27 Settembre 2020 - 03:52:57
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Rozzano-Accademia Sandonatese Under 16, Crippa contro Varriale: face to face tra i dominatori del Girone F

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Si sono confrontati a distanza, attraverso i nostri microfoni, gli allenatori delle due regine del Girone F Under 16. Da un lato, alla guida del Rozzano Calcio, Luca Crippa; dall’altro, alla guida dell’Accademia Sandonatese, Andrea Varriale. Da questo confronto sono emersi molti punti in comune ma anche grandi distanze di vedute.
Qual è stato il percorso che l’ha portata all’attuale società?
Crippa «Dopo essermi trasferito a Rozzano lo scorso anno, ho iniziato ad allenare questa squadra. La mia carriera da allenatore è partita alla guida dei Pulcini all’Accademia Inter. In seguito ho allenato diverse categorie alla Rhodense e prima di questa esperienza ho guidato l’Under 19 dell’Alcione».
Varriale «Il mio legame con l’Accademia Sandonatese inizia sin da quando ero piccolo, avendo sempre vestito bianco azzurro. Appesi gli scarpini al chiodo mi sono fermato per qualche anno. Dopo questo, stop ho deciso di sedermi in panchina incominciando dagli esordienti a San Donato. Mi sono allontanato da “casa” per due anni e mi sono legato allo Zivido, perché volevo provare a confrontarmi con una realtà diversa rispetto a quella in cui sono sempre stato. All’inizio di quest’anno ho deciso di fare ritorno nella mia società e mi è stata offerta la categoria Under 16, che arriva da anni di ottimi risultati.»
A livello tattico come si comporta la sua squadra?
Crippa «Abbiamo provato sempre a partire dal basso e giocare con il portiere. In questi campionati il non possesso è poco curato e quindi non sempre riuscivamo a trarne i risultati sperati. La prova viene dal fatto che lontani dalle mura amiche abbiamo fatto più punti, perché gli avversari giocano con più coraggio e riuscivamo a tirarli fuori con più facilità. Ma, in alcune gare ci siamo snaturati e ci ha portato dei buoni risultati.»
Varriale «Il mio diktat  nei confronti dei portieri è quello di giocare la palla, ma solo quando è possibile senza prendere rischi inutili. Non sono un allenatore estremista, penso che ci si debba sempre adattare alla situazione di gioco che ti si presenta. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di costruire le nostre occasioni attraverso una manovra ragionata. Tutto ciò era fatto per attaccare gli spazi, cercando di essere il più verticali possibili. Abbiamo sofferto molto le squadre che spingono con i terzini. Essendo noi schierati con una difesa a tre siamo leggermente scoperti sulle parti laterali del campo e l’alzarsi degli esterni bassi avversari comporta un’inferiorità numerica difficile da gestire.»
Quali i sono i vostri punti di forza e di debolezza?
Crippa «Lo spogliatoio e l’unione che si è creata anche con i nuovi arrivati è sempre stato l’uomo in più. Siamo riusciti a tenere un grande ruolino di marcia in trasferta; il nostro principale punto debole, come per esempio contro il Segrate, è la poca tenuta mentale. Quando non abbiamo in mano il match fatichiamo a gestire l’ira e ciò, ovviamente, ci mette in difficoltà.»
Varriale «Il nostro maggiore punto di forza è stata la compattezza di squadra in fase di non possesso, che ci ha permesso di subire pochissimi gol. Il nostro punto debole, nonostante i tanti gol fatti, è la poca concretezza offensiva nelle partite chiave. Molte altre squadre hanno il bomber, ma pur non avendolo siamo riusciti ad arginare questa mancanza con l’organizzazione di squadra.»
In questa stagione qual è stato il momento di maggior difficoltà?
Crippa «Sicuramente il nostro momento di maggior difficoltà coincide con la sconfitta casalinga rimediata contro il Segrate. È stata una partita strana: eravamo riusciti a riacciuffarla, ma anche a causa della doppia inferiorità numerica non siamo riusciti a mantenere il risultato di parità. Anche il pareggio casalingo contro il Club Milano può essere considerato un mezzo passo falso, ma le condizioni pessime dovute alla forte pioggia del campo non ci hanno aiutato ad esprimerci al meglio.»
Varriale «Il primo periodo non è stato semplice. Bisognava trovare la formula, ero partito con un’idea tattica, che ho dovuto abbandonare perché non rendeva e si rischiava di non competere a certi livelli. La partita peggiore è stata contro l’Opera, quando loro erano ancora primi in classifica e ci giocavamo molto. Dopo esserci ritrovati sotto – su un campo molto difficile su cui giocare – a causa di un gol nato da un nostro errore in impostazione, siamo rimasti anche in inferiorità numerica. Proprio da lì è arrivata la svolta della nostra stagione, grazie a un gol nei minuti finali abbiamo ribaltato la partita e trasformato la peggior prestazione in campionato nel momento della rinascita.»
Com’è il suo rapporto con il gruppo?
Crippa «Essendo nuovo è stato un crescendo continuo, di partita in partita. Dopo la partita contro il Segrate ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso cambiare marcia anche per riscattare la delusione che avevano avuto l’anno scorso. Da lì in poi i ragazzi hanno sempre dato tutto. Aspettavano le partite contro le squadre di livello con grande voglia e una volta in campo davano sempre il loro massimo.»
Variale «Essendo un allenatore giovane riesco a comprendere i miei ragazzi. Questa vicinanza può essere un’arma a doppio taglio: quando c’è bisogno si ride e si scherza, ma non devono mai perdere il rispetto dei ruoli e la distanza che ci deve essere tra allenatore e giocatori. Da parte loro c’è sempre stato un grande seguito, riescono sempre a comprendere e mettere in atto ciò che viene loro spiegato, questo dimostra la loro intelligenza.»
Come avrebbe preparato la partita contro il vostro diretto avversario?
Crippa «Loro sono una squadra molto forte e rodata, essendo due anni che giocano insieme e con ottimi risultati. Avremmo provato a fare la nostra partita cercando di esaltare i nostri punti forti, consapevoli anche del vantaggio che comporta il giocare in casa. Sarebbe stata una partita molto differente rispetto a quella dell’andata, dove nessuno dei due voleva perdere, ci sarebbero stati tanti gol perché sarebbe potuta essere una gara fondamentale.»
Varriale «Dopo la fine del girone d’andata mi sono fatto promettere dai miei ragazzi di non arrivare a giocarci il campionato all’ultima giornata. Nel caso in cui fossimo arrivati a giocarci tutto a Rozzano non avremmo cercato il pareggio, ma avremmo voluto la vittoria, anche se ci fossimo arrivati con più punti in classifica. Dovevamo essere più convinti rispetto all’andata, dove non abbiamo spinto come avremmo dovuto per vincerla.»
Cosa avrebbe rappresentato per voi lo scontro diretto?
Crippa «Era una partita che si sarebbe preparata da sola sul piano psicologico. L’aspettavano tutti da tempo e unito alla consapevolezza di dover affrontare una squadra forte ci avrebbe portato da soli a capire cosa fare e non fare. C’è anche un discorso di fiducia, che però non è calcolabile ad oggi, siccome avremmo avuto nel mezzo le sfide con Club Milano e Opera che sia avrebbero potuto aumentare la nostra autostima sia avrebbero potuto abbatterla».
Varriale «La nostra rivalità più sentita è contro il Club Milano perché hanno perso nella fase finale la scorsa stagione. Il Rozzano è stata una sorpresa e per questo gli abbiamo sempre portato il massimo rispetto, pur essendo consapevoli di essere la lepre. Sicuramente se ci fossimo trovati a lottarci il primo posto per tutto il girone di ritorno li avremmo affrontati con la giusta consapevolezza del loro valore e avremmo preparato la partita con grande concentrazione»
Come vi tenete in contatto?
Crippa «Ci scriviamo spesso sul nostro gruppo whatsapp. Una volta alla settimana ci sentiamo in video conferenza, all’inizio anche per seguire gli allenamenti ma da quando questi sono cessati, la utilizziamo per salutarci e passare un’oretta insieme.»
Varriale «La mia speranza è quella di rivederci il prima possibile e di iniziare a muoversi insieme. Ci sentiamo in videochat, ma quello che manca è ovviamente la situazione di allenamento. Gli allenamenti individuali che abbiamo fornito sono utili, ma non possono sostituire la corsa e il lavoro con la palla che si può svolgere solo sul campo.»
Quale peso ha e avrà la pausa su di voi?
Crippa «All’inizio eravamo tutti molto demoralizzati, soprattutto perché avevamo una speranza che andava pian piano svanendo. Ora la speranza si è trasformata in rassegnazione, abbiamo capito che non riprenderemo. Il fatto di sentirci spesso è per tenere unito il gruppo e per migliorare ulteriormente l’armonia. L’instabilità è insita nell’adolescente, stiamo facendo il possibile per tenerli uniti.»
Varriale «Questa situazione qualcosa cambia. Non so a livello psicologico come un ragazzo affronti questi momenti, ma sicuramente avranno una gran voglia di ripartire. Non mi aspetto di ritrovarli a settembre in perfetta forma, ma veicolando nel modo giusto la testa puoi uscirne ancora più forte, perché capisci il valore che per te ha il campo dovendoci star lontano per molto mesi.»
I risultati acquisiti in questa stagione che valore dovrebbero avere su quella futura?
Crippa «Per meritocrazia premierei le prime in classifica con la promozione, cercando di non attribuire le retrocessioni ove il regolamento le preveda. Il concetto essenziale è quello di cercare di premiare i meriti sportivi e riconoscere il risultato di un lavoro di un anno.»
Varriale «Non vorrei essere nei panni di chi deve decidere. Le scelte dipendono dal livello di cui parliamo. Nelle prime squadre, dove sono investite grandi cifre di denaro, non si può non dare un valore a questa stagione. Nel settore giovanile, ovviamente vedere annullato tutto ciò che è stato creato crea rammarico, cercherei di dare un peso a quello che è stato fatto. Trovo interessante il metodo adottato in Francia basato sulla media punti oppure si potrebbe prendere in esame il girone d’andata per non creare differenze sulla semplice base delle prime giornate del ritorno.»

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