7 Agosto 2020 - 21:12:59

Alto Sebino Under 14, Alessandro Petenzi racconta la sua squadra: «Sono fortunato, non si sono mai tirati indietro»

Le più lette

Terza Categoria Monza, la Nuova Frontiera si presenta sperando nel ripescaggio

Sarà un'altra stagione in Terza categoria o ci sarà il premio del ripescaggio in Seconda per la Nuova Frontiera?...

Federico Albisetti, dalla cantera dell’Alpignano all’Under 18 del Torino

Non c'è ancora la firma, ma è solo una questione di giorni, a settembre Federico Albisetti sarà un giocatore...

Elezioni Federcalcio, schiaffo (politico) di Gabriele Gravina a Cosimo Sibilia

La Lega Nazionale Dilettanti stava cercando con un blitz di organizzare tutte le assemblee elettive regionali il 15 settembre...

Alessandro Petenzi è giovanissimo, ma ha già un curriculum di tutto rispetto: dopo aver fatto esperienza come vice allenatore nell’Albinoleffe, da due anni segue i ragazzi dell’Alto Sebino con grande passione e determinazione, mettendosi in gioco e cercando di fare della squadra un gruppo unito e compatto. Nel corso del girone d’andata, la squadra ha fatto un ottimo percorso, terminando le gare nelle primissime posizioni. Nel girone di ritorno, invece, e come è normale che sia, sta incontrando diverse difficoltà, dovute al cambio di passo e ai diversi infortuni e assenze che nel corso delle gare hanno compromesso l’andamento della squadra. Attualmente in nona posizione, il tecnico non si scoraggia e pensa al futuro del campionato con consapevolezza e senza paura del risultato.

Come sta procedendo questo periodo di stop?
«Così e così. Sono una persona che vive di calcio e mi piace quello che faccio, quindi, nonostante sia importante fermarsi per preservare la salute, ci soffro. Anche i ragazzi ne soffrono soprattutto perché arriva in un momento della stagione in cui si stavano raccogliendo i frutti del lavoro fatto fino ad oggi e ne risentono. In un periodo, tra l’altro, in cui sei consapevole di essere impegnato tra scuola e calcio e improvvisamente ti ritrovi a non fare niente, ne soffri, soprattutto a quella età».

Come stava andando il campionato?
«Anche rispetto alla prima fase autunnale, ci siamo ritrovati in un campionato più impegnativo con squadre di buon livello dal punto di vista fisico, tecnico e tattico. Non siamo partiti benissimo per tanti motivi, soprattutto per colpa di infortuni ed influenze. Stavamo forse iniziando a carburare nel momento dello stop però abbiamo sempre cercato di portare avanti le nostre idee e il nostro modo di giocare».

Che gruppo è il tuo?
«Il fatto di avere poca età di differenza da loro – appena dieci – aiuta a legare e a capire certe situazioni che affrontano quotidianamente. Ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo che non si è mai tirato indietro e lavora sodo, un gruppo che dà il massimo e non ha mai mollato».

Senza togliere nulla alla squadra, te la senti di citare il nome di qualche ragazzo che si è fatto notare ultimamente?
«Non è da me. Penso che i risultati siano il frutto, aldilà dei singoli, di un lavoro collettivo. Tutti hanno sempre dato il massimo e se chiamati in causa hanno sempre cercato di fare del loro meglio e faccio fatica a togliere qualcuno. Ho diversi giocatori validi, che in una società medio-piccola come la nostra sono difficili da trovare, ma comunque è stato tutto frutto di un lavoro di gruppo».

Avete fatto qualche acquisto a gennaio?
«No, anche se ne avremmo avuto bisogno perché giocare un’intera stagione con diciotto ragazzi non è semplice. Però purtroppo viviamo in una zona dove si sente l’influenza di società più grandi della nostra e quindi non è sempre facile trovare organico. C’è parecchia concorrenza».

Quali reparti ti sarebbe piaciuto coprire con degli eventuali acquisti?
«Un paio di giocatori per reparto non sarebbero guastati perché tranne per i portieri – ne ho già due e sono molto validi – il resto della squadra avrebbe bisogno di un sostegno in più».

Con che modulo giochi di solito?
«Di solito varia a seconda della squadra che incontriamo e in base alla partita che andiamo a giocare».

Quali sono le squadre che trovi più insidiose in questo girone di ritorno?
«CazzagoBornato e Cellatica, anche perché sono società blasonate, sono squadre forti. Di quelle che abbiamo incontrato finora mi ha stupito il Real Mairano perché nonostante la sconfitta per 3-1, i due rigori sbagliati e le tante occasioni sprecate che hanno sicuramente influenzato il risultato, è una squadra buona, con delle buone individualità sia dal punto di vista fisico, che tattico».

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli