martedì 2 Giugno 2020 - 09:24:43

Osl Garbagnate Under 19: Dalla Grana e l’arte di mettersi sempre in discussione

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Simone Dalla Grana, tecnico dell’Under 19 dell’OSL Garbagnate, è tra i tanti di noi che in questo periodo provano grande dispiacere, oltre ovviamente che per la tragica situazione sanitaria, anche per il fatto di non dover più scrivere sulla lavagnetta la formazione titolare. Il calcio era il suo momento di spensieratezza, la cosa più importante tra quelle meno importanti presenti nella quotidianità. Con lui, non ho potuto non soffermarmi sulla situazione Covid-19 e sui cambiamenti che il lockdown ha portato nella sua vita: «In famiglia stiamo bene, stiamo rispettando le norme di sicurezza e prevenzione per fare del bene a noi stessi ma anche a tutta quanta la comunità. Adattarsi ai nuovi metodi di lavoro è complicato, perché nell’azienda nella quale lavoro sin dall’età di 17 anni i metodi sono sempre stati gli stessi con ottimi risultati, mentre ora ho dovuto reinventarmi alla soglia dei 50 anni per continuare a svolgere le mie funzioni. E’ difficile intendere lo smartworking per quello che è un lavoro molto operativo come il mio. Siamo nel settore tessile ed è necessario avere uno stretto contatto con i tagliatori, è faticoso teleguidarli da casa. Documenti scannerizzati, accesso al computer da remoto e videochiamate sono all’ordine del giorno. E non ti dico quando la connessione salta! Lo smartworking non lo posso promuovere a pieni voti perché preferisco la vita offline, ma nemmeno bocciare. E’ un’arma importante di cui dobbiamo tenere conto, soprattutto nel mondo dell’istruzione».
Accantonato l’argomento Coronavirus e lavoro telematico, con l’allenatore ci siamo soffermati sulla grande cavalcata che i suoi ragazzi stavano realizzando in campionato, e sul perché dei suoi successi: «L’OSL mi sta dando tantissimo e io spero di stare dando molto a loro» racconta, «col direttore sportivo Colino c’è un ottimo rapporto, eravamo in contatto da diversi anni e finalmente questa stagione abbiamo realizzato il sogno di lavorare insieme. Del campionato posso dire ben poco, i miei ragazzi le stavano vincendo tutte dopo un inizio meno brillante, avevamo trovato la giusta amalgama e anche la gara col Barbaiana nonostante la sconfitta l’abbiamo giocata ad armi pari».
Un lavoro complesso quello dell’allenatore, dove è necessario disporre di umiltà e fare tesoro degli insegnamenti dei propri colleghi: «La mia avventura da allenatore comincia nell’oratorio di Gerenzano circa 10 anni fa, sono stati 4 anni intensi dove respiri ed insegni il vero calcio. Poi Robur Saronno, Fenegrò, Marnate e Cesate prima di approdare qui a Garbagnate. Sono state tappe importanti del mio percorso, dove ho conosciuto personalità significative come Bocconcello e Gianfranco Rotundo. A Marnate ricordo che è stato fatto un lavoro splendido portando tantissimi giovani direttamente in Under19 e facendo poi un grande campionato. E’ lì che ho cambiato il mio modo di pensare e vedere il calcio, ho capito l’importanza del lavoro in prospettiva. A Cesate con Bravin poi siamo arrivati ad un pelo dall’impresa: primi in classifica con 6 punti di vantaggio alla sosta, ma successivamente qualcosa si è rotto e ho sentito il dovere di passare il testimone».
Dalla Grana infine, lancia un monito importante per chi vuole intraprendere questo percorso: «Campo e banchi di scuola! Raccogliete tutti gli insegnamenti che i ragazzi, gli allenatori o i dirigenti vi donano, ma poi cercate di mettere il tutto assieme con patentini e molto studio. Notaro prima e Stincone al Fenegrò poi sono stati per me i due modelli principi, fondamentali per il mio percorso di crescita. Dal primo ho assimilato i metodi d’allenamento che ancora oggi utilizzo: tanta corsa e lavoro atletico. Con Ivan Stincone invece abbiamo vinto l’Under19 regionale A e siamo diventati vice campione d’Italia: un’emozione che non dimenticherò mai».
Dalla Grana non smette di ricordare l’impatto che il patentino UEFA B conseguito in estate ha avuto per lui: «Il calcio di oggi è complesso e basato sulla psicologia, bisogna capire i ragazzi, essere loro amico ma al contempo farsi portare rispetto. E’ importante aggiornarsi, altrimenti si perde il contatto con la realtà».
«Quel tesserino mi ha tranquillizzato» conclude, che suona come uno slogan forte: studiate, per fare l’allenatore ci vogliono sacrificio e dedizione!
 
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