Stefano Rebughini: visioni e idee dell’allenatore dello Zivido Under 14

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Tanta grinta e tanta attenzione ai dettagli psicologici, voglia di crescere e di vedere un gruppo di ragazzi che lotta. Potrebbe iniziare così l’analisi di Stefano Rebughini come allenatore, che in questa seconda parte di stagione ha saputo risollevare una squadra che non riusciva a ottenere i risultati sperati. Lo Zivido Under 14 ha concluso la prima fase del campionato con una sola vittoria in undici partite (4-2 sull’Accademia Pievese) e perdendo le restanti dieci subendo una media di poco più di 6 gol a partita. Si può affermare che il girone della seconda fase sia più abbordabile, data l’assenza di squadre come l’Ausonia e l’Accademia Sandonatese promosse al regionale, ma bisogna anche notare che lo Zivido è cambiato, è maturato ed è pronto a dire la sua non appena si ricomincerà a giocare.

Rebughini Zivido Under 14

Per il tecnico gialloblù l’obiettivo era migliorare almeno sotto il profilo psicologico e Rebughini si può dire soddisfatto: «Nei primi quattro mesi abbiamo lavorato bene. Durante la prima fase abbiamo incontrato squadre molto più preparate rispetto a noi e sapevamo che saremmo andati incontro a grosse difficoltà. Non era facile prendere sei gol a partita il sabato e allenarci il lunedì come se niente fosse, perciò bisognava motivare i ragazzi e poi dimostrare di scendere in campo al turno successivo con tutta la nostra grinta. Ora vedo che i ragazzi sono cresciuti, sono più consapevoli dei propri mezzi». Rebughini ha iniziato quattro anni fa come vice-tecnico degli Allievi del Fissiraga e da Pieve parte la sua scalata: «Ero incuriosito. Volevo vedere se allenare mi piaceva e a fine stagione ero proprio emozionato, quindi ho seguito i corsi, ho preso il patentino UEFA C e due stagioni fa ho preso gli esordienti come primo allenatore per la prima volta. Successivamente ho ottenuto il patentino UEFA B e ho preso l’Under 14 a Zivido. Ho avuto offerte anche da alcune prime squadre, ma credevo che il salto fosse troppo grosso e non mi sentivo pronto». La collaborazione con il Milan e la possibilità di seguire una volta al mese i suoi allenamenti ha sicuramente aiutato l’ex Fissiraga, che fa un bilancio dei suoi primi quattro anni da allenatore: «Sono convinto di proseguire su questa strada. Sono partito con i giovani e un giorno cercherò di arrivare in alto con le prime squadre. Ora sono a San Giuliano in una società seria che ha sempre voglia di crescere e dove si lavora serenamente. Inoltre i ragazzi sono fantastici, quindi posso ritenermi davvero soddisfatto di dove sono e di quanto ho fatto finora». I giocatori hanno dimostrato difficoltà nella prima fase del campionato, ma nella seconda hanno ottenuto già tre vittorie su cinque, tra cui l’esordio vincente a Niguarda, terminato per 1-2 a favore dello Zivido, che ha mostrato notevoli differenze nel modo di giocare: «Il cambiamento non è iniziato a Niguarda, ma già nelle ultime partite di novembre. Certamente adesso c’è più voglia e vedo un gruppo che lotta. Fuori dal campo scherzo e do tanti consigli, ma in campo lotto con i ragazzi perché sono convinto che dentro al rettangolo di gioco l’amicizia non esiste. Di conseguenza, chi segue questa mia filosofia e dà tutto se stesso per la squadra andrà d’accordo con me».

Rebughini Zivido Under 14

Il tecnico gialloblù fortunatamente capisce le sensazioni dei suoi ragazzi, essendo stato lui stesso un terzino sinistro che ha girato per la Lombardia facendo tante esperienze: «Ho iniziato a 6 anni e ho smesso a 33. Sono partito da Lodi, poi il settore giovanile della Cremonese, campionati regionali, Promozione, Eccellenza… Giocare a calcio mi ha aiutato tanto come allenatore. Ricordo ancora quello che mi disse il Mister quando ero nelle file dello Stradella. Allora ero un giovincello che pensava a divertirsi e a giocare a pallone, allora il Mister mi parlò e mi fece un discorso importantissimo. Mi disse che dovevo decidere se continuare a divertirmi oppure fare il serio e giocare per davvero». Tra gli altri allenatori che a Rebughini piace ricordare, tra gli altri, Beppe Sannino (allenatore fino a sei giorni fa degli ungheresi dell’Honvéd) e il suo 4-4-2 di stampo “sacchiano”, conosciuti all’inizio della sua carriera da allenatore: «Ho subito voluto provare questo sistema e mi è piaciuto. Anche adesso sto andando avanti con questo modulo perché è il più adatto ai giocatori che ho, ma l’allenatore che mi colpisce di più rimane Simone Inzaghi». Parole al miele per Albano Spinelli, che ha appena portato la sua Accademia Sandonatese al campionato regionale dopo aver sconfitto ai playoff il Leone XIII: «Ho conosciuto Spinelli al corso UEFA C e ho avuto modo di lavorare con lui. È sicuramente un tecnico molto preparato, e quest’anno si è visto, dato l’ottimo compito svolto sulla panchina biancazzurra».

Adesso lo Zivido riposa, gli allenamenti sono sospesi e, mentre il capitano Noviziano dà sfoggio delle sue abilità nella “palleggi-challenge” (sfida social che consiste nel palleggiare con un rotolo di carta igienica), Rebughini ha deciso di non lasciare alcun programma ai giocatori, liberi di gestire la situazione con la famiglia, ma comunque non nasconde la voglia di ritornare in campo: «Questa sosta non ci voleva proprio, è un peccato, ma in fondo la salute è sempre la cosa più importante e va davanti al calcio. Ci manca il pallone, ma rimarremo a casa aspettando con pazienza che il virus sia sconfitto».

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