18 Giugno 2021

Kevin Caiazza, classe 2001 dell’Asperiam, è rientrato dopo un brutto infortunio: subito doppietta

Le più lette

La Torre Under 19: nuovo tecnico per la panchina dei rossoblù, dalla Zognese ecco l’esperienza di Nicola Rota

Novità importante per la prossima panchina del La Torre Under 19: dalla Zognese infatti arriva Nicola Rota, 44 anni,...

Fanfulla-Crema Serie D: Pascali nel recupero e Spaneshi nei supplementari mandano il Guerriero in finale

Lo aveva detto Andrea Ciceri, alla vigilia. Chiaro e tondo. Fosse stato per lui, il Crema avrebbe fatto volentieri...

La Spezia-Città di Sangiuliano Esordienti B: Raina apre, Barkam e Agnoli firmano la rimonta

In una cornice da piena stagione estiva, La Spezia e Città di Sangiuliano hanno dato vita ad una partita...

Subire un infortunio al ginocchio e restare fuori per parecchio tempo non è mai facile per un calciatore, ma è ancora più difficile ripartire dopo due infortuni allo stesso ginocchio e dover posticipare ulteriormente il ritorno in campo. Kevin Caiazza, giocatore dell’Asperiam classe 2001, racconta le fasi del suo travagliato percorso dopo i due stop forzati prima di ricominciare a giocare e segnare anche uno dei due gol contro la Cividatese l’8 febbraio. Quando è cominciato il tuo calvario? È successo durante l’allenamento o in partita? «La prima volta è successo durante un allenamento quando giocavo ancora nella Virtus Bergamo (oggi Virtus Ciserano Bergamo ndr): nel fare un passaggio mi si è fermata la gamba e ho sentito il ginocchio girarsi. Due giorni dopo sono andato a farlo controllare e ho scoperto che il crociato era rotto». Che cos’hai provato quando ti è stato detto che saresti dovuto rimanere fermo per un po’? E per quanto tempo sei rimasto fermo? «Sono stato fermo sei mesi; all’inizio non ero così abbattuto perché sapevo che avrei ricominciato a fare calcio, così come la seconda volta in cui mi sono infortunato, quindi non mi è mai pesato tanto anche perché c’era sempre qualcosa da fare, come gli esercizi per recuperare, e dopo quattro mesi ho iniziato nuovamente ad allenarmi e a correre in campo». Raccontaci del tuo percorso riabilitativo… «Per quanto riguarda la riabilitazione sono andato a Bergamo quasi tutti i giorni, tre, quattro giorni a settimana, per due ore di ginnastica al giorno. Mi ha seguito un fisioterapista molto bravo che mi faceva fare tutti gli esercizi specifici e in più facevo anche un po’ di palestra. Andando a scuola al Belotti andavo a fare fisioterapia direttamente dopo le lezioni e da lì poi tornavo a casa a Spirano con il pullman». La sfortuna però si è accanita ancora su di te e a metà novembre hai rotto il menisco. Tante persone avrebbero gettato la spugna, tu invece come hai reagito? «Sì anch’io inizialmente avevo pensato di smettere essendo la seconda volta che mi facevo male, poi mi sono detto: “Ho ancora 19 anni”, quindi non è che non potessi fare più niente e così ho deciso di rioperarmi e di continuare a giocare. L’intervento che ho fatto a dicembre non è stato come il primo, è stato meno sofferente e non mi ha rubato tanto tempo perché sono rimasto fuori un mese e mezzo e poi sono tornato». Il secondo infortunio è avvenuto sempre in allenamento o in partita? «È avvenuto in partita, giocavamo contro l’Urgnanese. Stavo andando a riprendere la palla e nel rigirarmi la gamba è rimasta bloccata nel terreno. Mi si è rotto il menisco camminando». Il tuo debutto in campo l’8 febbraio è stato anche condito da un gol. Cos’hai sentito dentro di te? «Ero felice soprattutto per essere tornato a giocare, poi l’aver segnato è stata una cosa in più. Inoltre ero contento anche perché in questa fase tutti dobbiamo dare il massimo per poter vincere». Recentemente anche Pavoletti si è infortunato al ginocchio, così come altri prima di lui. Cosa ti senti di dire alle persone che come te hanno subìto lo stesso tipo di ricaduta? Qual è il tuo consiglio? «Il mio consiglio è di non mollare, perché dopo tanta sofferenza si può ritornare a fare quello che si sa far meglio e che ci piace. Bisogna soffrire, se così si può dire, soltanto per i mesi della riabilitazione, poi però quando si torna a giocare è come se tutto fosse come prima, io la vivo come se non mi fosse mai successo niente e senza nessuna paura».


Sprint e Sport lo trovi in tutte le edicole di Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia il lunedì mattina e sullo store digitale. Abbiamo attivato la sezione PREMIUM, un servizio riservato agli abbonati. Vivi Sprint e Sport al 100%, scarica l’applicazione e scopri tutte le sue funzioni.

L’APP PER ANDROID

L’APP PER IPHONE


Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli