martedì 2 Giugno 2020 - 10:30:09

Il calcio dilettantistico di Bergamo si ritrova online: «Noi non ci arrendiamo, non vediamo l’ora di tornare a giocare»

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Dennis Carzaniga
Dennis Carzaniga
Caposervizio Redazione Lombardia

«Noi non ci arrendiamo, vogliamo tornare a giocare». Il calcio dilettantistico bergamasco non ha nessuna intenzione di mollare, e ha una voglia infinita di tornare alla normalità e di mettere alle spalle questo momento difficilissimo. Questo quanto emerso nella conference-call di mercoledì sera promossa dal Delegato Giovanni Capoferri: più di 100 persone collegate, Dario Silini in rappresentanza del CRL, diversi Delegati provinciali (tra i quali Dubini, Ampisio, De Carli e Pasquali), i vertici delle sezioni arbitrali (Paolo Donini per Bergamo, Enzo Paganelli per Treviglio e Nicola Locatelli per Lovere) e degli allenatori. Oltre ovviamente ad allenatori, dirigenti e presidenti di tutta la bergamasca, la zona che più di tutte in questo momento sta soffrendo in questa emergenza. L’incontro, che si è tenuto tramite l’applicazione Zoom sulla scia di quanto fatto da Alberto Pasquali e dalla Delegazione di Brescia, è servito per riunire per poco più di un’ora – anche se solo virtualmente – il calcio dilettantistico orobico ed è stato un (primo) momento di confronto e di ritrovo per parlare della situazione.

A fare gli onori di casa è ovviamente Giovanni Capoferri, che dopo il commovente “minuto di silenzio” per ricordare tutti quelli che ci hanno lasciato in queste ultime strazianti settimane, ha lasciato la parola a Dario Silini, che ha portato i saluti del presidente Giuseppe Baretti: «È un momento difficile, soprattutto per noi. È un momento che ci tocca, il CR Lombardia cercherà di fare la sua parte come ha fatto fin dall’inizio: ha cercato in tutti i modi di trovare conferme e interpretazioni sui decreti, e non è stato facile perché le risposte non arrivavano, per chi ci governa il calcio viene giustamente in un secondo momento adesso. Ringrazio le società per il senso di personalità dimostrato in questa situazione, anche con azioni di solidarietà. Dire ora cosa succederà è impossibile, sarebbero parole inutili. Se ci sarà spazio si riprenderà a giocare, ma con la tutela di tutti al primo posto. le Delegazioni e il Comitato Regionale rimarranno chiuse fino al 4 aprile, ma se qualcuno ha bisogno noi ci siamo».

La voglia di tornare a giocare è tanta, perché scendere in campo vorrebbe dire aver sconfitto il virus ed essere usciti dall’emergenza. La parte arbitrale è pronta, e in questo periodo di stop si è organizzata sul web: «C’è voglia di tornare alla normalità – le parole di Paolo Donini, Sezione di Bergamo – anche se non sarà così celere. Stiamo facendo lavorare i ragazzi con allenamento personale e con dei video-quiz per tenere allenata anche la mente, noi siamo pronti. Stiamo facendo riunioni online, purtroppo la situazione è questa. Noi siamo, ma non abbiamo sfera magica di quando si ricomincerà».

Bellissimo l’intervento di Massimo Ruggeri, rappresentante dell’AIAC di Bergamo, che usa anche qualche metafora calcistica: «Dobbiamo fare squadra ancora una volta e ancora di più, da allenatore e appassionato mi trovo a riflettere: solo 5 settimane fa il problema era la formazione da schierare nel fine settimana o quale impostazione dare alla partita, ci è cambiato il mondo sotto i piedi. È una prova forte e dura, ognuno di noi la vive sotto diverse dimensioni. Dello sport, che ci accomuna, del lavoro e degli affetti. Ora bisogna difendersi per restare in partita, poi ci sarà il momento di attaccare. Non vediamo l’uscita e abbiamo preso qualche gol, ma ne verremo fuori». Sulla stessa linea d’onda Leonardo Mazzoleni Bonaldi: «Le soluzioni non esistono, speriamo che questo momento finisca il più presto possibile perché tutti paghiamo pegno. Abbiamo perso tanti allenatori, anche nel resto d’Italia. Da sportivi dobbiamo sperare che tutto si normalizzi, magari si giocherà in estate perché no. Intanto posso annunciare per i corsi organizzeremo aule doppie per recuperare il tempo perso».

Dopo gli interventi istituzionali, ha ha preso la parola il presidente del Ponte sezione Calcio, Fabio Ratti: «Grazie per chi ha voluto ricompattare il mondo del calcio anche solo virtualmente: ci va bene e ci fa ben sperare. Abbiamo dovuto interrompere le attività, cosa che ovviamente non avremmo mai voluto fare ma era giusto così. Non sarà solamente il campo – quando ricominceremo – a darci l’input per dimenticare questo virus che ci sta condannando non solo perché ci fa perdere gli affetti ma anche perché ci darà una batosta economica rilevante, bisognerà ripartire tirandoci su le maniche e mettendoci tanta voglia di fare».

Insomma, il calcio dilettantistico bergamasco non ha nessuna voglia di arrendersi. E l’ennesima conferma arriva dall’ultimo, come sempre appassionato, intervento e cioè quello di un monumento come Vinicio Zanoli, che con la sua passione ridarebbe fiducia anche al più pessimista: «Non ne posso più. Il calcio mi manca, mi manca pestare l’erba. Forza Bergamo, “mola mia”!».

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