14 Luglio 2020 - 00:01:40

Under 16 Milano: trentesimo anniversario in panchina per Maurizio Soffientini

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La storia di Maurizio Soffientini, attuale allenatore del Romano Banco Under 16, è una storia di passione e dedizione al “gioco inglese”, citando il titolo della nuova serie tv targata Netflix. Il tecnico biancoverde quest’anno avrebbe voluto chiudere in bellezza, ma l’emergenza sanitaria da Covid-19 l’ha convinto a prolungare di un’ulteriore stagione la sua presenza sulle panchine: «Io sono nel calcio da una vita, ho giocato fino ai 29 anni e ora che ne ho 65 continuo ad allenare, quest’anno ho fatto il trentesimo anniversario in panchina. Sono già tre o quattro anni che dico che è l’ultima stagione perché faccio sempre più fatica a rapportarmi con le nuove generazioni, ma un ultimo anno in panchina, avendo interrotto questo a gennaio, mi piacerebbe farlo».

E se dovesse davvero essere l’ultimo anno, ecco che le idee per il futuro sono chiare: «Nel caso dovessero propormelo non accetterei il ruolo di Direttore Sportivo, ma mi piacerebbe fare il Direttore Tecnico, essere a capo degli allenatori del settore giovanile, cosa che avevo già fatto 15 anni fa. Ormai purtroppo questa figura è scomparsa e ruolo di Ds e Dt spesso combaciano in un’unica figura». Il problema dell’emergenza sanitaria ormai è nel nostro quotidiano e occupa quasi interamente le nostre discussioni odierne, ecco il parere di Soffientini per quanto riguarda la ripresa dei campionati: «Purtroppo siamo in alto mare per la soluzione del problema, in Lombardia soprattutto. La ripresa in breve tempo la vedo molto dura e a livello dilettantistico, secondo me, la situazione attuale non fa sperare in bene. Mi manca tantissimo il calcio, baratterei qualsiasi cosa per poter tornare sul campo, ma non bisogna anticipare prima del necessario la ripresa di allenamenti e partite solo per discorsi d’interesse delle società, la salute dei tesserati viene prima di tutto».

Tornando al calcio giocato e ai maestri di Maurizio Soffientini, ecco alcuni nomi illustri del calcio mondiale, ma anche di chi ha fatto la storia a livello provinciale nel capoluogo lombardo: «Tra i dilettanti direi sicuramente l’indimenticato Carlo Della Corna, Raffaele Monterosso, Sergio Canevari (con il quale ho lavorato all’Aldini) e Marco Berti, tecnici che han fatto la storia del calcio milanese. Nel professionismo non saprei, forse Sacchi nei primi anni di Milan che ha dato un’impronta ben definita al calcio italiano nel bene e nel male. Venendo ai giorni nostri direi Guardiola e Klopp, pur avendo due modi completamente diversi di giocare, ma anche il Mourinho e l’Ancelotti di qualche anno fa. In Italia direi Simone Inzaghi, Roberto De Zerbi e Maurizio Gasperini, i primi due sono giovani, ma con le conoscenze giuste per fare tanta strada, mentre l’attuale tecnico dell’Atalanta sta facendo qualcosa di straordinario a Bergamo da anni».

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