5 Agosto 2020 - 12:43:24

Sirmione Calcio Rovizza: varato il protocollo anti-contagio, la prima società bresciana a scendere in campo senza mascherina

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L’arrivo alla spicciolata dopo aver superato una severa serie di controlli, il pallone sottobraccio personalizzato, quindi la corsa liberatoria verso la postazione predefinita una volta calata la mascherina e varcata la soglia del campo; comincia così il meticoloso protocollo-allenamenti del Sirmione Calcio Rovizza per Pulcini ed Esordienti. E mentre tante società rinunciavano all’organizzazione di camp estivi e allenamenti per l’impossibilità di adeguarsi alle normative, la società gardesana non ha perso tempo ed è stata la prima a varare misure anti-contagio per i propri tesserati. Tutte le attività del club erano bloccate dall’inizio dell’emergenza, ma a metà maggio, su richiesta di tante famiglie, con i bambini già in giro con gli amici nei parchi, lo staff ha cercato un modo per riportare i ragazzi in campo, in totale sicurezza. Tanti di loro, infatti, non avevano participato ai contest a distanza organizzati durante la quarantena per la mancanza di spazi. Così, la macchina organizzativa è partita dopo il 16 maggio, quando è uscito il protocollo sulle linee guida per gli sport di squadra. Progettati i campi, la proposta è stata presentata al comune il 20 maggio, in attesa delle direttive della Figc. No tranquilli, a Sirmione non ci saranno telefonate anonime ai carabinieri come quelle avvenute a Borgaro (Torino), dove 22 ragazzini sono stati multati per l’assembramento creato da una partitella clandestina. Questo perché il protocollo studiato nei minimi dettagli dallo staff del Rovizza azzera, di fatto, i rischi di affollamento e contatto. Nel rispetto delle linee guida generali che richiedevano ampi spazi, entrate ed uscite differenziate, un numero minimo di personale e una costante sanificazione, ecco varato il protocollo del Rovizza, pienamente allineato a quello federale uscito in seguito. Ma come funziona il protocollo di sicurezza? Ogni passaggio è meticolosamente calcolato. Per prima cosa la presenza all’allenamento si prenota tassativamente via whatsapp, per dar modo allo staff di organizzare i gruppi di lavoro. Serve difatti un allenatore ogni 7 unità (per i Pulcini), uno ogni 10 (dagli Esordienti in su). Arrivati individualmente  al rinomato centro sportivo Villaggio dei Fiori, situato tra le villette e i residence immersi nei vigneti di Lugana, si effettua all’ingresso il triage: prova della temperatura, consegna dell’autocertificazione Covid e della visita medica (per queste categorie basta un certificato di buona salute del pediatra). Superati i controlli, si arriva a bordo campo dopo un percorso prestabilito, dove si viene smistati nella propria zona dagli allenatori. Per ovviare alle eccessive sanificazioni, il pallone numerato viene gentilmente concesso dalla società, che lo lascia portare a casa a fine seduta per tutto l’arco dell’iniziativa, in una sorta di “comodato d’uso gratuito”. Finita la seduta, si esce da un punto diverso rispetto all’entrata, dove sono presenti dispenser e disinfettanti. Le docce, benché non vietate ma solo sconsigliate, nel protocollo attuale del Rovizza non sono previste.

I controlli triage all’ingresso del centro sportivo per l’accesso in sicurezza degli atleti

Circa l’aspetto meramente tecnico, gli organizzatori hanno preso spunto dall’Inghilterra. Le misure adottate oltremanica consentivano fin da subito allenamenti in coppia con passaggi di palla: questo perché tanti bambini non avevano fratelli con cui giocare durante il lockdown e l’introduzione di questa possibilità ha assunto “una valenza sociale”, ci spiegano. Prima dell’allenamento verranno stabiliti esercizi specifici in determinate postazioni e i gruppi gireranno di volta in volta nelle varie stazioni accompagnati sempre dallo stesso allenatore, come prevedono le norme. Il materiale usato è fortemente contenuto per economizzare le sanificazioni, tant’è che al posto di cinesini, coni e paletti si preferiscono segni di gesso sul campo come riferimenti. Le coppie di atleti lavoreranno in 24 campetti 6×8 metri delimitati da linee di gesso, pronti per trasformarsi in magnifici campi di calcio-tennis al bisogno. Questa metodologia sarà adottata presto anche per Juniores e Allievi e le altre compagini del settore giovanile. Previo posti disponibili, potranno partecipare anche giocatori di altre società esibendo semplicemente il nulla osta del club d’appartenenza. Il Sirmione Calcio Rovizza, a differenza di altre società, lavora con i bambini 12 mesi l’anno, perché da ormai un decennio organizza camp estivi e grest per tutta l’estate fino a settembre. Dopo il camp, ci dovrebbe essere infatti la collaborazione col Milan, mentre l’anno passato c’era stata quella col Chievo. Camillo Visioli (nella foto), referente del progetto, l’ha presa con autoironia quando qualcuno l’ha definito scherzosamente Covid manager. In questi termini ha spiegato l’idea: «Volevamo offrire questo servizio alle famiglie e dare un segnale di ripresa ed entusiasmo ai ragazzi, ormai chiusi in casa da 3 mesi. Inoltre volevamo vedere quanto fattibile fosse allenarsi con queste disposizioni sanitarie. Pertanto abbiamo deciso di testare in queste due settimane di pre-camp il nostro protocollo d’allenamento, per essere pronti il 29 giugno con il camp estivo una volta ottenuto il via libera dall’ATS (Agenzia di Tutela della Salute)». Visioli ha proseguito spiegando le peculiarità del progetto: «Abbiamo gli spazi, gli istruttori e le persone per fare queste attività, per cui nelle prossime 2 settimane faremo gli allenamenti tutte le mattine dalle 8 alle 13. Ora ovviamente siamo vincolati sulla scelta delle esercitazioni, ma speriamo arrivino prossimamente anche le disposizioni per poter fare gli uno-contro-uno e la partita. Per ora possiamo fare attività a coppie e i tiri in porta a distanza col portiere per una seduta di circa un’ora». Certo è un allenamento particolare, con ancora forti limitazione rispetto alla consuetudine, ma è pur sempre un inizio. Se durante la quarantena, nelle videoconferenze, qualcuno temeva il pericolo di abbandono della disciplina da parte di tanti ragazzi impossibilitati a praticare, questa del Sirmione Calcio Rovizza risulta un primo, efficace rimedio al problema. I ragazzi infatti hanno risposto con entusiasmo e il responsabile non ha nascosto la propria soddisfazione: «Abbiamo fatto in poco tempo una cosa interessante e il 90-95% delle adesioni rende l’idea della voglia di calcio in sicurezza che avevano i nostri tesserati. Eravamo pronti già dal 2 giugno, ma siamo andati cauti su consiglio del comune». I numeri e la bontà della proposta speriamo “contagino” presto anche altre realtà sportive della provincia.

I campetti predisposti dal protocollo d’allenamento del Rovizza

Ragazzi del Rovizza durante un’esercitazione


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