23 Giugno 2021

Polisportiva Volta Under 15, i 71 anni di grandissima passione dell’allenatore Alvaro Gosio

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Con i suoi 71 anni, dei quali gli ultimi 35 passati ad allenare, Alvaro Gosio guida oggi la Polisportiva Volta Under 15. Il suo volto è ben noto in questa società; questo, infatti, è per lui il ventesimo anno. Il calcio è la sua passione più grande, passione a cui si dedica da sempre. Gioca fino a 37 anni, poi decide di iniziare ad allenare e, nel 2000, arriva in casa Volta. Non gli piace molto parlare di sé, preferisce di più raccontare del bene che lo lega ai suoi giovani ragazzi: «Forse sono un allenatore un po’ atipico perché mi affeziono parecchio ai miei giovani. Ad esempio, visto che in questa stagione li sto vivendo e vedendo troppo poco, l’anno prossimo chiederò di averli come Allievi, così ci sto ancora insieme». Alvaro spende parole bellissime per i suoi ragazzi e, nonostante la sua età, ci tiene a precisare: «Anno per anno vedo se ce la faccio. Mi spiacerebbe non averli più perché sono bravissimi ragazzi. In tutta la mia carriera ho sempre avuto la fortuna di trovare giovani meravigliosi. Ho avuto squadre che magari non riuscivano a tenere il risultato, però poi in spogliatoio eravamo un bellissimo gruppo di amici. Ci aiutiamo sempre senza tante menate e storie». L’obiettivo dell’allenatore emerge in fretta; non conta troppo la vittoria, preferisce far giocare i ragazzi e farli divertire, indipendentemente dal livello calcistico: «Tanti giocatori che sono con me magari in altre squadre non verrebbero selezionati, ma non mi importa. Mi bastano un campo e una palla e sono contento. Vincere è bello e su questo siamo tutti d’accordo, ma secondo me l’importante è giocare. Se i miei ragazzi non hanno nessuna soddisfazione alla fine di una partita non mi piace». Il rapporto affiatato con la sua squadra è molto profondo, tant’è che, proprio per premiarli, alla fine di ogni stagione Alvaro organizza un evento molto interessante: «Ogni anno da quando alleno, a luglio vado in Spagna a fare un torneo perché i ragazzi se lo meritano. E anche quest’anno, se la situazione lo permetterà, voglio farlo. Sono tutti bravi, vengono sempre agli allenamenti. Io mi sento molto legato a loro, quindi come premio andiamo sempre vicino a Barcellona. Finiamo così la stagione, saluto tutti e ci rivediamo l’anno dopo, così magari riesco anche a spiegare ai genitori quali sono le vere preoccupazioni, cioè il fatto di divertirsi, non del vincere a tutti i costi. Sono ragazzini, a 14 anni è importante proprio divertirsi». La Polisportiva Volta ha ottenuto una vittoria spumeggiante durante la prima giornata, con un risultato finale 3-2 contro il Prevalle siglato da Di Marco, Zanni e Rovetta. A proposito di questa partita, Alvaro commenta: «Eravamo tutti felici, quando mi hanno detto che eravamo in testa al girone ho risposto che speravo il campionato finisse lì, e me la sono tirata da solo. Abbiamo fatto un’ottima partita, siamo una squadra che ha alcuni ragazzi bravi ed altri meno. Siamo una squadra in cui quelli bravi sbagliano meno, però l’idea del gioco ce l’abbiamo». Parlando proprio del team, l’allenatore spiega: «Ho in totale 15 ragazzi, di cui tre sono del 2007, è una squadra quasi tutta al limite dell’età. Francesco Rovetta è tra i più bravi tecnicamente, ci tiene molto, ha un carattere un po’ particolare. Durante la prima partita ero strafelice per lui perché dopo il gol era davvero entusiasta. Proprio in quella partita era il capitano». Altra figura molto importante nella squadra è Filippo Di Marco, anche a lui a segno nella gara contro il Prevalle: «Filippo è bravo tecnicamente. Ho fatto quattro amichevoli e una partita, l’ho messo come punta e mi ha fatto otto gol. L’anno scorso era difensore, ma visto la sua prestanza fisica ho deciso di spostarlo. Ha un tiro bellissimo, da quando l’ho spostato sono diventato il suo idolo, speriamo di esserlo anche se non dovesse segnare più. Mi piace perché può dare l’esempio a tutti, proprio per questo spesso è il capitano anche lui». Alvaro e i suoi ragazzi oggi non possono allenarsi, l’allenatore racconta amaramente: «Mi dispiace tantissimo non giocare perché sono abituato da sempre a stare da sempre sul campo sei giorni su sette, stare chiuso in casa non mi piace, ma fino a febbraio la vedo un po’ dura. Anche se non condivido molto i provvedimenti presi, sono in una società quindi mi adeguo. Mi sento ogni tanto con qualche ragazzo, spero di vederli presto».


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