13 Luglio 2020 - 23:43:42

Barona Club Milano Under 14, a tu per tu con Christian Meduri: «Apprezzo molto il sacrificio, l’umiltà e la fame»

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Christian Meduri, allenatore del Barona Club Milano Under 14, si racconta. Nel corso dell’intervista sono emersi molti particolari interessanti: sia esperienze lungo tutta la lunghezza dell’Italia sia l’incarico a lui destinato l’anno prossimo per i rosso crociati.
Com’è arrivato sull’attuale panchina?
«Ho 32 anni e ho sempre vissuto nel mondo del calcio. Da calciatore ho fatto esperienze a livello professionistico con le maglie di Genoa e Messina. Attraverso delle ottime annate sono riuscito a guadagnarmi una maglia della nazionale serie D under 18, sotto la guida di mister Polverelli. Quando ero un calciatore avevo già iniziato a sviluppare una propensione per il ruolo di allenatore, giocando davanti alla difesa e dettando i ritmi della squadra. Il mio viaggio lungo lo stivale è continuato, anche se a livelli più tranquilli, durante il periodo dell’università in Abruzzo. Sette anni fa sono tornato in Lombardia, a Varese, dove ho iniziato ad allenare gli under 14 e gli Esordienti presso il Bosto Varese, mia società da bambino. Successivamente, per questioni lavorative, sono andato a Torino dove dopo due anni di stop ho iniziato ad allenare gli Under 16 del Cenisia. Il mio primo incarico dopo l’approdo a Milano, due anni fa, è stato sulla panchina del Leone XIII e infine sono arrivato al Barona Club Milano».
Come sta vivendo la quarantena?
«Personalmente all’inizio ero abbastanza positivo, probabilmente anche perché si sapeva ben poco della portata di questa pandemia, con il passare del tempo è stata sempre più pesante. A livello calcistico, invece, ne ho approfittato per informarmi, studiare ed aggiornarmi. Penso che se si ha come obiettivo quello di proporre ai propri giocatori uno stile di calcio che ambisca a raggiungere alti livelli si debba sapere alla perfezione quello che si sta facendo. In questo momento particolare sto lavorando per aggiornare il patentino “UEFA B”. Mi aggiorno sia attraverso internet sia attraverso lo scambio di opinioni con altri allenatori. Sempre durante la quarantena la società mi ha proposto, e io ho accettato, per il prossimo anno la panchina degli esordienti 2008. Penso che potrà essere un’esperienza molto formativa sia a livello umano, gestione e rapporto con le componenti extra campo, sia tecnico tattico, non avendo mai allenato campionati giocati a 9».
Come stava andando la vostra stagione?
«Quest’anno ho avuto la fortuna di allenare un gruppo fantastico. Le migliori qualità erano: sacrificio, forza di volontà e fame. I risultati si sono visti lungo il corso della stagione. Abbiamo iniziato la preparazione con quattro giocatori, ma grazie al lavoro di tutti siamo riusciti a trovare ragazzi necessari per raggiungere il numero adeguato per una squadra di calcio. Gli obiettivi all’inizio non erano di vertice. Siamo riusciti ad andare oltre le aspettative: nella fase invernale siamo arrivati terzi, vincendo tutte le partite tranne contro le due squadre che ci precedevano in classifica, a tre punti dall’Accademia Inter e uno dall’Alcione; nella fase primaverile, invece, nonostante il nostro girone fosse di primo livello eravamo insieme alla Viscontini in prima posizione, prima che tutto venisse bloccato dalla pandemia in corso. Sono molto soddisfatto sia per i risultati conseguiti sia per la crescita dei singoli».
Quali sono i suoi segreti nella gestione dello spogliatoio?
«Sono una persona molto schietta e sincera e questo ricade anche sul mio atteggiamento con il gruppo, sia questo composto da bambini o da ragazzi. Apprezzo molto il sacrificio, l’umiltà e la fame, che sono anche le mie caratteristiche e pretendo di vederle in campo. Il calcio non è un lavoro è una passione, per questo motivo penso che senza di questa non si possa lavorare degnamente. Cerco di stringere un rapporto confidenziale con il gruppo, anche se vanno sempre tenuti dei paletti per non perdere la distanza che i ruoli impongono. Uno dei miei segreti nella gestione del gruppo è: trattare ogni persona a suo modo, perché non sono tutte uguali le persone con cui ci si interfaccia e quindi servono diversi modi di comunicare».
Come vi tenete in contatto durante questa quarantena? Come sta gestendo il fatto che non li guiderà più?
«Ci sentiamo regolarmente attraverso un gruppo Whatsapp, che solitamente viene utilizzato per le convocazioni e le comunicazioni di campo ma in questo periodo serve per supportarsi e farsi compagnia. Alcune volte ho degli scambi di messaggi anche con i singoli, perché la componente tecnologica è ormai parte integrante dei rapporti personali. Quando ho comunicato ai miei ragazzi che l’anno prossimo le nostre strade si sarebbero separate ho ricevuto numerosi messaggi in cui si chiedeva se si potesse far qualcosa per cambiare questa situazione. Queste esternazioni mi hanno dimostrato il loro attaccamento e li ringrazio per la possibilità che mi hanno dato nel mettere in campo le mie idee. Quando è incominciato il lockdown ho fornito, in accordo con il preparatore atletico, un programma di allenamento personalizzato. In questi giorni ho tenuto un incontro insieme ai componenti della squadra dei 2008, in cui mi sono presentato e abbiamo avuto uno scambio di idee».
Cosa si aspetta dalla sua futura esperienza sulla panchina degli Esordienti?
«Per me sarà tutto nuovo e devo ancora prendere le misure. Sto incominciando a studiare e ad immaginare i vari movimenti che voglio vedere nella mia squadra. Mi parlano di una categoria con una qualità molto alta, poiché andremo ad affrontare tra le altre anche Milan e Inter. Sto lavorando per cercare di limare il più possibile gli errori che ho commesso in passato, ma sicuramente non si possono eliminare del tutto. Il mio obiettivo sarà quello di far migliorare i ragazzi e individualmente e in un contesto di squadra, in queste categorie vincere senza crescita serve a poco».
È d’accordo con la sospensione del campionato? Che valore dovrebbero avere i risultati acquisiti?
«Sospendere i campionati è stato assolutamente giusto. Con il miglioramento della situazione secondo me si poteva provare a finirlo, ma rimane una situazione complicata che non posso analizzare nella sua interezza. Penso sia opportuno congelare le classifiche fino al punto in cui la situazione non sarà migliorata, per poi giocare le poche partite rimanenti a settembre per avere classifiche veritiere. Se ciò non fosse possibile, assegnerei la promozione alle prime e bloccherei le retrocessioni. Comunque, non vorrei essere nei panni degli organi predisposti a decidere».

LA ROSA:

PORTIERI
Krunic Filippo, 2006
Pedotti Filippo, 2006
DIFENSORI
Daud Matteo, 2006
Petruzzelli Stefano, 2006
Renelli Mattia, 2006
Terzi Riccardo, 2006
CENTROCAMPISTI
Bassoli Emanuele, 2006
De Giosa Simone, 2006
De Luca Daniele, 2006
Di Falco Luca, 2007
Salvo Matteo, 2006
ATTACCANTI
Cannata Gabriele, 2006
Codespoti Giuseppe, 2006
Vaccarella Andrea, 2006
Vavalle Cristian, 2007
Vedani Diego, 2007

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