5 Agosto 2020 - 13:50:29

#stiamoincontatto Lodi, Campagnoli non ci sta: «Le polizze assicurative sono un furto»

Le più lette

Vincolo sportivo, il comunicato dei presidenti dell’Area Nord: «Contrari all’eliminazione»

«No all'abolizione del vincolo sportivo». Si chiude così il comunicato dei presidenti dei Comitati Regionali dell'Area Nord, riunitisi lunedì...

Promozione, La Spezia pronto! Il pres Siani: «Prima la salvezza, poi si vedrà»

Tempo di preparazione, tempo di programmazione. Fasi della stagione che accomunano tutte le compagini in gioco all’interno del campionato,...

Città di Varese Serie D, c’è la firma del varesino Donato Disabato. «Spero in una grande stagione personale e di squadra»

Terzo annuncio da parte del Città di Varese che, dopo Scampini e Lillo, ha ufficializzato il centrocampista classe 1990...

«Cercare di portarci via il campo sportivo in questo modo è come aderire ad un’asta immobiliare quando ancora all’interno ci sono gli inquilini, decisi a tenersi la casa con i denti». Ha usato questa metafora Genovese della Polisportiva Tavazzano per lanciare il suo disperato appello d’aiuto verso le autorità del Comitato, denunciando quei “gruppi di interesse” che, a suo dire, mirerebbero ad affidare l’impianto ad una società extra-comunale. Irrompe così, a piedi pari, la denuncia del Tavazzano a metà seduta telematica, angosciando un clima parso per lo più disteso fino a quel momento, nelle due ore e mezza di videoconferenza fra tutte le società lodigiane riunitesi in convegno per discutere sulla ripresa. Genovese prosegue cercando di evitare disperatamente quell’immunità di gregge che vedrebbe il Tavazzano nella parte sbagliata della percentuale (il 30% dei club dovrebbe sparire secondo le stime più fosche): «Scusatemi ma è l’ultima possibilità che avrò per farlo. Voglio fare una denuncia che va oltre lo spirito di questa riunione. Il Comune prende decisioni non favorendo lo sport a Tavazzano. Questo perché l’impianto in nostra gestione è stato messo per 3 volte a bando in 2 mesi e probabilmente favorirà qualche società con mire espansionistiche interessata all’affare, ma priva di quell’etica necessaria per aderire ad un bando di un territorio estraneo al proprio».

Prima dell’accorato j’accuse, le tematiche trattate nella riunione sono state ben esposte dalla trattazione ad ampio raggio sullo stato dell’arte da Sergio Pedrazzini, integrato efficacemente dai consiglieri Rasori e Silini. Riportati i temi trattati nell’ultimo Consiglio di Lega, riguardanti i verdetti sul finale di stagione, il passaggio ai regionali, l’utilizzo dei giovani, il protocollo sanitario e il sostegno alle società, si è passati alla data sul prossimo campionato e sul corso allenatori. Ma un profluvio di criticità si è andato via via stratificando intervento dopo intervento, a partire dall’esordio di Stefano Pinciroli (Oriese) contro la demeritocrazia promossa dal Comitato per evitare le retrocessioni, e finendo soprattuto sull’analisi del protocollo sanitario, parso impraticabile da quasi tutti i convenuti. Gianfranco Massari, tesoriere del Montanaso, ha mostrato più di una perplessità soprattutto per il prossimo campionato, augurandosi misure meno stringenti altrimenti “sarebbe meglio posporre l’inizio dell’attività”, trovando appoggio in Antonio Tonali (Valera Fratta). Giorgio Tagliabue del Real Melegnano ha invocato più certezze e unità d’intenti fra le società, per redigere un documento uniforme sul protocollo da adottare. Tino Cornaggia (Sancolombano) l’ha tacciato semplicemente come «insostenibile e inattuabile tranne per qualche eccezione», mentre Stella Randazzo dell’Athena (calcio femminile), nonché esperta di sicurezza, si è chiesta quante società avranno la possibilità di pagare professionisti per certificare gli standard di sicurezza richiesti. Spronando, fra l’altro, anche ad «una riflessione coloro che dicono di incentivare il calcio femminile». Viceversa Claudio Lunghi del Fanfulla l’ha definito «fondamentale ed importante per la prevenzione sanitaria». E mentre Natale Miragoli dello Zelo Buon Persico ha sostenuto che «il settore giovanile è abbandonato a se stesso, magari servirebbe più attenzione», la discussione è entrata nel vivo sulla materia economica. Salvatore Audino (La Locomotiva) ha chiesto di rateizzare le iscrizioni, oltre a dare un premio per le società che hanno promosso i giovani, augurandosi inoltre “costi zero” visto che «con il buco nelle casse da marzo a giugno tanti iscritti ci chiedono parte di rimborso». Cornaggia ha rincarato la dose: «Tutte le società che hanno fatto le iscrizioni e non hanno usufruito di un terzo dell’attività hanno il diritto di ricevere il dovuto entro giugno o data accettabile». Nel mezzo l’intervento fermo e perentorio di Giuseppe Campagnoli, presidente del Lodi Vecchio: «Se il campionato non partisse nemmeno ad ottobre ci sarebbe un’altra penalizzazione per le società». Ha proseguito il suo intervento definendo il corso allenatori una farsa: «Più di 1200 domande solo le prime 120 iscrizioni sono state accettate e prima di fare le regole sarebbe opportuno garantire a tutti di potersi iscrivere. Le polizze assicurative sono un furto nei confronti dei nostri associati». Infine il corso-allenatori, con Paolo Palleschi della Paullese che ha invocato il “buonsenso”: «Nonostante si incentivi la formazione non si riesce ad accedere e io ho 2 istruttori che cercano di entrare da 2 anni ma chissà dove sono in graduatoria». Ha colto la palla al balzo Giacomo Gori, istruttore di attività di base e networker della seguitissima pagina Facebook (5 mila followers) “La rete dei mister”, inerente la formazione degli allenatori. «Il tema dello Uefa C online è tutt’altro che passato inosservato e sul diritto alla formazione non devono esserci deroghe o fare condoni sportivi per poter accedere ad una passione. L’accesso dovrebbe essere garantito dall’istituzione facendo come in Piemonte in cui sono tutti ammessi senza graduatorie». Insomma continua a regnare incertezza, con le società spaventate dai costi del protocollo sanitario e dalle conseguenze civili e penali annesse allo stesso. In più le date del ritorno in campo non sono ancora certe (30 ottobre per ora il termine massimo con iscrizioni non prima del 23 luglio), con all’orizzonte lo spauracchio della seconda ondata pronta ad interrompere di nuovo tutto. Dunque si attende con ansia il bazooka economico della Lega Nazionale Dilettanti per rilanciare le ASD, quello stanziamento di 10 milione per i contributi alle iscrizioni e la valorizzazione dei giovani, burocrazia permettendo.


Sprint e Sport lo trovi in tutte le edicole di Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia il lunedì mattina e sullo store digitale. Abbiamo attivato la sezione PREMIUM, un servizio riservato agli abbonati.

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli