martedì 2 Giugno 2020 - 10:51:55

#stiamoincontatto, tocca a Milano: 150 società a confronto

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Fabio Cannatà
Fabio Cannatà
Poeta dialettale amico di Bob Dylan, appassionato di Arsenal e di un certo calcio improduttivo. Altri interessi? Picchiare duro sulla carbonara

La Delegazione di Milano si è unita al ciclo di conferences virtuali venerdì 27 marzo alle 18:00, con una partecipazione che ha abbracciato anche società extra milanesi oltre ai vertici federali (quasi 150 i collegamenti totali). L’intento lo ha enunciato in avvio Luigi Dubini: «Questa riunione vuole testimoniare che la Delegazione è vicino alle società e non le abbandona in un momento caotico dove bisogna capire insieme come potremo andare avanti. Il problema vero è l’anno prossimo. Siamo quasi tutti convinti che ormai non riusciremo a finire il campionato sul campo, ma l’anno prossimo ci saranno tantissime società in crisi». Dopo il saluto di Giuseppe Baretti è stata poi la volta del presidente della sezione AIA di Milano Pietro Lattanzi: «In questa emergenza posso dire che gli arbitri non si sono fermati. Stiamo proseguendo con la nostra attività e un corso di 25 partecipanti. Noi siamo pronti a ripartire, non appena sarà possibile, in quanto associazione al servizio della Federazione. I ragazzi fremono per tornare in campo». Gli interventi da parte delle società, che hanno visto Baretti come principale interlocutore, sono iniziati con Massimiliano D’Angelo della Solese: «Ormai si può dire la stagione è chiusa. Come si può prospettare la partenza della prossima? Cosa possiamo fare per aiutarci reciprocamente?» Così Baretti: «Sfruttiamo queste conferenze per poterlo capire insieme, vediamo se le società faranno delle proposte interessanti. Al Governo ci pensa il nostro presidente. È stata fatta una richiesta di 12 milioni di contributi spiegando come ci potrebbero essere 3000 società a rischio chiusura. Speriamo che questo faccia porre l’attenzione. So che i concessionari si sono rivolti a Spadafora e c’è stata una proroga di qualche mese nei pagamenti; io speravo in una cancellazione o in qualche cosa di più importante, così rischia di essere solo un prolungamento dell’agonia. Personalmente ho dato un mandato al mio esperto finanziario per capire cosa possiamo fare per darvi una mano. Aspetto però le vostre voci, le vostre idee per quando ne discuteremo a Roma. A fronte delle perdite spero di potervi dire che pagherete il meno possibile. Ci servono 2 milioni per darvi una mano, è un nostro problema e non so dove andremo a rastrellarli, ma sapete che per le società io sono pronto ad andare nel fuoco». Poi Baretti si è soffermato sul destino dei campionati: «Rugby e pallacanestro hanno sospeso tutto, noi aspettiamo ancora ma sarà dura. Se chiudiamo quest’anno almeno si può iniziare di iniziare regolarmente il prossimo. Giocare a luglio o a giugno sarebbe compromettente per la prossima stagione».

«Dovesse non ripartire il campionato, a livello di Lega si sta parlando di cosa fare di questa stagione sportiva?». A chiederlo è Mario Scavo del Cinisello, a cui Baretti risponde così: «Ora si sta pensando a prima ad uscire dall’emergenza. Poi ci sarà da decidere. Azzerare tutto o guardare le classifiche, oppure in base a queste trovare delle alternative. Di sicuro scontenteremo qualcuno. Ne parleremo a Roma ma quello che vi chiedo è di accettare quanto decideremo. Nelle norme federali non c’è nulla di tutto ciò, ci sarà un Consiglio Federale e verranno sicuramente apportate delle modifiche alle Noif».

Stefano Crippa, Serenissima, introduce il tema economico: «Il problema saranno anche i cartellini e le iscrizioni, i genitori chiedono già per le rette di quest’anno. Usiamo inoltre questo tempo anche per studiare qualcosa sui patentini allenatore, per cui dovrebbero essere attivati i corsi online». Baretti: «Giusto ma dovrebbero essere loro da Firenze a promuovere i corsi online per gli allenatori. Per quanto riguarda i patentini ci saranno sicuramente delle deroghe prolungando l’obbligo agli anni prossimi». Sulla stessa scia Massimo Fedeli, Luisiana: «Siamo abbattuti. Alcuni sponsor chiedono di prorogare i pagamenti già adesso, non faremo i tornei estivi che di solito portano una boccata d’aria, questo provocherà non poche scosse al nostro interno. Chiediamo di venirci incontro con tutti gli aiuti possibili, per noi piccole società potrebbe diventare un grosso problema economico».

Roberto Angelicchio, Pro Novate: «Dico che il primo passo dovremo farlo noi società, collaborando per aiutare la Federazione. Il calcio deve restare un divertimento e una passione. Massima collaborazione da parte nostra». Paolo Toselli, Zibido: «Si è risparmiato qualcosa sui costi degli arbitri, si potrebbero utilizzare quelle risorse, all’interno di misure che prevedano anche degli sconti sulle quote del prossimo anno». Roberto Nardio, Schuster: «Forse la proposta migliore sarebbe di ripartire a settembre con le classifiche odierne pensando di finire la stagione a dicembre. Questo implicherebbe la possibilità di far slittare la scadenza dei tesseramento al 31 dicembre 2020. Sarebbe tutto rimandato. Ovviamente con una comunicazione della Federazione che nei mesi da gennaio a giugno 2021 il campionato sarà più corto. Così non avremmo costi di iscrizione». Maurizio Barile, Garibaldina: «C’è il problema delle concessioni. Si parla di una proroga di sei mesi ma vale poco. Anche il Comune ora non sa come muoversi. Abbiamo problemi economici e progettuali per partecipare a dei bandi che non usciranno. Si devono ottenere delle proroghe più importanti oltre che degli aiuti finanziari». Marco Sala, AC Leon: «Si potranno mantenere i fuoriquota di quest’anno? Abbiamo avuto metà stagione per valutare i nostri e per osservarne in giro. La nostra preoccupazione è quella avere dei ragazzi pronti».

E a proposito di concessioni, l’ultimo accorato intervento è stato quello di Paolo Gatti, che ha parlato nella triplice veste di fondatore di Lombardia Uno e PalaUno, di presidente Aiac di Milano e di rappresentante del comitato concessionari milanesi: «Come Aiac posso dirvi che i corsi che stiamo facendo sono già stati tramutati in online. Come fondatore di una società la mia proposta è di rifare la stagione dall’inizio come se non avesse mai avuto luogo. Se noi riusciamo a far capire a Roma di rifare la stagione non dovremo tirare fuori un euro di quote. Siamo in mezzo all’incubo, sicuramente la stagione non potrà ripartire. Forse si potrà a settembre, se riusciremo a igienizzare gli ambienti e se il ministero della pubblica istruzione ci da una mano. Io dico rifacciamo tutto da zero».

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