7 Agosto 2020 - 21:02:00

Accademia Vittuone Under 15, a tu per tu con Diego Lovati: «O vinci o impari, diceva Velasco»

Le più lette

Magenta, rivoluzione in corso: via Galli e arriva Vianello

Giornate caldissime a Magenta. Pochi minuti fa la società ha comunicato, tramite un comunicato sui propri canali social, che...

Telenovela Aloia, la spunta il Fossano

Come anticipato stamattina, il Fossano non ha mollato l'osso Aloia neanche dopo la notizia dell'allenamento tenuto in casa del...

Terza Categoria Monza, la Nuova Frontiera si presenta sperando nel ripescaggio

Sarà un'altra stagione in Terza categoria o ci sarà il premio del ripescaggio in Seconda per la Nuova Frontiera?...

Diego Lovati, allenatore dell’Accademia Vittuone Under 15, si è intrattenuto ai nostri microfoni per raccontare la sua vita in quarantena e l’annata appena conclusasi con la sua squadra.
Chi è Diego Lovati e com’è arrivato sull’attuale panchina?
«La passione per questo sport mi ha portato ad allenare sin da giovane, anche mentre ero ancora un giocatore. Le prime società, nelle quali ho allenato la pre-agonistica, sono state A.S. Abbiategrasso e Accademia Vittuone. Ad inizio millennio ho preso il patentino allenatore e gran parte dei miei anni li ho passato allenando sempre in questa società. La mia svolta professionale è arrivata nel 2013 quando sono riuscito a conseguire il patentino come preparatore atletico professionista a Coverciano. Grazie a questo riconoscimento ho passato molti anni con il doppio ruolo, allenando i più piccoli e seguendo dal punto di vista fisico categorie superiori. Dopo una breve parentesi in Toscana, sono tornato qui a Vittuone perché è la mia “casa”».
Come sta vivendo la quarantena?
«Sto usando questo periodo per fare aggiornamento. Sto seguendo molti corsi, sia attraverso la federazione sia attraverso altre piattaforme. Ho tenuto una serata di confronto per il Boffalora calcio. Per il resto è tutto un grande punto di domanda, ma non dipende da noi».
La federazione ha messo a disposizione per gli allenatori e i lavoratori tutti del mondo del calcio abbastanza contenuti?
«Per quanto mi riguarda, sono riuscito ad avere accesso a numerosi contenuti e non mi posso lamentare. Ho la fortuna che mio figlio, grazie al suo lavoro per la tesi, ha accesso a moltissimi documenti utili. Comunque, ho visto che ci sono molti corsi di formazione promossi, ma anche senza di questi basta accedere al portale della federazioni e scaricare le tesi messe a disposizione, che portano sempre buoni spunti di riflessione. So anche che dei ragazzi tesserati per il Vittuone hanno avuto anche la possibilità di terminare online il loro corso da allenatore».
Come stava andando la vostra stagione?
«Stava andando molto bene anche grazie alla dedizione dei miei ragazzi. Sono un gruppo con il quale si lavora molto bene, son sempre quasi tutti presenti agli allenamenti e vogliosi di apprendere. Eravamo secondi in campionato, con la vittoria del girone ancora in gioco, ed eravamo in semifinale al Fregoni, torneo durante il quale abbiamo eliminato squadre blasonate. Ero molto contento di come stavano andando le cose, purtroppo non si giocheranno i tornei, a me molto cari, sia per il clima gioviale sia per la rotazione di giocatori impegnati che mi avrebbe permesso. L’anno prossimo li dovrò lasciare, poiché sono due anni che li seguo, ma sono sicuro di lasciarli in ottime mani».
Le tappe fondamentali di questa stagione quali sono state?
«Non abbiamo mai avuto grandi momenti di difficoltà, abbiamo perso solamente una partita su un episodio, una rimessa laterale a tempo scaduto. Quell’episodio ci ha insegnato a rimanere concentrati per tutti i minuti di una gara, perché come diceva Velasco “o vinci o impari”. Le nostre migliori prestazioni sono: contro la Viscontini in casa, appena prima che arrivasse la pandemia, partita nella quale dovevamo per forza vincere per rimanere in scia del Vighignolo; in casa del Vighignolo un ottimo pareggio; l’eliminazione dell’Atletico Alcione e dello Schuster nel Fregoni».
Che rapporto ha con il gruppo?
«Abbiamo un rapporto basato su regole che vanno rispettate anche se impopolari. La mia filosofia si basa sulla sincerità reciproca, io nello spogliatoio dico sempre le cose in maniera chiara e dico tutto in faccia. A fine allenamento apprezzo molto parlare con i ragazzi in maniera privata, sia per spronarli e dargli fiducia sia per complimentarmi per la forma. Cerco sempre di spiegare le mie scelte, motivandole e esplicitando le cose che mi aspetto da ognuno di loro. Trovo, comunque, fondamentale farli giocare tutti il più possibile. Nonostante i sette cambi possano stravolgere la squadra cerco di impiegarli tutti. A livello di allenamenti cerco sempre di proporre nuovi allenamenti, perché i ragazzi vengano al campo senza sapere cosa aspettarsi e questo evita che sopraggiunga la noia. Il mio obiettivo è sempre quello di fargli conoscere sempre nuovi aspetti del calcio e non solo quello di fargli svolgere allenamenti».
Come vi tenete in contatto in questo periodo?
«Ci sentiamo con Skype. Hanno un programma di pre-preparazione che potranno rincominciare a svolgere quando si potrà uscire a correre. A livello umano passo sempre attraverso il filtro dei dirigenti, che poi comunicano tutto ai vari gruppi di genitori e giocatori».
Che impatto avrà questa pausa sul fisico dei ragazzi?
«Dipende da come hanno svolto gli esercizi a casa. Torneranno ad allenarsi dopo diversi mesi di sosta ed è determinante svolgere una pre-preparazione individuale, si devono allenare almeno un’ora al giorno per tre volte a settimana per ridurre al minimo l’impatto che potranno avere gli allenamenti che si affronteranno in preparazione. Non potendo usufruire del pallone, che è fondamentale, bisogna allenarsi da soli e quindi cerco di fargli sviluppare tre aspetti fondamentali: aereobico, resistenza, rapidità».
Come si sta comportando la sua società?
«Non ci sono mai stati problemi e neanche ora ce ne sono. Non so come potranno riprendere, io sono un semplice allenatore. Mancano gli incassi di tanti eventi come per esempio i tornei estivi, che permettono di usufruire a pieno di tutti i servizi offerti dalla società, penso che avranno bisogno di una mano da parte della Federazione. Questo aiuto non so in che modo avverrà, se sotto forma di finanziamenti o di sconti sulle future iscrizioni. A livello personale i rimborsi sono, giustamente, bloccati».
Che valore darebbe ai risultati acquisiti in questa stagione?
«Io sono per il congelamento delle classifiche. Ci sono troppe giornate che non sono state giocate e non penso sia possibile sancire promozioni o retrocessioni a tavolino. Ovviamente, siccome sembra che molte società potrebbero non riuscire a iscriversi, in caso di ripescaggi ci sarà la possibilità di riconoscere i meriti acquisiti in questa stagione. Penso che le varie fusioni che potrebbero venirsi a creare in seguito a questa situazione potranno essere un’occasione, perché diminuendo il numero si alza la qualità e questo può essere un bene».

Vittuone U15
Vittuone U15

Edicola Digitale

Altri dall'autore

Altri Articoli