13 Luglio 2020 - 22:02:31

Cinisello Under 14, a tu per tu con Mario Meneghin: «Il mio intento è quello di renderli giocatori pensanti attraverso delle nozioni e dei lavori tattici»

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Mario Meneghin, allenatore del Cinisello Under 14, ha messo a disposizione di tutti la sua esperienza ventennale, attraverso un’intervista ai nostri microfoni. Nel corso dei suoi racconti sono emersi diversi elementi interessanti.
Qual è la sua esperienza in panchina?
«Ho iniziato ad allenare a Cinisello vent’anni fa, quando ancora si chiamava AC Cinisello. Ho iniziato con la vecchia Under 18, passando per gli Under 16 regionali fino agli under 14. Guido il biennio che comprende gli Esordienti Fair play e gli Under 14 da quando militavano i classe 1996, fino ad oggi. Con i 2006 c’è stato un progetto diverso, che è partito dall’ultimo anno dei Pulcini».
Come sta vivendo la quarantena?
«Per noi uomini di campo stare in casa è una sofferenza. Mi mancano tantissimo i ragazzi. In questo periodo sto riflettendo molto e sto studiando per migliorarmi ancora come allenatore. Sto attento ai social, apprezzo molto i professionisti che si mettono a disposizione raccontando aneddoti e i loro metodi di lavoro».
Come stava andando la stagione?
«La stagione è iniziata bene, nel nostro girone invernale siamo arrivati quarti nonostante fosse di alto livello. Abbiamo sofferto un po’ l’aspetto psicologico nel dover affrontare squadre più blasonate, ma stavamo lavorando su questo e i risultati si iniziavano a vedere. Nel primaverile eravamo alle spalle di Rozzano e Schuster, con un solo pareggio e tutte le altre partite vinte. Nonostante il Rozzano, a parer mio, avesse qualcosa in più, potevamo dir la nostra insieme allo Schuster».
Ci racconti questo progetto che ormai dura da quattro anni
«Il mio lavoro con questa annata è iniziato l’ultimo anno di Pulcini. Non è stato facile, perché ho dovuto lavorare molto sull’aspetto psicologico. Dopo qualche tempo è scattata una molla che ci ha permesso di uscire dall’impasse. Il secondo anno, grazie a un grande lavoro, abbiamo iniziato a fare risultati e a occupare stabilmente le prime due posizioni. L’anno scorso da Esordienti Fair Play abbiamo vinto il girone invernale. Quest’anno, essendo il primo di agonistica, abbiamo iniziato un lavoro più incentrato all’aspetto coordinativo-motorio. Cerco sempre di farli lavorare con la palla tra i piedi, non credo molto nell’allenamento di pura corsa. Questa stagione è stata l’ultima, hanno bisogno di cambiare se no si diventa assuefatti da una figura e dalle sue metodologie».
Come sviluppa il suo lavoro sul campo?
«Divido sempre il lavoro tra due circuiti: uno motorio e uno tecnico. Il lavoro durante la settimana è sempre incentrato su determinate situazioni che poi, presumibilmente, saremmo andati a incontrare nelle partite del weekend. Il mio intento è quello di renderli giocatori pensanti attraverso delle nozioni e dei lavori tattici, vedere anche solo una parte di questi insegnamenti messi in atto la domenica mi rende molto felice. Il nostro modulo è il 4-1-4-1, le caratteristiche dei miei ragazzi mi hanno portato a sceglierlo. Il mediano è stato una scelta quasi obbligata da parte mia, perché i miei centrocampisti avevano bisogno di maggior supporto essendo maggiormente votati alla fase offensiva e anche perché richiedo un grande lavoro ai terzini, che a turno, devono portare la sovrapposizione sull’esterno».
Come gestisce lo spogliatoio?
«Guido un gruppo sano che è guidato dalla passione, basti pensare che in questi quattro anni ho perso solamente due ragazzi. Quest’anno non è stato facilissimo gestirli, essendo subentrata l’adolescenza, sul campo ogni tanto ci sono screzi. Cerco sempre di avere un dialogo costruttivo con loro, sono sempre disposto ad ascoltarli e a confrontarmi. Non bisogna mai scordare, però, che ci sono dei ruoli e io sono l’allenatore e decido».
Come vi tenete in contatto durante la quarantena? Hanno degli allenamenti da svolgere?
«Conosco i miei ragazzi e vivendo di calcio non ho trovato utile fornirgli allenamenti da eseguire in casa. Li ho spronati a tenere il contatto con la palla, ma sotto forma di gioco e passatempo. Non credo molto nel lavoro in casa perché non è controllabile e correggibile. Non ci sentiamo tantissimo, voglio lasciarli liberi in un periodo non facile come questo».
Come si sta comportando la società?
«Ho ricevuto tutti i rimborsi con puntualità. Giustamente, l’ultimo che ho ricevuto è quello relativo al mese di febbraio, perché dopo non c’è più stata la possibilità di allenare e il rimborso perde di significato».
Che valore dovrebbero avere i risultati acquisiti in questa stagione sulla prossima?
«Ho sentito di un’idea per completare le categorie agonistiche: giocare le restanti partite da settembre fino a gennaio e poi iniziare un nuovo girone. Se questa via non fosse percorribile e quindi i campionati congelati, io rincomincerei l’anno prossimo con gli stessi gironi e le stesse squadre perché otto gare sono tante sia per salvarsi sia per essere promossi».

LA ROSA

PORTIERI
Chiatto Simone, 2006
Verrecchia Alessandro, 2006
DIFENSORI
De La Vega Carlo, 2006
De Benedectis Alessandro, 2006
Di Cintio Matteo, 2006
Pugliese Gabriele, 2006
Sacchetto Giorgio, 2006
Todisco Gioele, 2006
Vescera Emanuele, 2006
CENTROCAMPISTI
Andreoni Federico, 2006
Atzeni Gabriele, 2006
Brianza Gianluca, 2006
Catena Samuele, 2006
Cultraro Andrea, 2006
Giacobbe Andrea, 2006
Iengo Gabriele, 2006
Mauri Tommaso, 2006
Ori Emanuele, 2006
ATTACCANTI
Fiore Emilio, 2006
Fortuna Matteo, 2006
Lagadari Fabio, 2006
Zucaro Daniele, 2006

 

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