7 Marzo 2021

Parola al tecnico Nicolas Lamanna: «Non vedo l’ora di ricominciare, sono carico»

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Nelle giovanili spesso è così: gli impegni prendono il sopravvento e, seppur temporaneamente, bisogna metter da parte questo lato della propria vita, in attesa di avere l’opportunità di dedicarcisi con più calma e attenzione. Questo perché per molti potrà sembrare un semplice gioco, ma per chi fa l’allenatore ed è costantemente a contatto con i ragazzi, si tratta di una vera e propria missione, perché a quegli stessi ragazzi si vuole insegnare qualcosa.

Questo, sostanzialmente, è il pensiero di Nicolas Lamanna, tecnico attualmente fermo per motivi lavorativi ma che non vede l’ora di tornare ad allenare in vista della prossima stagione. Dopo un passato da giocatore nel ruolo di centrocampista centrale, in cui ha militato anche in Serie D tra le fila del Bellaria Calcio, Lamanna ha allenato i Pulcini 2008 del Bresso Calcio e, la scorsa stagione, gli Allievi regionali della Lombardina. «Mi son dovuto fermare per esigenze lavorative, ma non vedo l’ora di tornare ad avere a che fare con i ragazzi e poter allenare un gruppo che faccia parte di un bel progetto ambizioso, che possa spronare me e la squadra a dare il massimo», ha spiegato Lamanna.

Nonostante l’attuale stato di inattività, il tecnico ha comunque bene in mente la propria ideologia calcistica, per quel che riguarda lo stile di gioco da imprimere alla propria squadra: «Mi piace disporre i ragazzi in campo secondo il modulo del 433. Penso sia lo schema più congeniale e ciò che adesso va “di moda”, e direi finalmente, trasmettere ai giovani. Disponendoli in quella maniera si riesce a favorire il possesso palla, la costruzione dal basso e la velocità di manovra». Proprio su questi punti l’allenatore si è detto quasi sollevato, perché ha notato un cambio di mentalità in chi si occupa della formazione dei giovani calciatori: «Penso sia molto importante badare ai fondamentali. Quando infatti ho allenato i Pulcini, ho lavorato molto sull’insegnamento di concetti base che potessero far maturare nei piccoli una vera e propria mentalità calcistica. La figura dell’allenatore era destinata a cambiare ed ora è effettivamente cambiata. Non c’è più in panchina il tecnico che guida passo passo la squadra. Tant’è che, quando allenavo, in settimana si cercava di provare tutte le situazioni che potevano andare a delinearsi, e poi durante la partita lasciavo che i ragazzi gestissero al meglio le situazioni. Credo che il settore giovanile debba fare questo: insegnare ai ragazzi come pensare anche durante uno sforzo fisico».

Tutto questo, però, si abbina anche ad un altro fattore estremamente fondamentale, secondo Nicolas Lamanna, ossia il gruppo, o come viene spesso definito, lo spogliatoio: «I ragazzi devono interagire tra di loro in un clima disteso e soprattutto bello. Per loro la cosa più importante è il divertimento, perché in queste condizioni possono davvero tirare fuori il massimo. Anche la figura dell’allenatore deve contribuire a creare un bell’ambiente: io cercavo sempre di avvicinarmi a loro, sempre nel rispetto dei ruoli, così da risultare una figura di riferimento».


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