26 Novembre 2020 - 18:59:29

Under 19 Milano: Andrea Marangoni, diventato tecnico per “scherzo” e adesso vuole i professionisti

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Sta vivendo una stagione incredibile la Lombardia Uno e dopo diciassette giornate guida il girone A della categoria Under 19 di Milano con ben dodici punti di vantaggio sulla seconda in classifica. Sta facendo sicuramente un ottimo lavoro il tecnico Andrea Marangoni, il quale spiega come si è arrivati a costruire tutto ciò: «Io e il patron della società Paolo Gatti, abbiamo deciso di iniziare un nuovo progetto, ovvero creare una squadra per la categoria Juniores, cosa che in Lombardia Uno non avevano mai fatto in trentacinque anni. Abbiamo formato una squadra molto giovane e l’obbiettivo iniziale non era di certo vincere il campionato, ma divertirsi e permettere ai ragazzi di mettersi in mostra ed essere più preparati per una prima squadra. Da Dicembre abbiamo capito che questo gruppo è pronto a vincere e per gli elementi presenti in rosa, devo dire che saremmo anche in grado di affrontare un campionato Nazionale, magari da metà classifica». Marangoni racconta da dove è partito ad allenare «Ho iniziato ad allenare all’età di trent’anni alla Cavese, squadra in provincia di Pavia, vincendo tre campionati consecutivi con la categoria Giovanissimi Provinciali. Poi mi ha preso la Lombardia Uno, dove sono entrato come allenatore in seconda, dopo due mesi però venne esonerato il tecnico e io presi il suo posto, portando la squadra dalla tredicesima posizione alla piena zona playoff». Il tecnico illustra la sua filosofia di calcio e spiega il suo modo di allenare «Ho preso spunto da tutti gli allenatori che ho avuto da giocatore. Il modulo che preferisco è il 352, poiché mi piace molto arrivare sul fondo con gli esterni e mettere cross riempiendo l’area di rigore con tanti giocatori. Quest’anno però sto giocando con un 433, anche se, a dirla tutta, questo sistema di gioco non mi piace molto, e anche se i numeri potrebbero dire il contrario, siamo poco incisivi a livello realizzativo rispetto agli anni passati, dove le mie squadre segnavano con più continuità. Con questo modulo, gli esterni tendono a convergere troppo verso il centro del campo e difficilmente vanno sul fondo a crossare. Anche se ho uno schema preferito, non sono rigido su di esso ma riesco sempre ad adattarmi alle caratteristiche dei ragazzi che ho a disposizione, cosa che per altro ho sempre fatto da quando ho iniziato ad allenare». Marangoni infine rivela quando ha capito che avrebbe fatto l’allenatore e quali sono le sue ambizioni: «Ho iniziato questa avventura anche un po’ per scherzo; dico sempre che ho capito che avrei fatto questo mestiere nella vita al pronto soccorso, quando ho avuto un grave infortunio al ginocchio e piangendo ho detto alla mia compagna che non potendo più giocare, avrei fatto il mister. Il mio obbiettivo è quello di entrare nei professionisti e far si che allenare diventi il mio lavoro. Studio tanto perché questo accada, ho fatto diversi stage e sono stato anche all’estero a visionare e studiare gli allenamenti di grandi tecnici come Simeone all’Atletico Madrid e Sampaoli al Siviglia». 

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