giovedì, 28 Maggio 2020

Prima categoria, Legnano: il calvario di Daniel Soto, il diamante del Corbetta

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Nella trilogia del Batman d’autore diretto da Christopher Nolan, una delle frasi più famose, riuscite e maggiormente rimaste nell’immaginario collettivo, è quella che Thomas Wayne dice a suo figlio Bruce, futuro salvatore di Gotham: “Sai perché cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi!”. Questo diverrà poi il leitmotiv a cui l’eroe farà ricorso per superare ogni ostacolo che gli si porrà di fronte per salvare la sua città e le persone che ama. Uno slogan tanto vero nella vita quanto nel mondo dello sport e del calcio, un motto alla tenacia e alla resistenza.
Daniel Soto Franco, classe 1998, ha sposato da sempre questa filosofia, anche quando il rettangolo verde lo ha messo di fronte a sfide che a primo impatto sembravano più grandi di lui. Daniel è il 9 ideale per ogni squadra: rapido, prestante fisicamente, dotato di un tiro potente e preciso. Fin dalle giovanili, la classifica marcatori lo ha sempre incoronato re dei goleador: Corbetta, Magenta, Ticinia e Alcione, anche quando spedito in categorie maggiori, hanno sempre trovato il suo nome nel tabellino marcatori. Sbarcato nel mondo dei grandi e delle prime squadre, Daniel ha continuato a fare il proprio mestiere, ma il calcio ha cominciato a regalargli soddisfazioni che celavano qualche inconveniente dietro l’angolo: in seguito al suo primo anno in Promozione, coronato da ben 14 reti, non può non rispondere presente alla chiamata della Pro Vercelli per disputare il campionato Primavera. Una maglia che aspetta da tempo e che merita, ma una stagione giocata al di sotto delle aspettative a causa della pubalgia, che comunque non gli toglie la soddisfazione di segnare due reti tra i professionisti. Il ritorno all’Alcione in Eccellenza, giocando un campionato con poche emozioni e ottenendo una tranquilla salvezza, lo convince a sbarcare nella squadre della sua città, Corbetta, dove ha però dovuto ingoiare uno dei bocconi più amari della sua carriera: la retrocessione dalla Promozione alla Prima categoria e, cosa più importante, un infortunio che lo ha tenuto ai box per tutta la stagione 2019/20.
Quella che doveva essere l’annata del rilancio per l’attaccante dominicano, si trasforma in un calvario che dura ancora oggi: dopo una preparazione estiva eccezionale, in una delle prime giornate di campionato, Daniel segna e regala un assist già nella prima frazione, ma a pochi minuti dall’intervallo, prova una finta di corpo che gli provoca una distorsione al ginocchio. Il dolore è forte, e qualche tempo dopo, in seguito ad una risonanza, si scopre che il problema riguarda il menisco: una rottura “a manico di secchio”, che lo costringe ad andare sotto i ferri il 30 ottobre, esattamente 24 ore prima del suo compleanno. L’operazione riesce perfettamente, ma c’è poco da festeggiare: i medici comunicano la necessità di operare anche il legamento crociato anteriore. Chiunque abbia calcato il rettangolo verde almeno una volta, sa bene quanto queste parole facciano tremare tutto il mondo del calcio, spingendo l’intera comunità calcistica, da allievi a professionisti, a inviare messaggi di solidarietà a chi incappa in questa sciagura. Daniel non fa eccezione: il mondo gli crolla addosso, è demoralizzato, triste. E’ nel momento più buio che trova ancora una volta la forza di andare avanti, quando osserva il suo compagno di stanza, privo di un arto. Il dolore è grande, ma non può mollare: non può farlo perché non rientra nel suo codice morale, non può farlo perché ci sono persone che darebbero l’anima per essere al suo posto. Il 28 gennaio si sottopone alla seconda operazione e dopo un primo momento in cui ovviamente è costretto a stare fermo, Daniel torna a fare esercizi e a reimpostare la propria mentalità. «Ho già in mente degli obiettivi alti per il ritorno in campo» ammette, «voglio tornare a giocare in divisioni più alte e vincere di nuovo la classifica cannonieri, magari provando a conquistare qualche campionato». Poi, si sofferma sul periodo alla Pro Vercelli: «E’ stato un grande sacrificio, la società mi ha dato molto ed è stato un piacere giocare con chi è ad un livello alto, però ecco» confessa, «dopo aver vissuto questa esperienza posso dire che per come sono fatto io, sarebbe stato meglio prenderla più larga e giungere a categorie più elevate passando per le serie minori. La primavera poche volte regala giocatori alla serie A o serie B, forse il motivo passa anche da qui. Quando giochi in Eccellenza e Promozione trovi certamente campi peggiori e avversari meno tecnici, ma c’è una malizia che da altre parti non vedo. Serve anche quella per farti crescere». E’ inevitabile infine, fare qualche considerazione sull’attuale situazione emergenziale dovuta al Covid-19: «Io in realtà sono allenato, sono in quarantena da mesi!» scherza, «battute a parte, credo sia giusto sospendere i campionati, anche se la città silenziosa rattrista sempre uno sportivo: avrei una voglia matta di uscire per fare qualche esercizio all’aperto, ma ora è giusto stare a casa per il bene di tutti».
«Credo che sia importante mantenere una routine in questo periodo» continua «io per esempio mi alzo presto, faccio una buona colazione e dopo aver fatto qualche esercizio ho la fortuna di lavorare da casa per una azienda leader nel settore nutrizionale, che mi ha anche aiutato a rimettermi in forma nel mio periodo di crisi». Prima la testa, poi il corpo: per imparare a rialzarsi, questa è la formula magica. Perché è proprio dai fallimenti che sbocciano le vittorie più importanti. Buona guarigione, Daniel!
 
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