28 Settembre 2020 - 17:49:02
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Virtus Feralpi Lonato Under 19: parla Giorgio Bertazzi, tecnico dei biancoverdi

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Giorgio Bertazzi, originario di Desenzano del Garda, è un libero professionista, nonché quest’anno anche il tecnico della Virtus Feralpi Lonato Under 19. Nel calcio giocato è cresciuto nel vivaio della Cremonese, per poi sbarcare in Promozione nel Castiglione e nell’Interregionale a Merano. Ha girovagato qualche stagione in società come Salò e Desenzanese per chiudere la carriera a Rivoltella nella stagione 93/94. Dopo un periodo lontano dal mondo del calcio, è ritornato ad allenare gli Allievi della Pro Desenzano, per poi passare nella Juniores, dove ha ottenuto ottimi risultati a livello Regionale. Nel periodo della crisi societaria del club, ha traghettato anche la Prima squadra fra l’Eccellenza e la Promozione. Ad agosto ha accettato la chiamata della Virtus Feralpi Lonato, benché fosse stato corteggiato anche dal Sirmione Rovizza. Sprint e Sport gli ha chiesto un parere sulla stagione in corso.

Ciao Giorgio, come sta andando la stagione?
«La stagione sta andando bene, il gruppo ha voglia di fare e sta andando meglio dell’anno scorso. Abbiamo alternato buone prove ad altre meno brillanti, soprattutto a causa delle tante assenze e dei tanti infortuni. L’equilibrio della squadra è abbastanza instabile e un’assenza può sbilanciare l’assetto della squadra».

Situazione infermeria?
«Abbastanza critica soprattutto in attacco. La mia mezza punta, Andrea Lorenzoni, si è slogata una caviglia. Mentre l’altro attaccante (Andrea Romano) ha un guaio al tendine. Loro sono giocatori importanti per la squadra, perché dettano i ritmi di gioco e passaggio. Fortunatamente in mezzo ho un giocatore diligente, Filippo Valsasina, che fa un grande lavoro sporco».

Chi ti aiuta in panchina?
«Mi aiuta Gianpiero Papa, che da anni ormai lavora qui a Lonato nella Feralpi».

Che modulo prediligi?
«Gioco a seconda dei ragazzi che ho. Adotto il 4-4-2 ma amo anche il 3-5-2. Quest’anno i ragazzi rendono meglio col 4-4-2».

Hai avuto qualche rinforzo durante il mercato?
«Dalla Prima non viene nessuno, infatti cerchiamo di pescare dagli Allievi: alcuni di loro, quando chiamati in causa, hanno dato un buon contributo. Poi durante il mercato di riparazione sono arrivati alcuni ragazzi dalla Real Desenzanese e dal Pro Desenzano, anche se alcuni di loro non hanno molti stimoli».

Obiettivi stagionali?
«Quest’anno non ci sono particolari obiettivi. Le strutture sono un pò deficitarie, non c’è nemmeno un campo idoneo per allenarsi. Anche quello di gara è un campo di patate e due ragazzi infatti si sono infortunati per quello. Spero che lo rifaranno al più presto. La società al non mi chiede nulla se non portare al massimo qualcuno in Prima. Però penso che l’anno prossimo il gruppo potrà crescere perché in teoria rimarranno tutti, in più si inseriranno degli Allievi discreti».

Sei ottimista per il ritorno?
«Sicuramente prossimo giocarcela con tutte. Certo le prime hanno un passo in più, ma, al di là di 2-3 squadre, ce la possiamo giocare con tutti. Certo, con una panchina corta poi è difficile fare risultato, ecco perché devo sempre sperare che non si faccia male nessuno e non ci siano squalifiche. Come ho già detto l’equilibrio è precario».

Come trovi il livello del campionato?
«Secondo me rispetto a 5-6 anni fa, il livello si è un pò abbassato. Spesso vedo ragazzi a cui mancano i fondamentali e non sanno ancora bene come posizionarsi in campo. Bisogna prenderli subito da giovani per insegnare loro qualcosa. Inoltre, nel mio girone, da metà classifica in giù il tasso tecnico si abbassa di molto come si nota dalla classifica».

Progetti futuri?
«Allenare è un bel sacrificio e lo farò finché sarà possibile, ma una volta smesso mi piacerebbe rimanere nella società, magari nelle vesti di dirigente. Questa è una suggestione per ora, soprattutto legata al discorso dei campi. Se si rifaranno come promesso dall’amministrazione attuale, Lonato potrà diventare un polo d’attrazione per tanti ragazzi dei dintorni. Credo che la società abbia grandi margini di miglioramento e fra qualche anno se ne sentirà parlare parecchio».

Ti piacerebbe allenare una Prima?
«Stare in mezzo ai ragazzi mi fa bene e mi piace di più, anche perché allenare una Prima squadra è molto impegnativo. Tutt’ora i miei ex giocatori mi scrivono in ricordo delle stagioni vissute insieme e questo mi rende orgoglioso».

Grazie mister, in bocca al lupo.
«Grazie a voi».


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