17 Maggio 2021

Voluntas Montichiari Under 19: in attesa della ripresa dei campionati Alessio Ippomei racconta la storia autobiografica di un “mister qualsiasi”

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«[…] Sulla mia strada ho incontrato tantissimi allenatori, alcuni dei quali in passato non furono nemmeno calciatori professionisti, altri invece neanche dilettanti, probabilmente la maggior parte non aveva neppure particolari qualifiche. Tuttavia, tra questi, quando si parlava di calcio, qualcuno mi lasciava letteralmente esterrefatto e inconsapevolmente era come se mi stesse ispirando nuove idee, nuovi concetti alternativi. […] Questi erano persone incredibili, con in testa sempre dei movimenti, degli schemi, dei tagli, dei sistemi di gioco, degli allenamenti particolari, sempre alla ricerca del dettaglio, in modo quasi maniacale direi. Spesso mi domandavo il motivo di tutto ciò, il perché di tanta cura e precisione, in fondo era solamente uno sport, un semplice hobby, tra l’altro ritenuto dai più un passatempo frivolo come tanti altri. Col tempo capii. E capii il perché fare l’allenatore dilettante non poteva essere paragonato ad un dopolavoro qualsiasi, ad un ripiego per semplici appassionati con del tempo a disposizione. No… era – ed è – qualcosa di diverso, di molto più profondo, una vera e propria professione i cui stimoli derivano appunto dalla professionalità con la quale la si affronta. Chi non la vive non può capire […]». Ecco in anteprima assoluta per Sprint e Sport un estratto dal libro Un mister professionalmente dilettante di Alessio Ippomei, tecnico del Montichiari Under 19, in fase di ultimazione dalla prima quarantena e fra qualche mese prossimo alle stampe. In questa intervista l’autore ne racconterà la genesi, gli aneddoti e le curiosità.

Allora, iniziamo dal libro, di cui abbiamo riportato un bellissimo estratto: come mai ha sentito il bisogno di scriverlo?
«Diciamo che il nostro calcio è un mondo diverso da quello “degli dei” di serie A. Tutti leggono libri di grandi allenatori che ovviamente raccontano di sé e di come sono diventati famosi, oppure leggono di grandi calciatori. Pochi invece sanno cosa ci sia dietro un allenatore dilettante, che fa questa attività come secondo lavoro, e che spera ad ogni raduno estivo di avere una squadra decente per dimostrare la validità delle proprie idee».

Complimenti per l’iniziativa.
«C’è un mondo di fatiche dietro questa occupazione, di bocconi amari, di magre soddisfazioni che chi non è addentro non può sapere né capire. Lasciare i figli a casa per dedicarsi ad altri venticinque ragazzi, la fatica di studiare sempre e poi mettere in pratica tutto sul campo, e magari ogni sabato subire critiche da bar come se si allenasse in serie A».

I lettori amano queste tematiche.
«Sì, non solo volevo raccontare le difficoltà ma anche le parti piacevoli di avere a che fare con gli addetti ai lavori e le società sportive, raccontando in più la mia storia».

Quando ha cominciato a scriverlo e quando si potrà leggere?
«Più o meno l’idea è nata a gennaio, ma ci vorrà ancora un po’ per finirlo: sarò giovane ma la storia è lunga».

Per caso aspetta la fine della stagione per la pubblicazione?
«Sì, credo di sì! Tra lavoro, allenamenti e figli il tempo è quello che è; poi devo vedere anche i costi per pubblicarlo».

In libreria ci sarà fervente attesa.
«A dire la verità pure io non vedo l’ora, e magari mi piacerebbe ultimarlo proprio con la vittoria del campionato».

Sarebbe il capitolo più bello.
«E chissà, magari anche la chiusura meritata di una carriera faticosa e piena di sacrifici… ».

Adesso non esageriamo, a cosa sta alludendo?
«Al corso-allenatori, perché fatico coi punteggi e trovo sia ingiusto non poter frequentarlo. Ora è online e ne hanno preso uno per società, quindi non è perché c’è troppa gente… semplicemente sono assurdi i requisiti per accedervi. Un ragazzo di 30 anni senza esperienza in panchina ha più punti di me che alleno da 20 solo perché magari ha giocato in Promozione. E dei miei 20 anni? Zero punti? Non è colpa mia se ho dovuto smettere presto per infortuni alle ginocchia! Se non aumenteranno corsi e posti, oltre a smettere di giocare, dovrò a breve smettere pure di allenare. Ci sono distinte e anche giornali che certificano da anni la mia attività. Sarebbe buona cosa dare punteggi anche a chi ha allenato, non solo a chi fa il calciatore: non voglio fermarmi per una questione burocratica».

Comprendo benissimo il suo sfogo, spero cambi qualcosa in fretta. E alla Voluntas? 
«A Montichiari mi trovo benissimo, è un club che ha sempre l’obiettivo di vincere e in ogni campionato le squadre non scendono in campo per partecipare, ma per essere tra le prime, se non addirittura le più forti. Ci sono persone validissime a cominciare da Italo Giacomini, il presidente, passando per tutta la dirigenza, il direttore Alessandro Bresciani e tanta altra gente».

E il gruppo?
«A Montichiari ho trovato anche ottima collaborazione da parte di tutti i ragazzi, sia lo scorso anno che quest’anno: un grosso grazie va quindi ai due capitani, Bartoli e Cesana, che nei momenti difficili mi hanno seguito indirizzando la squadra dalla mia parte. E anche il mio staff fa un ottimo lavoro: è in linea con qualsiasi direttiva e Benazzoli ha preparato fisicamente la squadra al meglio».

Un augurio?
«L’augurio per ora è vincere il campionato Juniores, visto che l’anno scorso l’abbiamo sfiorato nell’ultima partita pre-covid quando ci è sfuggito negli ultimi 10’ con un rigore contro e un autogol: gara dominata in lungo e in largo e poi persa 4-3. Vorrei rifare tutta quella settimana perché forse li ho caricati troppo: con la vittoria ora saremmo ai regionali».

Ah dimenticavo, ma a chi dedicherà il libro?
«Voglio lasciare qualcosa di scritto ai miei figli, lo sto scrivendo anche per questo. Magari, quando lo leggeranno da grandi, capiranno perché a volte li ho lasciati nel weekend dalla nonna per andare alle partite e potranno capire cosa si provi a fare quello che faccio: le pressioni, le difficoltà, lo studio e l’enorme passione. Perché chi non ha mai avuto l’obiettivo di vincere partite e non ha mai gestito 24 ragazzi… non può capire».

 

“L’inizio, la storia, la passione di un mister qualsiasi” recita il sottotitolo del racconto autobiografico di coach Ippomei, al debutto assoluto nello storytelling sportivo

VOLUNTAS MONTICHIARI UNDER 19 – 2020/2021

STAFF
ALESSIO IPPOMEI, ALLENATORE
MARCO TRECCANI, VICE ALLENATORE
MICHELE BENAZZOLI, PREPARATORE ATLETICO
RICCARDO BONOMETTI, DIRIGENTE

PORTIERI
2003 EMANUELE BONOMETTI

DIFENSORI
2003 SAMUELE PERINI
2003 MATTIA BARTOLI
2004 PAOLO ANDREANI
2004 FEDERICO FILISETTI
2004 FABIO LUSSIGNOLI
2004 SAMUELE BUSTO

CENTROCAMPISTI
2001 GIOVANNI STATELLO 
2001 ANDREA FILIPI 
2001 GABRIELE CESANA 
2002 YASSIN EL IDRISSI 
2003 GIUSEPPE BORGHI 
2003 ALESSANDRO GUARNERA 
2003 KEVIN DE MICHELE 
2004 ALBERTO VINCI 
2004 MICHELE SANDRELLI 
2004 GIOVANNI BERTOLOTTI 
2004 GABRIEL CERQUI 

ATTACCANTI
2003 STEFANO LEMBO 
2003 EBRIMA SINGHATEH 
2004 GABRIEL QUAGLIO 
2004 LUCA RESTUCCIA 
2004 SAMUEL MONSELICE


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