giovedì, 28 Maggio 2020

#stiamoincontatto, Milano: tanti dubbi, ancora nessuna certezza

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Mattia Polver
Vivo la mia vita una designazione alla volta

«La novità è che non ci sono novità». Luigi Dubini, tra una riunione e l’altra, apre così l’ottavo appuntamento di #RestiamoInContatto, il tradizionale incontro online con le società milanesi. Il delegato provinciale chiede al suo territorio ulteriore pazienza, con l’auspicio di un rapido meccanismo a cascata dai Dilettanti fino alle giovanili. Tradotto, si potrebbero avere nuovi aggiornamenti dopo le festività di inizio giugno.

L’ostacolo più arduo da superare nei campionati giovanili riguarda l’enorme difficoltà di costruire linee-guida uniformi a carattere nazionale. La palla passa dunque ai singoli Comitati Regionali. Spetterà dunque a una commissione, composta da due consiglieri e due delegati provinciali (tra cui lo stesso Luigi Dubini) studiare le modalità di chiusura della stagione 2019/2020 e definire l’organigramma per quella 2020/2021.

Concluse le formalità, si è ufficialmente aperto il dibattito, puntando immediatamente al nocciolo della questione: annullamento oppure no? Il consigliere Dario Silini ha spiegato (usando ampiamente il condizionale) come al 90% si procederà come da prassi, facendo dunque scalare le annate, e suggerendo inoltre l’ipotesi di bloccare i fuori quota per le prime squadre. Tale soluzione andrebbe a svantaggiare in particolare i 2003 e i 2007, che sarebbero chiamati a un importante salto di categoria con alle spalle una stagione solo parziale.

Il principale portavoce a favore del congelamento (e quindi del mantenimento dello status quo) è il Direttore Sportivo dell’Enotria, Giovanni Stringhini. A suo giudizio, procedendo in questo modo, si otterrebbero vantaggi non solo tecnici e di crescita, ma anche finanziari (tesseramento, attrezzatura, divise ecc). Non ha inoltre dubbi nell’affermare con vigore che il blocco dei fuori quota nelle prime squadre penalizzerebbe fortemente i 2003, non più costretti a essere impiegati e dunque in difficoltà nel cercare una squadra (visto che inoltre il nuovo club dovrebbe sborsare anche un “premio di preparazione” alla società in cui il ragazzo è cresciuto. Una prospettiva insostenibile nel quadro attuale). Le sue parole colpiscono nel segno e trovano l’appoggio di una larga maggioranza delle società in ascolto.

Come un meccanismo a catena, da un problema ne nasce un altro, e anche la questione relativa ai tesseramenti (in scadenza il 30 giugno) è tra le più bollenti. «Ci sono già molti ragazzi che mi hanno chiesto di andare via. E io non posso trattenerli», è l’allarme lanciato da Michele Dargenio dell’Assago.

Centrale nella discussione è stato anche l’intervento di Paolo Gatti, Lombardia Uno e Presidente dell’AIAC di Milano. Il numero uno rossonero ha parlato sia della situazione relativa al settore giovanile (citando i nomi di Vito Tisci – responsabile del SGS Nazionale – e Roberto Samaden – responsabile SGS dell’Inter) sia dell’attuazione di corsi online per gli allenatori (UEFA C) con l’allargamento dei posti (si dovrebbe passare da 40 a 60).

Sul sito del CRL sono inoltre pubblicate le linee guida per gli sport di squadra, i moduli per la richiesta al Credito Sportivo e i bandi per le spese relative alla messa in sicurezza degli impianti sportivi.

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