14 Luglio 2020 - 00:34:49

Arca Under 14, a tu per tu con Matteo Montaruli: «Ho vissuto bene il passaggio all’agonistica, mi ha aiutato essere una persona competitiva»

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Matteo Montaruli, allenatore dell’Arca U14, nonostante abbia solo vent’anni ha già le idee molto chiare riguardo a come gestire una squadra. Nel corso dell’intervista sono emersi molti spunti interessanti circa la sua breve esperienza da allenatore e il suo adattamento alla nuova sfida.
Qual è stato il tuo percorso?
«Ho iniziato a giocare all’Arca a 8 anni, dentro il centro sportivo ho passato la mia gioventù. Arrivato in Under 19 ho dovuto smettere per varie problematiche, dopo solo un anno ho iniziato ad allenare. Il mio primo incarico è stato lo scorso anno con gli Esordienti FB. Questa stagione ho iniziato sempre con il gruppo dei 2007, a gennaio la società ha deciso di unirlo a quello dei 2006 e io ho preso la guida della categoria Under 14».
Come hai passato la quarantena? Come hai tenuto i contatti con la tua squadra?
«All’inizio ero incredulo, con il tempo l’ho accettata. A livello di squadra abbiamo cercato di proporre attività, non volevamo fare la semplice videochiamata ma l’obiettivo era di continuare la crescita dei ragazzi. Essendo in tre allenatori (Moschetta Nicolò e Cariello Walter n.d.r), ci siamo divisi per ruoli e abbiamo iniziato a fare delle lezioni tattiche. L’allenamento si basa su dei video che presentano fasi di gioco significative e la relativa spiegazione, per un’ora due volte alla settimana. I ragazzi hanno avuto parte attiva in questa attività, cercando video di situazioni che li attraessero particolarmente».
Come hai vissuto il passaggio durante la stagione dagli Esordienti agli Under14?
«Ho vissuto bene il passaggio all’agonistica, mi ha aiutato essere una persona competitiva. Anche nella preagonistica cercavo di tenere alto il livello e rendere il tutto il più serio possibile, questo atteggiamento ci aveva portati a degli ottimi risultati. Inizialmente l’unione dei due gruppi ha portato problemi d’integrazione, costringendomi delle volte ad agire per aumentare la coesione dello spogliatoio, ma grazie all’atteggiamento dei ragazzi questa situazione si è risolta dopo poco tempo generando grande entusiasmo. Noi siamo un gruppo di trenta ragazzi, quindi ogni domenica molti rimangono, purtroppo, fuori ma grazie alla grande voglia di tutti le esclusioni vengono accettate con serenità».
Come stava andando la stagione?
«Stava andando bene. Eravamo secondi in classifica e imbattuti. Stavamo crescendo sia nel gioco sia nel gruppo. Prima della pausa eravamo a due punti di distanza dalla capolista La Spezia e aspettavamo lo scontro diretto con ansia. Avevamo raggiunto un equilibrio nell’utilizzo della rosa, schierando sempre metà 2006 e metà 2007. L’unico momento di difficoltà di questa stagione è coinciso con la prima partita dopo la pausa invernale, dove abbiamo giocato bene, mostrando le nostre capacità, ma siamo mancati di motivazione e grinta».
Come siete impostati tatticamente?
«I due gruppi si sono uniti del tutto a gennaio, a sole due settimane dall’inizio del campionato. Inizialmente ho deciso di spingere sugli aspetti che tutte e due le squadre conoscevano, ma non funzionando ho scelto di virare sul 4-4-1-1 con lo scopo di occupare nel migliore dei modi il campo e sfruttare la semplicità di trovare compagni che questo modulo fornisce. L’obiettivo di quest’anno era di formare questo gruppo per poi raccoglierne i frutti la prossima stagione».
Quali sono i progetti futuri?
«In questo momento è difficile parlarne perché siamo in un limbo. La società, prima di prendere decisioni, sta aspettando che si risolvano delle questioni legate al centro sportivo e all’attività sportiva della prossima stagione. Questa incertezza non ha ancora permesso alla dirigenza di dare comunicazioni chiare. A livello personale mi sta piacendo molto fare l’allenatore, nonostante avessi intrapreso questa strada quasi per gioco, e voglio continuare ad apprendere e a migliorare».
Come terresti conto dei risultati acquisiti prima della sospensione?
«Penso che non si possano emettere verdetti se il campionato non è giunto al termine. Solo se la matematica aveva sancito dei verdetti, questi possono avere un valore. La cosa più giusta, secondo il mio parere, è iniziare la prossima stagione come se questa non fosse mai esistita.»

LA ROSA

PORTIERI
Fabiani Michele 2007
Sharaf Yosef 2006
Silanos Michele 2006
DIFENSORI
Abbo Federico 2007
Addisi Giuseppe 2006
Angelelli Giovanni 2007
Castelluzzo Emanuele 2006
Donelli Andrea 2006
Giacomini Matteo 2006
Jouni Neder 2006
Roberti Paolo 2006
Saad Davide 2007
Stevanato Federico 2007
CENTROCAMPISTI
Alamia Michele 2007
Azzoni Andrea 2007
Biasoli Giacomo 2006
Cotta Paolo 2006
Falzone Enrico 2006
Giovanelli Guido 2007
Guarinelli Michele 2006
Magliocca Riccardo 2006
Negozio Giacomo 2007
Rigoni Francesco 2007
ATTACCANTI
Bianchi Edoardo 2006
Fossali Michele 2007
Guatri Giovanni 2007
Khalil Youssif 2007
Manzoni Lorenzo 2006
Mazzucchi Giorgio 2006
Sharmouk Marco 2007

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