25 Gennaio 2021

#stiamoincontatto, la seconda puntata di Bergamo: «Azzerare i costi delle iscrizioni della prossima stagione»

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Dennis Carzaniga
Dennis Carzaniga
Caposervizio Redazione Lombardia

Mercoledì sera è andata “in onda”, con l’applicazione Zoom Meetings, la seconda videoconferenza delle società bergamasche che si sono ritrovate online per confrontarsi sulla difficile situazione che sta vivendo il calcio dilettantistico e non solo. Dopo il primo incontro, tenutosi settimana scorsa, sono ancora più di 100 (circa 150) i club che hanno partecipato all’iniziativa proposta dal Delegato di Bergamo, Giovanni Capoferri. Il tema principale della discussione è stato quello economico, con tanti presidenti che hanno lanciato l’allarme in vista della stagione 2020-2021 facendo una richiesta esplicita: «È necessario azzerare il costo delle iscrizioni ai campionati della prossima stagione».

A fare gli onori di casa come sempre è Giovanni Capoferri: «Rivolgo di nuovo un plauso e i ringraziamenti a tutti quelli che in questi 10 giorni hanno reso operativo l’ospedale da campo degli alpini nella zona della fiera che curerà tante persone. Grazie alle società, le trovo molto responsabili e attive, tengono vivo il rapporto con i tesserati e questo è un buon segnale. C’è voglia di fare e di riprendere il più presto possibile, nel rispetto delle regole: affrontiamo il futuro con più serenità». A seguire, il saluto del presidente del CR Lombardia Giuseppe Baretti.

La discussione entra subito nel vivo, con il presidente del Cavernago, Claudio Tuttavilla, che mette sul tavolo l’argomento di patentini degli allenatori per la prossima stagione: «Questa iniziativa delle videoconferenze ci aiuta a respirare l’aria di sport che ci manca tantissimo, e vi ringrazio perché ho preso spunto e utilizzato lo stesso metodo per fare il consiglio direttivo della mia società: abbiamo discusso di alcuni aspetti della società e condiviso pensieri che in questa fase ci mancavano. È stato bello rivedere i collaboratori, adesso guardiamo al futuro con uno spirito più positivo. Metto sul piatto il discorso dei patentini della prossima stagione visto che dovrebbe andare in vigore l’obbligatorietà, l’auspicio è che questo termine venga prorogato di un anno: siamo tutti in difficoltà ad approcciarci a nuove figure, i corsi sono fermi, e ritengo ci sia la necessità oggettiva di pensare a uno slittamento». Rispunta quindi l’idea dei corsi online, già affrontati nelle call-conference dei “cugini” di Brescia e rilanciata anche da Carlo Pelizzari della Fara Olivana. Questa la risposta di Marco Grassini del CRL: «Innanzitutto porto i saluti da parte delle società lecchesi, nella speranza che tutti possano tornare a una vita normale il più presto possibile. Paolo Piani dice che di proroghe non dovrebbero essercene ma possiamo andare avanti con le deroghe, in Lombardia le abbiamo sempre date e ne daremo finché non sistemeremo la situazione. Intanto posso dire che i corsi iniziati ma non conclusi verranno conclusi online, ovviamente solo per quanto riguarda la parte teorica».

Poi è entrato in scena uno dei punti più discussi di queste settimane, e cioè cosa fare dei campionati: di quello di quest’anno ma anche di quello dell’anno prossimo. Il Comitato Regionale sta facendo un (assurdo) sondaggio tra le società, chiedendo loro parere favorevole o contrario all’eventuale annullamento dei campionati. A tirare in ballo il tema è Franco Salvi: «Com’è la situazione per il 2020-2021? Qual è il pensiero della Federazione e di Roma?». Questa la risposta di Giuseppe Baretti: «Sei già avanti di un anno, dobbiamo prima pensare a come chiudere la stagione 2019-2020. Non è nelle mie facoltà annullare la stagione domani mattina, io posso esporre alla LND le desiderata delle mie società ed è per questo che abbiamo fatto il sondaggio. Se il 90% come sembra è per il “no” manderemo una lettera a Sibilia dicendo che questa è la nostra decisione. La prossima stagione? Sarà dura perché mancheranno sponsor e introiti, bisognerà ripartire ridimensionandosi. Per quanto ci compete raccoglieremo le iscrizioni e come minimo 1/3 del costo verrà tolto, quello non giocato quest’anno per intenderci. Idem per le assicurazioni. Per le altre cose dobbiamo aspettare, Spadafora ha detto che avrebbe tenuto conto del dilettantismo: vediamo cosa ci daranno da Roma».

Dopodiché il discorso si è spostato interamente sul fattore economico. A partire da Vinicio Zanoli, segretario del Lallio: «C’è grande preoccupazione da parte delle piccole società come la nostra: il costo delle iscrizioni ai campionati della prossima stagione vanno azzerati». Sulla stessa scia Omar Valenti dell’Agnelli Olimpia: «La cosa più importante adesso è spingere sul fatto che Lombardia non paghi le iscrizioni l’anno prossimo. Le società hanno dei costi che vengono coperti con le iscrizioni, ma io l’anno prossimo non me la sento di chiedere la stessa cifra alle famiglie: noi, prima che succedesse tutto questo, avevamo in programma di aumentare la quota, ma ora al contrario bisognerà pensare di diminuirla per andare incontro alle famiglie che dopo una situazione del genere magari non potranno permettersi spese che influenzino il proprio bilancio. Il rischio è il calcio venga visto come una spesa che potrebbero evitare, con il rischio di perdere qualche ragazzo».

Quante società resisteranno a questa crisi? E quante spariranno? Lo studio della LND, che abbiamo spiegato su Sprint e Sport di questa settimana, ha prodotto uno sconfortante 30% come numero di club che potrebbero non ripartire: «Con questa percentuale – commenta Baretti – significherebbe per la Lombardia perderne circa 400, sarebbe drammatico. In questo senso mi ha rincuorato il discorso delle società bresciane, che hanno parlato di “anno zero” e di riduzione dei costi. Magari è la volta buona per tornare al calcio del divertimento».

A chiudere la serata è il presidente del Ponte Sezione Calcio, Fabio Ratti: «Sono contento di non essere nelle vesti di Baretti, dovrà prendere decisioni anche impopolari ma sono sicuro che verranno affrontate per il bene delle società: i nostri dirigenti federali conoscono benissimo i nostri problemi. Il prossimo anno sarà quello della ripartenza: gli sponsor sarà difficile reperirli, i comuni sono in difficoltà e non ci daranno niente quindi dovremo arrangiarci e darci da fare per far giocare i ragazzi. Se le esigenze dei giocatori saranno ancora esasperate come adesso, sarà bene che questi giocatori smettano di giocare a calcio. Non solo le società ma anche i giocatori dovranno ridimensionarsi».

Sforata l’ora e mezza di videoconferenza, si è deciso di rinviare a settimana prossima la parte “regolamentare” che era stata prevista con Paolo Donini, presidente della Sezione di Bergamo, che avrebbe dovuto illustrare la regola numero 12 attraverso dei video illustrativi. Infine, la proposta lanciata da Capoferri di destinare alla beneficienza le quote già versate relative al Torneo Ruggeri chiedendo alle società di dare il proprio assenso.

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