24 Ottobre 2020 - 13:58:37
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Viscontini Under 17, a tu per tu con Alberto Gervasoni: una vita in gialloblù

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Alberto Gervasoni, allenatore della Viscontini Under 17, in quasi 23 anni di carriera sulle panchina di varie categorie dei giallo-blu non si è mai trovato a dover affrontare uno stop forzato così lungo. Ai nostri microfoni ha raccontato le sue sensazioni e i suoi pensieri riguardo a questa situazione.
Qual è stato il suo percorso in panchina?
«Sono sempre stato alla Viscontini, eccezion fatta per una pausa di tre anni a causa del lavoro e una piccola parentesi all’Accademia Vittuone. Ho iniziato ad allenare a diciannove anni e partendo dalla scuola calcio sono arrivato fino all’Under 17.»
Come vive la quarantena?
«Si vive pensando al futuro e passando tempo con la famiglia, che spesso a causa di impegni calcistici viene a mancare. Riguardo al calcio, avendo ben poche informazioni, si pensa a quando e come si riprenderà. Penso che, come tutti gli altri sport, sia l’ultima attività che ripartirà non solo per salvaguardare chi gioca ma anche coloro che seguono gli allenamenti e assistono alle partite. Bisognerà capire quando tutto questo sarà fattibile, il tutto deve essere sempre legato alla salvaguardia della salute.»
Come stava andando la vostra stagione?
«Prima della pausa eravamo terzi, dietro Rhodense e Sedriano. La domenica successiva al blocco avremmo incontrato la Rhodense sul loro campo, partita che ci avrebbe permesso di capire come sarebbe stato il finale di stagione con maggior chiarezza, essendo la distanza tra noi e loro di sei punti. Il progetto, essendo al terzo anno insieme, stava procedendo bene. Due anni fa abbiamo conquistato i regionali B, quando vi era ancora la divisione tra invernale e primaverile; l’anno scorso abbiamo vinto il girone e siamo arrivati terzi battendo il Sedriano. Purtroppo quest’anno non abbiamo potuto giocarci le nostre carte fino in fondo.»
Ha fornito schede di allenamento personalizzato ai suoi ragazzi?
«Non ho mai fornito programmi di allenamento casalinghi, come non l’ho mai fatto in estate. Ritengo sia giusto che si godano i loro momenti liberi, essendo sempre oppressi da impegni legati alla scuola e allo sport, preferisco che quando sono a casa passino tempo con la famiglia e si concentrino sui loro svaghi. Fargli svolgere esercizi di potenziamento muscolare a quest’età mi sembra noioso, il divertimento sta nel tenere la palla tra i piedi e allenarsi con il gruppo, non avendo questi elementi non trovo utile portare avanti il lavoro.»
C’è stato un contraccolpo sul vostro umore causato dallo stop forzato?
«È stato un fulmine a ciel sereno per tutti e in qualunque ambito si operi. Nessuno avrebbe mai pensato si arrivasse a questi livelli, guardavamo la Cina come talmente lontana che non avremmo mai pensato arrivasse da noi. Ora che il virus è in casa nostra bisogna attenersi alle disposizioni e vedendo i bollettini medici giornalieri è meglio stare in casa e rispettare le disposizioni. Per divertirsi ci sarà tempo più avanti, per questo l’abbiamo presa con filosofia.»
Concorda con la sospensione e qual è il suo parere su un eventuale annullamento?
«Non si sa neanche se ripartiranno i professionisti, che sono molto più attrezzati di noi, quindi ritengo la sospensione logica. Anche se, forse, anche loro dovrebbero fermarsi a pensare e a valutare se le vite contano più dei soldi. Riguardo all’annullamento, essendosi giocati due terzi della stagione penso che sia la via più giusta. Come in ogni situazione non potranno essere tutti felici, ma fatico a pensare a quale possa essere la soluzione più giusta. Se dovessi decidere io, ripartirei l’anno prossimo come se questa stagione non fosse mai esistita. Mancando un terzo delle partite non si può sapere se le squadre avrebbero tenuto lo stesso ritmo, promozione o retrocessione che sia. Inoltre, va preso in considerazione il fatto che alcune squadre riposano e ciò crea uno scompenso tra le partite giocate e rende ancora più difficile una valutazione oggettiva delle classifiche».

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