7 Agosto 2020 - 20:37:48

San Bartolomeo Under 14, Omar Gatta racconta la sua squadra

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Tra le squadre del girone B di Eccellenza degli Under 14 di Brescia, troviamo il San Bartolomeo, che in questi mesi è stato messo alla prova sia dal punto di vista fisico, sia a causa della forza delle avversarie. Se all’andata, infatti, i ragazzi di Omar Gatta hanno conquistato una buona posizione (sono arrivati settimi) e sono entrati di diritto in uno dei due gironi di Eccellenza, nel ritorno hanno dovuto scontrarsi con squadre del calibro dell’Orceana e Sporting Desenzano. Gatta ci racconta di come sta andando la quarantena e di come la sua squadra ha affrontato il campionato fino allo stop avvenuto a febbraio.

Come sta andando la quarantena? Senti i tuoi ragazzi?
«È una brutta situazione, di quelle che ti cambiano la vita. I ragazzi li sento quotidianamente: ci scambiamo i saluti e opinioni anche su ciò che accade loro nel quotidiano. Alcuni mi hanno anche inviato le foto delle torte e dei preparativi per la festa del papà e, in generale, mi mandano tanti video che li riguardano, come mentre palleggiano, etc… Insomma sono molto attivi. Poi c’è anche chi mi scrive e mi chiede quando ricominceremo ad allenarci e a giocare: hanno tantissima voglia di tornare in campo».

Fate qualche sessione di allenamento insieme?
«Lascio degli allenamenti da fare a casa: atletica, esercizi con la palla, esercizi per il palleggio e poi un esercizio a loro scelta. Chiedo anche di seguire delle partite di loro coetanei su Youtube per esercitare la loro capacità di osservazione e di tattica. Stanno rispondendo bene e molti si stanno impegnando e stanno partecipando in maniera attiva».

Parliamo un po’ del campionato… Come stava andando?
«Noi eravamo consapevoli delle difficoltà che avremmo potuto incontrare sia dal punto di vista organizzativo, che tecnico-tattico della squadra: provenivamo dagli Esordienti, che ha delle caratteristiche completamente diverse dal calcio a undici, ma nonostante ciò, nel campionato invernale, abbiamo avuto delle soddisfazioni e siamo arrivati a metà classifica. Il girone primaverile, invece, ha portato delle difficoltà: siamo approdati nel girone di Eccellenza, dove ci sono squadre molto più forti di noi e l’impatto non è stato dei migliori. Spero che, quando riprenderemo, avremo soddisfazioni maggiori».

L’aver giocato, anche se per breve tempo, in un girone con squadre più forti vi avrà fatto sicuramente crescere.
«Sì, assolutamente, soprattutto a centrocampo. Poi si è venuto a creare un forte feeling tra Matteo Zubani e Jacopo Lucini, ho visto un grande miglioramento in Jacopo Salvadori, che gioca sulla fascia e che, secondo me, in quel mese e mezzo ha dato il meglio di sé. Nel reparto difensivo non abbiamo mai avuto grossi problemi però l’assenza per infortunio di Domenico Martorelli ha portato ad una crescita di Alessandro Nobili. Su Diego Valetti e Lorenzo Garofalo, i due portieri, poi, non ho niente da dire, sono sempre stati bravi.

Quale è stata la partita più bella, quella che rigiocheresti?
«Ripeterei il match tra San Bartolomeo e Sporting Desenzano: è finita 0-0, ma ti posso garantire che non avremmo rubato niente se avessimo vinto. Notarianni si è mangiato un gol, uscito per pochi millimetri, e siamo stati molto spesso in attacco. Inoltre, quel giorno ho visto la mia squadra davvero unita. Del girone d’andata, mi è piaciuta molto la gara contro la Valsabbia: la ripeterei perché è stata una partita davvero equilibrata».

Quali sono le squadre che consideri più insidiose?
«Lo Sporting Desenzano perché è una squadra completa: ha dei giocatori bilanciati in ogni reparto, non si nota alcuna differenza tra i ragazzi. L’allenatore li ha educati ad un gioco che li porta ad avere vantaggi in ogni parte del campo. Un’altra squadra che merita tanto è il Lumezzane, un’altra squadra molto organizzata. La differenza tra le due è il fisico: nello Sporting si notano delle personalità molto fisiche in ogni reparto mentre nel Lumezzane non è così ed è un problema che abbiamo anche noi perché, a parte qualche elemento, sono tutti fisicamente molto piccoli e questo comporta delle difficoltà».

Che tipo di gruppo è il tuo?
«Ho preso in mano una squadra costituita da due gruppi che provenivano da due situazioni diverse: uno era il San Bartolomeo, l’altro gruppo aveva fatto la stagione precedente da un’altra parte. Si sono trovati subito molto bene tra di loro e si sono amalgamati in un modo molto profondo, tanto che anche fuori dal campo ci ritroviamo tutti insieme per mangiare la pizza o vedere un film. Insieme a Oreste Milano e Luciano Maglio, i miei assistenti, siamo riusciti a creare un gruppo ben compatto, con ragazzi educati, che si aiutano tra di loro».

Secondo te quando si tornerà a giocare?
«Secondo me si tornerà a giocare a settembre. E sarebbe anche la cosa più ragionevole da fare: supponiamo che si tornasse a giocare adesso, quale sarebbe la situazione generale e di gioco? Ormai sarebbe come tornare agli inizi di settembre, ai primi allenamenti perché è passato troppo tempo. E poi cosa riprenderemmo a fare? Per arrivare stremati e giocare almeno due partite a settimana? E poi non è detto che ce la si faccia: il 30 giugno finisce la stagione e nessuno, per ora, si è sbilanciato e ha detto che ci saranno delle proroghe, quindi, allo stato attuale, basterebbe che anche una sola squadra rimandasse una partita per qualunque motivo e saremmo ancora nei guai».

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