13 Luglio 2020 - 22:25:33

Under 16 Milano: Ardor e cuore, Alessandro Russo presenta i suoi arancioneri

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È il turno di Alessandro Russo, tecnico dell’Ardor Bollate Under 16, raccontarsi e parlare della sua idea di calcio. Una passione, quella per il pallone, che nasce in un oratorio di Baranzate: «Ho iniziato nella squadra del mio oratorio, la Betulla, dove giocava anche il mitico Giorgio Venturin (ex Torino, Lazio e Atletico Madrid tra le altre, ndr), e facevo il portiere. Sussessivamente ho avuto una piccola parentesi alla Bollatese, ma ho smesso presto di giocare».

Breve fin qui è anche la carriera da allenatore, partita solamente cinque anni fa: «Ho iniziato ad allenare per caso; un mio amico, Loris Guerrieri, mi ha chiesto di fargli da secondo alla Baranzatese e ho accettato. Seguimmo i Giovanissimi quell’anno, l’anno dopo passammo al Sempione Half e allenammo gli Allievi. Successivamente abbiamo avuto una piccola parentesi alla Biglia di Cornaredo e al San Giuseppe di Arese». La prima esperienza da allenatore in prima, però, arriva due anni fa al Bruzzano: «Inizialmente dovevo fare il secondo di un ragazzo che però se ne andò dopo quattro settimane e mi ritrovai a guidare la squadra con mille impegni lavorativi contemporaneamente. L’anno scorso mi ha contattato l’Ardor Bollate che mi affidò i 2002 e, da gennaio, i 2004 che seguo tutt’ora».

Per quanto riguarda la sua idea di calcio, invece, Russo ha le idee piuttosto chiare: «Prediligo molto l’aspetto caratteriale e il gioco palla a terra, pian piano sto educando i ragazzi a esprimersi come voglio io. Come mi disse un mio vecchio allenatore, quando un ragazzo è bravo a giocare a pallone lo vedi dallo stop, quindi sto un po’ tralasciando la parte agonistica in favore del gioco e i risultati abbiamo iniziato a intravederli. Una cosa che non sopporto è la maleducazione, come dico sempre ai ragazzi: si vince e si perde da signori, purtroppo quest’anno ho incontrato alcuni giocatori e tecnici avversari maleducati, ma fa parte del gioco e dell’età». Il Covid-19 sta tenendo sotto scacco metà mondo e, di conseguenza, anche il calcio, ma, con la speranza di tornare presto a giocare, Alessandro Russo e il suo Ardor Bollate hanno un obiettivo chiaro da portare a termine: «Semmai si dovesse tornare a giocare, l’obiettivo sarà quello di migliorare sempre di più la parte tecnica, come mi ha chiesto anche la società, dato che questi ragazzi, tra due anni, giocheranno in Juniores».

Infine, un’ultima battuta su un idolo al quale il tecnico si ispira quando va in panchina:«Sono juventino, ma il mio idolo indiscusso è Antonio Conte. Mi piace come sa trasmettere la fame di vittoria e la cattiveria giusta ai suoi giocatori; il suo gioco è sempre lo stesso, ma far giocare benissimo la squadra, sempre a cento all’ora e ottenere grandi risultati, non è da tutti».

L'Ardor Bollate di Alessandro Russo, il primo in piedi da sinistra
L’Ardor Bollate di Alessandro Russo, il primo in piedi da sinistra

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