26 Novembre 2020 - 20:05:24

Mozzo Under 16, Alberto Capoferri: «L’aspetto mentale gioca tanto in una squadra»

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Alberto Capoferri inizia la sua avventura da tecnico alla Polisportiva Berbenno, con i gialloblù passa i primi due anni della sua carriera prima di approdare in casa San Pellegrino, società che lo forma e lo fa crescere su molti aspetti. Dopo varie panchine a San Giovanni Bianco e il ritorno a San Pellegrino, nell’estate 2020 passa al Mozzo dove gli vengono assegnati i classe 2005.
Come tanti tuoi colleghi anche tu hai un passato da calciatore, ma come ti è nata questa voglia di allenare?
«Ho giocato a calcio sin da bambino facendo tutte le giovanili arrivando fino alla Seconda categoria, la passione per tutto il mondo del calcio c’è sempre stata, la spinta finale però mi è stata data da un mio caro amico che mi ha convinto a scegliere questa strada».
Quest’anno sei arrivato a Mozzo, come valuti il primo impatto con la società?
«Io arrivo da una realtà come il San Pellegrino che è un esempio su molti aspetti è una società con una grande competenza, non solo calcistica, che è capace di formarti in tutto e per tutto. Arrivando a Mozzo devo dire di aver trovato una società molto simile, con tanta voglia di crescere e con obbiettivi ben precisi e questo non è da tutti».
A livello tecnico che calcio insegni ai tuoi ragazzi?
«Io parto con l’idea che secondo me la base del calcio è saper dare del tu al pallone, i moduli a parere mio lasciano il tempo che trovano perché variano a seconda delle caratteristiche di ogni giocatore che ti trovi difronte.Una cosa che non farò mai è imporre il mio credo ai ragazzi, nella mia filosofia di gioco oltre all’aspetto fisico e tecnico conta tanto l’aspetto mentale.»
Hai quindi un mentore a cui ti ispiri o cerchi di apprendere da più tecnici possibili?
«Devo ammettere che mi sono ispirato molto a Johan Cruijff, la sua mentalità di non accontentarsi mai anche quando il risultato sembra acquisito mi ha sempre affascinato, certamente ci sono tanti altri tecnici che mi piacciono e che osservo molto uno su tutti è De Zerbi che a mio vedere sta proponendo veramente un bel gioco».
Con la squadra non hai avuto molto tempo per lavorare ma secondo te ci sono potenzialità interessanti?
«Il tempo che abbiamo avuto per stare insieme non è stato tantissimo però qualcosa di interessante l’ho vista, non solo a livello tecnico ma anche a livello di leadership ci sono dei ragazzi interessanti ora sta a noi cercare di gestirli e farli crescere al meglio».
Per cercare di mantenere i muscoli allenati come vi siete organizzati?
«Visto che vorrei che tutto l’allenamento che abbiamo fatto per prepararci non sia butta via inutilmente ho fornito a tutti i ragazzi un file di solo allenamento con la palla per non perdere e mantenere allenata la tecnica di base.Ho inoltre consigliato a tutti loro, tempo permettendo, di correre e tenere anche la parte atletica allenata così da non partire proprio da zero».
Al tuo fianco ad aiutarti hai due allenatori Mosè Mazzoleni e Stefano Limonta, com’è il rapporto tra di voi?
«Il rapporto che abbiamo direi che è ottimo, mi danno una grandissima mano non solo per quanto riguarda solo la gestione dei ragazzi e la parte tecnica, ci aiutiamo a vicenda come una grande squadra e tra di noi c’è un grande rapporto che ci permette di lavorare bene e serenamente».

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