Carlo Sala
Carlo Sala, sono tanti i talenti scoperti nella sua lunga carriera

Una brillante carriera da allenatore nei settori giovanili, tra i quali San Giorgio, Garibaldina, Solbiatese Arno, Abbiategrasso, Gallaratese, Pro Patria e Robur Albairate, poi l’esperienza in Delegazione fino al 2012. Carlo Sala, in oltre trent’anni di attività, ha dato tanto al mondo del calcio giovanile grazie alla sua capacità di scoprire talenti che l’ha portato a lanciare giocatori come Raffaele Paolino, Marco Tentardini, Giancarlo Bonisoli e, per ultimi, Christian Capone e Riccardo Burgio. Bastano questi nomi per capire di essere di fronte a un dirigente di grande conoscenza della materia e professionalità che, ogni estate, è stato corteggiato dalle società della zona. E anche quest’anno il copione si è ripetuto, ma la risposta di Sala al suo interlocutore è stata un «no». Il motivo lo spiega lo stesso ex vice-Delegato: «A fine maggio sono stato contattato dal presidente di una società di Serie D per il ruolo di responsabile del settore giovanile. È un’ottima società della zona e c’è tanta volontà di far bene anche con i giovani, ma ci sono state delle divergenze. Non era definito il budget a mia disposizione per allestire le squadre, gli allenamenti erano in orari serali e non pomeridiani, c’era un problema di spazi e fino ad ora non erano stati fatti raduni autorizzati per selezionare i giocatori. E per ultimo è sorto il problema del mio compenso, ritenuto troppo alto». La capacità di far crescere i giovani è stata sempre il marchio di fabbrica di Carlo Sala che, di aneddoti, ne ha eccome da raccontare: «Bisogna investire sul settore giovanile perché lavorando bene possono arrivare ragazzi in prima squadra. Paolino lo acquistammo dalla Gescal Boys e lo rivendemmo all’Inter, che scartò Beppe Signori perché di un anno più grande». Per un settore giovanile all’altezza la ricetta è semplice: «Budget, allenatori qualificati, allenamenti pomeridiani e magari la collaborazione tra società come avviene tra Caronnese e Aldini»; ma occhio a non perdere mai di vista il binomio società-cittadinanza. «Bisogna stipulare degli accordi con le scuole elementari e avviare un progetto di calcio durante l’orario scolastico. In questo modo si fanno avvicinare i bambini allo sport e si può ambire a formare una scuola calcio. E poi attenzione al calcio femminile, settore molto in crescita. A proposito, quando allenavo la Sanyo avevo come giocatore Antonio Cincotta, attuale allenatore della Fiorentina. Nel femminile ci sono persone davvero preparate, penso a Carolina Morace». Infine, da ex rappresentate federale, una testimonianza sulla nuova normativa dei premi preparazione: «Anni fa un mio amico presidente è stato costretto a formare una prima squadra perché i genitori si rifiutavano di portare i propri figli in età Esordienti, Giovanissimi e Allievi».