25 Giugno 2021

Padernese Under 15: il giovane allenatore Luca D’Amato si racconta

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Classe 1996, Luca D’Amato è un giovane allenatore ma con idee già ben chiare. Dopo aver giocato nelle fila della Promozione del Lumezzane, a causa di una serie di infortuni è stato costretto a lasciare il calcio giocato e passare al calcio da far giocare. D’Amato arriva così in casa Padernese, passando prima dai Pulcini, poi dagli Esordienti e, da quest’anno, allena i giovani dell’Under 15. Il suo obiettivo oggi è uno, e lo dichiara sin da subito: «Vorrei poter costruire un’idea di calcio che possa portare soddisfazione ai ragazzi che alleno e che allenerò in futuro, alle società, alle famiglie e ai collaboratori». Parlando della sua squadra, D’Amato racconta: «Io e il mio staff siamo molto fortunati ad allenare un gruppo costituito da ragazzi responsabili che hanno la voglia di mettersi in gioco, di ascoltare e fare ogni giorno, nonostante le difficoltà che il covid ha causato. Vorrei anche sottolineare come probabilmente siamo una delle squadre più giovani perché vantiamo più 2007, oltre che avere ogni partita tre ragazzi 2008 che giocano in pianta stabile con noi». Nella lontanissima prima partita di campionato, giocata l’11 ottobre, la Padernese Under 15 ha affrontato fuori casa un’altra grande squadra, l’Ospitaletto di Fabio Valentini (clicca qui per leggere la sua intervista). Ripercorrendo quella gara, il giovane allenatore racconta: «Dal mio punto di vista abbiamo fatto un ottimo esordio in campionato, siamo riusciti a pareggiare una partita che, nel primo tempo, tutti pensavano fosse impossibile da recuperare, noi esclusi». Dopo la prima mezz’ora, all’interno della quale ci sono state parecchie occasioni non sfruttate a pieno, sulle spalle della Padernese Under 15 pesavano ben 3 gol. Davanti ad un risultato del genere, chi non ci crede veramente si arrenderebbe, ma qui l’allenatore e l’intera squadra hanno dimostrato che volere è potere. «Dopo una prima mezz’ora del genere – ha continuato D’Amato – l’ultima cosa da fare è rimproverare i ragazzi per il risultato che stavamo maturando. Bisogna convincerli dell’esatto contrario, ovvero che la partita si poteva ancora vincere». Senza cambiare identità di gioco, infatti, nella seconda frazione la squadra ha segnato 4 reti, portandosi alla fine a casa un pareggio sudatissimo e un primo punto. Ottime, a tal proposito, sono state le prestazioni di Pitozzi, Esposito, Russo e Grigore. Ottimo inizio, quindi, quello della Padernese Under 15 che, ad inizio stagione, tra i diversi obbiettivi aveva: «Il più importante degli obiettivi – ha raccontato l’allenatore – è quello che secondo me tutti dovremmo avere: portare a termine il campionato. Sarebbe una vittoria per tutti, oltre che per il sistema calcio in primis. In secondo luogo, penso che in questa fascia d’età, il risultato deve sempre essere messo all’ultimo posto degli obbiettivi da perseguire perché è sempre una conseguenza del come si gioca. Magari una partita la puoi perdere immeritatamente, ma dieci partite non le perdi così. Bisogna inculcare idee che li portino a costruirsi come giocatori, a far divertire e a divertirsi, per poi arrivare ovviamente alla vittoria». Approfondendo di più il proprio credo calcistico, l’allenatore ha spiegato: «Penso che il calcio sia in continua evoluzione, ma questo non significa cambiare il proprio credo calcistico. Faccio un esempio: se la solita strada che si fa per tornare a casa è chiusa, cosa si fa? Si cerca una nuova squadra, non necessariamente cambiando casa però, semplicemente uso gli stessi mezzi e idee, ma cambio percorso. Nello specifico mi piace il possesso palla come strumento che porti benefici e che porti al gol, non come filosofia in senso stretto. Mi piace costruire dal basso per creare spazi da completare con i miei giocatori, più siamo in tanti davanti alla porta più abbiamo possibilità di segnare». Concludendo il discorso sulla sua filosofia calcistica, Luca ha spiegato: «In base alle caratteristiche della mia squadra, il centrocampo a 3 e la difesa a 4 sono l’ideale, per l’attacco invece ho un’idea un po’ mia. Ho sempre pensato che la fantasia e il movimento sincronizzato siano due caratteristiche fondamentali. Il nostro schema di gioco ideale è quindi 4-3-fantasia».


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