non ci stanno a giocare gratis. Però facendo fronte comune e seguendo una linea magari anche loro si convinceranno, ma servono fatti e non parole». Dall’alto della sua esperienza, Tino Cornaggia, anima e cuore del Sancolombano, ha provato ad essere ottimista: «Non credo alla scomparsa del 30% delle società, ci sarà un ridimensionamento ma alla fine prevarrà, soprattutto nei piccoli paesi, la volontà di tornare a partecipare». Sul discorso economico invece: «Ho detto a Baretti di prendere posizione. La Lombardia non può essere paragonata ad altre regioni, le nostre società aspettano risposte definitive. I tempi però vanno definiti e al di là degli aiuti diretti della federazione (quote d’iscrizione, costi assicurativi ecc.), spero soprattuto vengano tolti costi assurdi come quelli del tesseramento dei dirigenti del settore giovanile».

Nel corso della videoconferenza Baretti ha risposto anche alle due domande dell’allenatore Gabriele Bucchi della Nuova Zorlesco: «Non ci sono norme in merito all’interruzione immediata e, quando decideremo, speriamo di scontentare meno gente possibile. Una volta giunta la sospensione vedremo cosa fare sulle classifiche, noi accettiamo comunque proposte fattibili da parte di tutti». Sergio Pedrazzini, del Consiglio Regionale, così ha ulteriormente chiarito: «La decisione passerà necessariamente per un provvedimento nazionale, perché riguarda anche altre regioni. La stagione è interrotta nei fatti, si tratterà solo di formalizzare la cosa. Bisognerà invece trovare modalità per avere contributi, aiuti e agevolazioni. Faremo pressione verso le istituzioni e gli organi competenti».

Qualcuno, invece, non ha ritenuto drastico il problema economico. Barbieri, vice-presidente dell’Usom, ha provato a gettare ottimismo: «Chi ha voglia di fare, riuscirà a fare nonostante le difficoltà. Il presidente ci ha garantito aiuti, mi sembra esagerato continuare a cercare soldi». Invece, Antonio Tonali, numero uno del Valera Fratta, è stato tranchant sul discorso rimborsi: «Faremo capire ai giocatori il momento che stiamo attraversando e chi non lo capirà verrà allontanato. Anche se giocheremo con formazioni meno competitive non importa, l’importante è fare le squadre per far sì che le società ripartano». Ha chiuso poi con un monito: «Tutti i club dovranno accettare anche i verdetti imposti dal Crl». 

Chiudono la plenaria lodigiana le domande sul corso-allenatori del presidente Marco Andena (San Biagio) e del vicepresidente Riccardo Niglio (Red Bulls Codogno calcio a 5) circa la deroga sui tesseramenti. Sulla sentita questione-allenatori ha risposto Pedrazzini, augurandosi che in futuro anche il Settore Tecnico possa allestire corsi in modalità virtuale per la formazione degli allenatori. Al secondo sia Pedrazzini che Baretti hanno replicato positivamente, dicendo che non ci saranno problemi a richieste in tal senso. Pedrazzini ha anche precisato: «Ovviamente è un discorso collegato ad un eventuale allungamento della stagione e attualmente la cosa non sembra percorribile».

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