12 Giugno 2021

Cellatica Under 14, la voglia di ricominciare del capitano Nicolò Fusari

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A guidare il Cellatica Under 14, è il giovanissimo capitano Nicolò Fusari. Classe 2006, il giocatore è sui campi da quando aveva soli 5 anni, quasi come se con il pallone tra i piedi ci fosse nato. Tuttavia, da solo 2 anni è in questa società. Tutti gli anni precedenti, infatti, li ha passati nel Concesio Calcio. Proprio parlando della sua carriera, Nicolò racconta: «Gioco a calcio da quando ho 5 anni, la mia prima squadra è stata il Concesio Calcio ed ora sono nel Cellatica da 2 anni. Mi trovo benissimo in questa squadra, soprattutto perché oltre ad essere compagni siamo un gruppo di amici. Per quanto riguarda la società non posso che parlarne bene perché si è dimostrata molto attenta nei miei confronti e molto vicina a noi ragazzi». Solo parole positive, quindi, su ambiente, società e compagni. Il giocatore occupa la porzione centrale del campo, e del suo ruolo dice: «Io gioco da centrocampista basso ed è un ruolo che mi piace moltissimo e penso che sia il ruolo più adatto alle mie caratteristiche. La cosa che mi piace di più è che posso dettare il ritmo di gioco alla squadra».

Nicolò Fusari
Il giovane Nicolò Fusari in campo

Oltre ad essere un centrocampista, Nicolò è il capitano della squadra. A proposito di questo grande ruolo, racconta: «Sono davvero molto fiero di essere il capitano della mia squadra, mi rende molto orgoglioso e non lo sento come un peso: sento che il mio dovere è quello di dover esser il primo a dare l’esempio ai compagni sia in partita che soprattutto in allenamento». Con le idee ben chiare su tutto, il giovane Nicolò è anche ben conscio dei suoi limiti e dei suoi punti di forza, infatti racconta: «Il mio punto di forza è la voglia di avere il pallone tra i piedi e la buona visione di gioco, mentre per quanto riguarda l’aspetto fisico, siccome sono ancora in crescita, spero di avere un bel margine di miglioramento! Sicuramente devo ancora molto migliorare sotto tutti gli aspetti: tecnico, tattico e fisico. Non vedo l’ora che mi permettano di farlo». Interista affiatato, l’idolo del ragazzo è però una delle tante stelle che illuminano il calcio mondiale: Lionel Messi. «Sono un tifoso dell’Inter – ha infatti spiegato Nicolò- ma il mio idolo gioca nel Barcellona e come potete immaginare è Lionel Messi. Lo ammiro perché è indubbiamente il migliore e spero di vederlo prima o poi in nero-azzurro!». Ogni calciatore porta dentro di sé il ricordo di tante partite, ma solo una è quella più importante. E per Nicolò: «Sono tante le partite che ho nel cuore ma forse quella che ricordo con più affetto è il mio esordio in un campionato ufficiale: avevo otto anni ed è stato il derby Concesio-Sant’Andrea. Giocavo come punta con la maglia numero 10 come il mio idolo ed ho segnato una tripletta». Durante questa stagione sportiva, il Cellatica Under 14 ha potuto giocare solo una partita. Nicolò la ricorda così: «L’unica partita che abbiamo giocato è stata contro il Breno ed abbiamo vinto 5 a 1, sono stato molto contento per il risultato, ma ho potuto giocare solo un tempo per un risentimento muscolare, nonostante ciò sono stato soddisfatto dalla mia prestazione». Ricordare fa sempre bene, soprattutto in tempi di carestia come quelli che stiamo vivendo. Parlando proprio di questo periodo, Nicolò si apre e spiega: «Sto vivendo malissimo la lontananza dal campo e dalla mia squadra, perché non poter giocare a calcio, che è la cosa che in assoluto amo di più, mi sta mancando troppo. Devo ringraziare il nostro allenatore che ha organizzato diversi incontri su Meet per cercare di tenerci uniti e di farci pesare il meno possibile la lontananza. Ogni giorno mi sveglio sperando di poter tornare a giocare a calcio, fare finalmente una partita, uscire in libertà con i mie amici ed andare a scuola, tutto quello che fino ad un anno fa era normale per me». Ma con uno sguardo più speranzoso verso il futuro, Nicolò conclude: «Il mio sogno nel cassetto è quello di tutti i ragazzi che giocano a calcio, diventare un calciatore professionista ma so che è quasi impossibile, per questo so che dovrò impegnarmi nello studio e magari, chissà, potrò diventare un giornalista sportivo».


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